Shakira oscura Jennifer Lopez, almeno ai Mondiali

go site By on 19 giugno 2014
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hong kong polytechnic university phd thesis Shakira ha fatto gol. E per la seconda volta. La sexy cantautrice colombiana, a quattro anni di distanza dal successo della sua Waka Waka, colonna sonora dei Mondiali 2010 del Sudafrica (con svariati milioni di copie vendute e un record di visualizzazioni su YouTube: oltre 660 milioni di click), è riuscita là dove nessuno ci avrebbe mai creduto: bissare il successo con un nuovo motivetto capace di convogliare le energie di una Coppa del Mondo davvero unica, com’è quella del Brasile, e rimettersi saldamente in testa la corona di regina dei Mondiali, dopo averla soffiata da sotto al naso alla bella Jennifer Lopez che, a quanto pare, non l’ha presa troppo bene. Già, perché la canzone ufficiale dei Mondiali del Brasile, We Are One ( Ole Ola), era stata affidata dalla Fifa (la Federazione intemazionale del calcio) il 22 gennaio scorso a J.Lo che, dopo qualche tentennamento dovuto alla paura del confronto inevitabile con il grande successo di Shakira, aveva accettato il ruolo di.madrina, e di cantare l’inno ufficiale insieme al rapper Pitbull e alla popstar brasiliana Claudia “Claudinha” Leitte. Le aspettative di tutti erano alle stelle, ma appena il videoclip è sbarcato su YouTube è arrivata la doccia fredda. Commenti al vetriolo tolgono ogni dubbio: l’inno è un flop, a causa di un motivetto che non cattura, forse non abbastanza in tema con l’atmosfera carioca di questi Mondiali. E nemmeno la cerimonia d’apertura nello stadio Itaquerao di San Paolo, con una Lopez supersexy e strizzata in un microabito che lascia poco all’immaginazione, ha risollevato le sorti di un inno ben lontano dalla bomba di energia positiva di Sudafrica 2010 con Shakira, il Waka Waka e la scoperta rumorosissima delle assordanti vuvuzela. Jio si vendica pubblicando sul web un video in cui prende in giro le danze del ventre tipiche dell’artista colombiana, ma la Rete risponde con Yhashtag di successo #shakirasavetheworldcup (Shakira salva la Coppa del Mondo). Non c’è dubbio: sul prato verde dello stadio Itaquerao, Shakira avrebbe funzionato di più con la sua Dare (La la la), secondo tema musicale scelto dalla Fifa, che letteralmente salva il Mondiale: fra balli sensuali, molti tamburi, bandiere brasiliane e una Shakira che accenna alcune mosse da ottima calciatrice, il videoclip pubblicato su YouTube sfora il tetto del milione di visualizzazioni nel giro di poche ore, stracciando quello ufficiale di Jennifer Lopez & Co. e regalandoci così quello che sarà il tormentone di questa nostra estate. A contribuire al successo di La la la sono anche i grandi protagonisti del calcio internazionale che hanno accettato di comparire nel videoclip’, la stella brasiliana Neymar, il campionissimo argentino Lionel Messi, il colombiano Radamel Falcao e – guest star d’eccezione – il piccolo Milan, figlio di Shakira e del giocatore catalano Gerard Piqué, difensore del Barcellona e della nazionale spagnola, anche lui presente e sorridente nel video. Del resto, a Shakira (forte del suo legame con Piqué) nessuno è capace di dire di no. E non può essere diversamente per l’ex bambina prodigio di Barranquilla, artista da oltre 70 milioni di dischi venduti. Nata in Colombia il 2 febbraio 1977 da padre statunitense, ma di origini libanesi, e mamma colombiana con qualche goccia di sangue italiano, Shakira Isabel Mebarak Ripoll ha nelle sue origini miste uno degli elementi chiave del suo successo, un mix specialissimo che la rende diversa da tutte le sue colleghe. «C’è un detto che insegna: “Siamo quello che mangiamo”», ama raccontare a ogni intervista. «Ma io preferisco dire che noi siamo ciò che vediamo. E, anche se io sono stata | fortunata e sono cresciuta in una fa- Í miglia speciale e agiata, conosco bene I la povertà che ha circondato tutta la i mia infanzia. Da allora mi sono ripro- I messa che, se avessi avuto successo, I non avrei dimenticato la mia terra, e [ avrei fatto qualcosa per gli altri». Promessa mantenuta: a soli 18 anni ! Shakira fonda l’associazione Pies Descalzos (letteralmente “Piedi scalzi”, dal titolo del suo primo disco di grande successo), che ha il compito di costruire scuole in Sudamerica. Ma Shakira non si limita a firmare assegni: impegnata attivamente sul campo, da quando è stata nominata ambasciatrice (a soli 26 anni, la più giovane della storia) gira il mondo senza sosta nel nome deH’Unicef. «Mi chiedo spesso quale sia il mio scopo sulla Terra, e sicuramente non è solo vendere dischi. Anzi, credo sia utilizzare la mia fama per sensibilizzare sui problemi reali del mondo. Soprattutto quelli dei bambini. Nella sola mia Colombia sono più di tre milioni quelli che non vanno a scuola», spiega la cantante. Così, anche il videoclip dedicato ai Mondiali del Brasile si trasforma nell’occasione buona per supportare il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite: donando cinque dollari all’organizzazione si potranno regalare pasti scolastici a oltre un milione di bambini, e Shakira invierà ai donatori un “esclusivo grazie”, come si legge sul sito dell’iniziativa. «Mi basta chiudere gli occhi per riuscire a immaginare i visi di quei bambini che si confondono con quelli di mio figlio», prosegue Shakira. L’arrivo di Milan, il figlio avuto con il fidanzato Gerard Piqué, l’ha un po’ “costretta” a rallentare la sua carriera, ma di questo lei si dice felice. «Fin da ragazzina sognavo una famiglia numerosa, ma ero sempre impegnata a pensare quale fosse il prossimo passo da compiere: una tournée, un viaggio per la promozione, un disco da registrare», racconta. «Ora che sono diventata mamma, assaporo momenti di felicità a cui prima rinunciavo. Milan mi ha insegnato a semplificare le cose». E la famiglia numerosa? «Se non ci fosse questo album da promuovere sarei già nuovamente incinta e Gerard è d’accordo con me», conclude Shakira, «Ci piacerebbe avere altri otto o nove figli. Sarebbe la nostra squadra di calcio». Magari da portare ai Mondiali.

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