Sconto Rc auto con la «scatola nera» Bollette più leggere alle imprese

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Bollette e assicurazioni meno care, 20 miliardi di credito aggiuntivo per le Pmi, incentivi per la ricerca, un patto fiscale di 5 anni con le multinazionali, tribunali speciali per le società con sede all’estero. Ci sono anche detrazioni fino a 20 mila euro per le aziende che si connettono in rete ad alta velocità e persino un rivoluzionario bonus di 2.000 euro annuo a famiglia per chi compra libri non digitali. Ecco in pillole il pacchetto «Destinazione Italia », un grande contenitore di norme «cacciavite» che ieri il presidente del Consiglio Enrico Letta, ha spiegato essere finalizzato a «ridare fiducia al sistema delle piccole e medie imprese». Il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato ha precisato che si tratta di «alleggerire il peso delle bollette energetiche di 850 milioni di euro » e di ridurre le assicurazioni per le auto e le moto di circa il 10%, anche attraverso l’installazione della scatola nera. Ma l’Ania, che rappresenta le compagnie, già è schierata contro sconti che «ledono la libertà tariffaria». Nel giorno del varo di questi provvedimenti, contenuti in un decreto e in un disegno di legge, Bankitalia nel suo consueto bollettino ha certificato l’inesorabile avanzata del debito pubblico che, a fine ottobre, ha raggiunto il record assoluto di 2.085 miliardi di euro, ben 95 in più rispetto all’inizio di gennaio. Una circostanza che certo ha influito sulla conferma da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di un outlook negativo. Il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni ha comunque garantito che l’indebitamento netto «deve restare entro la soglia del 3% del Pil mentre il disavanzo strutturale deve tendere verso il pareggio con riduzione del peso del debito pubblico ». Nel corso dell’audizione in Senato il ministro ha anche sottolineato che la scadenza per pagare la mini-Imu (16 gennaio) «è stata fissata il più tardi possibile compatibilmente con la necessità di contabilizzare le entrate nel 2013». Nel merito del provvedimento «cacciavite»—che il viceministro allo Sviluppo Carlo Calenda ha definito «decisivo per l’internazionalizzazione delle imprese», e il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari ha invece retrocesso a «una aspirina per chi ha un infarto» — ci sono moltissime piccole-grandi innovazioni. Forse il più incisivo è il capitolo che riguarda la facilitazione del credito per le piccole e medie imprese che può valere, secondo Palazzo Chigi, fino a 20 miliardi di euro. Un primo intervento consente alle imprese di porre i beni mobili anche a garanzia di obbligazioni e minibond, per i quali sono previste norme per defiscalizzarne e semplificarne il ricorso. Le compagnie di assicurazione e i fondi pensione saranno incentivati a finanziare le imprese italiane. Un altro intervento significativo riguarda il credito di imposta sul 50% delle spese in ricerca e sviluppo (fino al 2016) con una agevolazione massima di 2,5 milioni per impresa, previsto un budget massimo totale di 200 milioni di euro all’anno. Per agevolare le aziende a operare con l’estero ci sono norme dettagliate: per favorire la circolazione delle merci gli uffici delle dogane possono rimanere aperti 24 ore al giorno; le imprese agricole possono far parte dei consorzi per l’internazionalizzazione; i certificati camerali possono essere rilasciati anche in lingua inglese. Destinate maggiori risorse per l’Expo 2015 fino a 165 milioni di euro. Il Gse, il gestore dei servizi energetici, potrà emettere obbligazioni (ma questo argomento va in delega) e usare il ricavato per ridurre il peso delle bollette. Procede comunque alla Camera il faticoso iter della legge di stabilità. In Commissione Bilancio è passata la Google Tax (obbligo di partita iva italiana su acquisti e pubblicità online), con alcune perplessità dello stesso Pd che teme problemi con Bruxelles. Il governo si è rimesso alla commissione. Ieri ha tenuto banco la questione degli stabilimenti balneari sulle spiagge demaniali in concessione. Il sottosegretario al Tesoro Pier Paolo Baretta ha preannunciato un paio di emendamenti per risolvere i contenziosi pendenti rinviando a una legge quadro la riforma del settore. E le associazioni di categoria sono state ricevute dal vicepremier Angelino Alfano che ha assicurato loro che le aziende verranno salvaguardate.