Selena Gomez: Basta parlare di Justin, da single sto cosi bene

selena-gomez

È passata dalla fase: «Sto cercando di capire«. Mi importa«. Ci penso.« Ti ascolto ancora.«», a «Sono single. Sto così bene.«» in sei mesi. In amore, si sa, ognuno ha i suoi tempi, e questi sono quelli serviti a Selena Gomez, popstar di fama planetaria ed ex fidanzatina dell’altrettanto famoso Justin Bieber, due anni meno di lei, per dimenticare un ragazzo un po’ troppo propenso a guardarsi intorno.

Dopo i tira e molla del caso, la Gomez ha davvero voltato pagina, tanto che si è concessa persino il «lusso» di invitare l’ex alla festa per il suo ventunesimo compleanno, il 22 luglio scorso. Gesto che era stato inizialmente interpretato come un riavvicinamento, ma che in realtà sanciva la definitiva archiviazione della storia.La cantante texana, infatti, ha approfittato della tappa a Lisbona del primo tour mondiale per il lancio del ^ quarto album, Stars Dance, per divertirsi con George Shelley, membro della band Unione. Un gruppo 1 non proprio all’apice della carriera, visto che si è piazzato solo quarto nell’edizione inglese di X Factor, ma talmente nelle grazie della Gomez da essere invitato al suo show e per una festa in camera da lei poi.

Usciti tutti, l’affascinante George si è rivisto solo il mattino dopo e ha preso l’aereo successivo per Londra. «Solo amici», smorza l’entourage di lei, ma nessuna smentita.Che sia tosta, la bella Selena, lo si capisce quando, lì a due metri di distanza, risponde alle nostre domande durante l’incontro in occasione dell’unica data italiana della tournée, all’Alcatraz di Milano.Guardandoci fissa negli occhi, molto belli a dire il vero, con la voce scura e rotonda tipica della parlata della sua terra d’origine, rifiuta di parlare dijustin Bieber, pena la fine dell’intervista. «In questo momento la mia vita è completamente dedicata ai miei fan che finalmente posso incontrare di persona grazie al mio primo vero tour mondiale come cantante. Sono andata in posti che nemmeno mi sognavo di visitare e dovunque ho trovato un enorme affetto».Tra di loro, i suoi fan si chiamano «Selenator» e sono soprattutto ragazze adolescenti. A Milano, Selena ne ha incontrate molte, selezionate attrevarso un concorso.«Avrei voluto avere più tempo a disposizione, visto che ero non solo in Italia, ma a Milano, una città che amo moltissimo per la moda. Qualcosa comunque ho fatto, ma mai abbastanza».Dicono che hai orìgini italiane. E vero?«Sì, me lo ha detto mia nonna. La bambina che aveva adottato, cioè mia madre, era italiana».E tu si senti almeno un po’ italiana?«Tantissimo. Anche messicana, per via di mio padre. E artista, e passionale. In questo, devo dire, poco texana. E poi, se mi fosse andata male con lo spettacolo, avevo un piano B molto latino».E cioè?«Il mio sogno, quando ero più piccola, era quello di iscrivermi alla scuola alberghiera e diventare una grande cuoca. E non è detto che un giorno non lo faccia».Pensi mai a cosa farai tra cinque o dieci anni?«Tengo la mente molto aperta e pronta alle novità. D’altronde, recentemente sono cambiata molto. È cambiata anche la mia voce, crescendo. Faccio scelte molto più personali di un tempo. Penso però che il mio staff prima facesse bene a trattenere i miei slanci. Ho la fortuna di lavorare con persone di cui mi fido e, naturale, con la mia famiglia. Per risponderti, comunque, posso dire che vi sorprenderò».Senti la responsabilità di essere presa a esempio dalle tue ammiratrici?«Assolutamente sì. Sono consapevole della giovane età delle mie fan e faccio di tutto per essere un esempio positivo. So che guardano a tutto quello che faccio e dico, e la cosa, è chiaro, mi rende molto orgogliosa»Sei così giovane. Stai rinunciando a una vita «normale» per lo spettacolo?«È uria mia scelta e me ne faccio carico con gli svantaggi, ma anche con i molti pregi della notorietà. Ho già sottolineato l’importanza dell’affetto che provano i miei Selenator. È vero che spesso mi ritrovo stanca, a causa delle giornate di super lavoro, come adesso in tournée-, ma poi riparto sempre con nuove energie».Hai 21 anni, ma sei nel mondo dello spettacolo da molto tempo…«Più o meno da quando avevo cinque anni. Sai, a volte mi sento come una bambina di quell’età e poi di colpo come un’ottantenne. Allora penso a miti come Marilyn Monroe, Audrey Hepbum o Ella Fitzgerald. Se si fosse saputo tutto di loro, se andavano in bagno ogni cinque minuti, “quasi” come con me oggi grazie a Instagram, forse sarebbe mancato un certo alone di mistero… Vorrei fare i miei errori senza che nessuno lo venisse a sapere».Tu però, grazie ai social network, ti concedi completamente ai tuoi fan…«Con la Rete c’è una specie di amore-odio, perché capisco che è un mezzo di comunicazione pericoloso se usato da persone malvagie. Penso alla violazione della privacy degli adolescenti, agli adescamenti sui siti Internet, al bullismo».Si dice che il tuo prossimo film affronterà temi impegnativi Confermi?«Sì. È la trasposizione sul grande schermo di 13 Rea-sons Why, un bel romanzo di Jay Asher [uscito per Mondadori nel2008col titolo diYò, ndr] che racconta il suicidio di una ragazza sedicenne, Hannah Baker, che dovrei essere io».La notizia girava da tempo. Perché tanta attesa?«Il progetto era stato annunciato già due anni fa, ma data la delicatezza dell’argomento, prima di accettare ho chiesto ai produttori di mettere la massima attenzione nella scrittura del copione».Tornando alla musica, ti piacerebbe fare la giudice a XFactor come la tua amica Demi Lovato?«Lei è bravissima, è un ruolo di grande responsabilità, che svolge benissimo. Io, però, ho tante di quelle cose da fare».Ti interessi di politica?«Può essere [sorride maliziosa, ndr]. Diciamo che per adesso esprimo le mie idee in quello che faccio e nella sensibilità che ho per le difficoltà della vita e il dolore. Sono una giovane donna con tanti sogni da realizzare e sono sicura che il bello debba ancora venire»