Schumacher in coma: Grave dopo la caduta sugli sci

red badge of courage essay By on 30 dicembre 2013
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essays about global warming MICHAEL Schumacher ha trovato – drammaticamente – il modo per fare parlare di sé. Anche se ieri, probabilmente, avrebbe fatto volentieri a meno di essere al centro della notizia. E’ accaduto che, mentre sciava in Francia a Meribel, in Savoia, abbia avuto un incidente: mentre scendeva (alcuni testimoni dicono che stesse percorrendo un tratto fuori pista) è caduto, sbattendo la testa. La dinamica dell’incidente, avvenuto Ha battuto la testa. Ricoverato e operato all’ospedale di Grenoble intorno alle 11 di ieri mattina, non è stata spiegata del tutto. «La polizia sta indagando sulla caduta – aveva confermato subito il direttore generale della stazione sciistica, Christophe Gernignon Lecomte -. Schumacher è sceso alle 11.07. Mentre sciava fuori pista ha battuto la testa contro una roccia e indossava il casco protettivo. Alle 11.15 sono arrivati i soccorsi ed è stato portato in elicottero in ospedale. Era scioccato, un po’ scosso ma cosciente. Dovrebbe trattarsi di un trauma cranico, ma non sembra molto grave». PRIMA La prima versione è stata questa, per ore. Suffragata anche dalla tesi della sua portavoce, Sabine Kehm (amica di una vita, vicinissima a lui sia negli anni della Ferrari sia in quelli della Mercedes) che ha confermato la dinamica, senza però entrare nei particolari: «Indossava il casco e non era solo – ha spiegato inizialmente al giornale tedesco Bild – Michael è stato trasportato in ospedale dove il personale medico si sta occupando di lui con grande professionalità». VERSIONI Durante la giornata è stato un susseguirsi di versioni, a volte tra loro contrastanti. In Francia inizialmente si era parlato di “gravi condizioni”, poi si è tentato di ridimensionare l’allarme in ogni modo. Anche se ha destato qualche sospetto l’arrivo di Gerard Saillant , famoso ortopedico Stava sciando con il figlio Mick e alcuni amici nella stazione francese di Meribel. Indossava il casco, ma non è bastato francese, in veste soprattutto di amico personale. Fu proprio Saillant a operare Schumacher quando, nel ‘99 a Silverstone, si fratturò una gamba in un incidente in corsa. E ancora lui ne seguì la convalescenza dopo l’incidente in moto, nel 2009. Per erigere una diga a difesa della sua riservatezza, famigliari, medici e amici avevano inizialmente deciso di non dare aggiornamenti e di non fornire bollettini. DIGA La diga della privacy è caduta nella tarda serata di ieri. Prima il sito francese “ledauphine.com” (specializzato nella cronaca locale), poi l’emittente radiofonica francese “Rmc”, hanno dato conto del peggioramento. L’ospedale non ha confermato l’operazione, ma ha ammesso la “criticità” delle condizioni del pilota tedesco. Del resto è facile immaginare che chi ha preso un colpo in testa così forti si trovi a lottare tra la vita e la morte. E all’arrivo in ospedale, Schumacher sarebbe già stato in coma. L’operazione chirurgica è stata effettuata quasi subito. FISICO Schumacher ha un fisico forte, molto allenato anche adesso che ha smesso di correre, un fatto che potrebbe aiutarlo in queste ore difficili. Compirà 45 anni il prossimo 3 gennaio. Ai tempi vincenti della Ferrari, quello era il momento per celebrare (o rileggere) le vittorie dell’anno precedente e anche di inquadrare gli obiettivi della stagione alle porte. Adesso l’augurio che tutti i ferraristi e gli appassionati del mondo gli possono rivolgere è che possa bere il brodino caldo che spetta di diritto a ogni convalescente in via di guarigione.

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Custom Written College Papers IL MONDO della Formula 1 piomba improvvisamente nel dramma. Un nuovo dramma. Michael Schumacher in coma all’ospedale di Grenoble dopo una caduta sugli sci. Ha sbattuto la testa contro una roccia. Subito il viaggio in elicottero, l’operazione, l’ansia che cresce ora dopo ora, nonostante il tentativo di tenere il riserbo. Invece, il bollettino notturno conferma la gravità. E i colleghi di Michael, tutti, mandano un messaggio di sostegno, sotto choc, sconvolti. Felipe Massa, compagno fedele in Ferrari, prima come collaudatore e poi come piloti della Rossa nel 2006: «Sto pregando Dio che ti protegga, fratello. E che ti aiuti per una pronta guarigione Michael». Il brasiliano è colpito al cuore, come tutti. L’iridato Sebastian Vettel: «E adesso la vittoria più importante, ce la puoi fare, combatti per raggiungerla, hai una famiglia fantastica che ha bisogno di te». Kimi Raikkonen, quasi un delfino oltreché rivale: «Dio ti salvi, Michael. Sii forte». Quasi a spingere il tedesco verso la salvezza. Giancarlo Fisichella quasi incredulo: «Una notizia terribile. Ti auguro il meglio Michael». Ore terribili per i familiari, per la moglie Corinna, per i figli Mick e Gina Maria con lui a Grenoble. Ma è tutto il Circus a stringersi attorno al sette volte campione del mondo. Un kaiser, un idolo vestito di rosso, capace di far sognare i tifosi tedeschi, quelli in Italia, nel mondo intero.Lui che ha sempre amato il brivido, che sempre è stato duro ma leale in pista e fuori. Appena saputa la notizia, uno come Oliver Panis, che abita vicino, si fionda subito all’ospedale per avere notizie certe sullo stato di salute di Schumi. Si capisce che la questione è serie, preoccupante. Vale Rossi: «Dai Schumi, mi raccomando». Sì, forza, mito. Non ci lasciare.

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