Serie A Inter-Juventus in Diretta Streaming ore 18:00

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MILANO. Dove eravamo rimasti? Al 1° marzo, sfida scudetto del San Paolo: fuochi d’artificio, uno stadio strabordante di entusiasmo e un pareggino (1-1, gol di http://suongmedia.com/money-can39t-buy-happiness-essays/ Chiellini ed click Inler ) che ha dato il via libera alla fuga tricolore della Juventus. Da allora sono passati sei mesi ma, soprattutto per Walter professional custom essay Mazzarri , pare una vita alla luce della scelta di abbandonare Napoli e dedicarsi al progetto di rifondazione nerazzurra. Un progetto che pare già a buon punto, visto quanto fatto dall’Inter in questo primo scorcio di stagione chiuso con tre successi (con Cittadella in coppa Italia, Genoa e Catania in campionato) senza prendere gol. Il che, come ben sa pure Antonio enter Conte , è l’architrave su cui costruire un progetto di squadra che, nel nostro campionato, possa frequentare i piani alti della classifica. Quello di stasera per l’Inter ha tutto per essere un esame di maturità, che potrà dare linfa al progetto in caso di successo oppure, al contrario, confermare come questa squadra sia ancora convalescente dopo il disastroso epilogo della gestione http://itqan-const.com/?q=ghostwriter-service Stramaccioni . Un’idea sposata in pieno pure da Mazzarri: «Nel caso in cui dovesse andare bene, per noi sarebbe più importante rispetto alla Juventus perché noi siamo ancora una squadra che deve crescere – ha spiegato l’allenatore -. Dobbiamo ancora acquistare consapevolezza nei nostri mezzi e sicurezza. Vincere aumenterebbe la nostra autostima e la convinzione in quello che propongo ai miei giocatori. Firmare per un pareggio? Quando si va in campo non si deve pensare al risultato, ma a dare sempre il massimo. Lo dicevo ai miei anche ai tempi della Reggina. Per novantacinque minuti voglio vedere questo atteggiamento: è il mio credo e non vedo perché dovrei cambiarlo. In Italia si guarda solo al risultato, io penso alla prestazione. Noi dobbiamo prima di tutto pensare a fare una prestazione di livello. Il mio obiettivo è far crescere l’Inter e renderla competitiva. Con la Juventus vorrei vedere quello che ha fatto vedere sinora l’Inter in campionato, togliendo gli errori commessi con Genoa e Catania. Sono curioso di vedere se questa squadra è migliorata rispetto all’ultima partita disputata. La Juventus, non lo voglio nascondere, è favorita, ma il calcio è bello anche perché spesso non vince la squadra favorita e questo mi dà ancora più carica perché so che i ragazzi potrebbero tirar fuori il 10-15% in più del normale». Fondamentale sarà arginare follow Pirlo («Quando preparo le partite, devo pensare sempre a limitare le fonti di gioco dell’avversario») e, più in generale, confermare la tenuta difensiva della squadra: «La Juventus ha vinto lo scudetto e, non a caso, è stata la miglior difesa del campionato. E’ normale che la fase passiva sia importante: dobbiamo

«Battere la Juve ci darebbe più consapevolezza e più sicurezza. Voglio una prestazione di livello. Mi aspetto altri miglioramenti, sono curioso di verificarli»

essere compatti, uniti, non dare spazio a certi campioni. Però, contemporaneamente le mie squadre non possono pensare a non far male agli altri».
http://eastgatekenpo.com/?p=proposal-service CONTE E DE LAURENTIIS Mazzarri probabilmente avrebbe pagato di tasca sua perché il calendario proponesse la sfida tra una settimana, quando i muscoli dei bianconeri saranno intossicati dalle fatiche di Champions, mentre quelli dei suoi giocatori tirati a lucido da sette giorni di lavoro, invece il fatto di ritrovarsi dopo la sosta ha azzerato il vantaggio di non avere le Coppe: «Non cerco alibi, sono abbastanza esperto di queste situazioni. Ho avuto solo un allenamento e mezzo per dare ai giocatori tutti gli input necessari per preparare al meglio la partita. Alla squadra dirò di stare attenta in fase passiva, di rimanere compatta e occupare tutti gli spazi. Poi là davanti, possiamo dare fastidio a tutti». Mazzarri ha scartato l’idea di emozionarsi («Più c’è pressione, più mi piace») e ha slalomeggiato tra le polemiche: non ha risposto sulla domanda, a trabocchetto, sul numero di scudetti bianconeri, ha tenuto il basso profilo su Conte («Chiedetelo a lui se si è offeso. Non credo di aver detto cose tali da poterlo infastidire. Le parole sul cambio di modulo contro il Napoli erano un elogio, ma se si è voluta capire male non dipende da me») e risposto con velate allusioni all’ultima esternazione di follow site De Laurentiis in base a cui, grazie a academic writing support Benitez , il Napoli ha fatto il salto di qualità a livello internazionale: «A me non interessa quello che dicono gli altri su di me, ma quello che pensano i miei giocatori. Non credo che a livello internazionale cambi molto se fai le cose in un certo modo». Un muro pure sulle analogie con la prima Juve (scudettata) di Conte e questa Inter: «Non vedo grandi similitudini, se non nella partenza di quest’anno».
http://www.falydelaferiaalrocio.com/law-paper-writing-service/ RONDINI Low profile anche giustificato dal rischio di scottarsi in caso di ko. Da qui il paragone, trapattoniano, con le rondini: «È da poco che ho questi ragazzi in mano e questa è la prima grande partita della stagione e c’è il rischio di strafare. Esorterei per questo ad andare tutti con i piedi di piombo: due o tre rondini non fanno primavera. Anche l’anno scorso è capitato di vincere con la Juventus, poi il campionato è finito in quel modo. Al tifoso piace la continuità, la sicurezza nei risultati. Io voglio far sì che la squadra continui a crescere pure nel girone di ritorno». A Stramaccioni saranno fischiate le orecchie.

VINOVO. E’ molto carico Antonio discovery assessments Conte . Anche se siamo soltanto alla terza di campionato il tecnico della Juve è concentratissimo: quasi come se dovesse affrontare una finale di Champions League. E probabilmente, per lui, la partita di stasera all’Olimpico vale così tanto. E allora una pedata al turn over per mettere in campo la formazione più forte: «Io, prima di decidere, almeno in questa prima fase della stagione, non guardo alle partite successive ma allo stato di forma dei ragazzi. Non ci sono ancora stanchezza e stress, quindi penso alla soluzione migliore per la squadra.

personal identity essays Barzagli sta meglio, anche se non è ancora guarito completamente. E’ dall’inizio che gli chiedo la disponibilità nonostante il fastidio che prova e lui mi ha sempre detto sì. Farò così anche stavolta. E lo stesso discorso vale per ordinary people essay Vucinic : è arrivato dalla sua nazionale con una fortissima botta al ginocchio, ma già giovedì si è allenato con la squadra. Se anche lui mi confermerà la sua disponibilità, la terrò in grande considerazione». Insomma, contro l’Inter (quando tra l’altro Conte taglierà le sue prime 100 partite da allenatore juventino) il tecnico vuole la Juve che nella sua testa è la migliore.

http://busway.es/?p=best-online-homework-help-sites LA PRESSIONE Antonio Conte, abile strizzacervelli, mette l’Inter sotto pressione. Quasi spalle al muro: «Sarà una sfida importante a livello psicologico, soprattutto per l’Inter…». Capito? «Noi dobbiamo fare attenzione. Si tratta di una partitissima, certo, ma vale sempre tre punti. Se la partita successiva dovessimo perdere con il Verona, l’eventuale successo di Milano varrebbe poco. In caso di vittoria nerazzurra si alzerebbe, e di molto, la loro autostima, come successe a noi due anni fa quando battemmo un Milan superfavorito a inizio campionato. Ricordo bene: fu una grande spinta».
http://fionadalwood.com/dmb-write-a-song-chords/ PARAGONE Il paragone tra questa Inter e la prima Juve di Conte (come hanno detto Buffon e Vidal nei giorni scorsi) non è gettato al vento: «Sì, ci sono tantissime similitudini: la Juve arrivava da due anni negativi, proprio come l’Inter di oggi. Lo scorso anno, se non sbaglio, arrivò nona in campionato. E poi, proprio come successe a noi, i giocatori di Mazzarri non hanno impegni europei e possono preparare in assoluta tranquillità le partite di campionato. E avranno meno infortuni perché giocare una volta alla settimana significa

«Per la Juve è un normale match da 3 punti. Ma se vince l’Inter, aumenta l’autostima: come successe a noi due anni fa, quando battemmo il Milan favorito»

avere i giocatori sempre in buone condizioni. Quindi avrà da gestire meno stress e infortuni».
INTER SUPER Il tecnico bianconero, però, non sottovaluta il valore degli avversari. «Secondo me l’Inter era forte anche la passata stagione: se una squadra non è tosta non viene a vincere 3-1 a Torino disintegrando la nostra imbattibilità. Il resto è diverso: il campionato dura 38 partite, tantissime tappe e lì c’è stata la differenza tra noi e loro. L’Inter, comunque, ha delle basi molto solide e questo inizio di stagione non mi stupisce».
MAZZARRI E’ OK Naturalmente, e non potrebbe essere altrimenti, massima considerazione per Mazzarri: «Un allenatore di grandi qualità e lo ha dimostrato in passato perché è sempre riuscito a valorizzare le squadre che ha guidato. Un tecnico secondo me fa un buon lavoro quando prende un giocatore da sei in pagella e lo porta a dieci. Lui l’ha fatto con tanti. Quest’Inter gioca a sua immagine e somiglianza: dobbiamo fare molta attenzione alle ripartenze di Alvarez, Palacio e Guarin , che nella passata stagione stentavano e che invece ora vanno a mille. Per non parlare di Jonathan».
SOLO JUVE Ma Conte, come disse tempo fa, allenerebbe un giorno l’Inter? Stavolta taglia corto: «Guardate, ho ancora un anno di contratto con la Juve. Basta e avanza, non credete». Qui gli scappa, finalmente, un sorriso. Il problema è come e quando prolungherà con il club di corso Galileo Ferraris. Ma questa è un’altra storia…
GRAZIE E per concludere ringrazia Buffon e Vidal che nei giorni scorsi hanno espresso giudizi importanti nel suoi confronti. Il portiere ha detto che Conte ha rinnovato e che lui è rimasto perché è stato convinto dal tecnico, mentre il cileno ha sottolineato la bravura negli allenamenti che gli procura voglia di giocare: «Queste frasi – sottolinea il tecnico – valgono più delle vittorie. Significa che riesco a trasmettere qualcosa di importante ai ragazzi che alleno. E questa, per me, è una grandissima gioia, ne vado orgoglioso. Per di più, dette da due grandi campioni come Gigi e Arturo, queste sono frasi che valgono oro».