Scandalo Hollande: Valèrie Trierweiler, studia le sue mosse dopo il tradimento

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follow E pensare che nel 2008, a Marie C/aire France, diceva: «L’unica cosa che temo è il potere e le persone avide di potere». Ma si sa che Inolia vita si cambia, e anche le paure più oscure a volte si vincono. A Julie Gayet è successo, e le sono bastati quattro anni per passare dal timore al suo contrario. Una fascinazione fatale, da far tremare i palazzi. Farli tremare eccome, anche perché, a distanza ormai di un paio di settimane dal ‘fattaccio”, l’intreccio è ben lontano dal suo epilogo. Anzi, continua ad attorcigliarsi, a riservare ai suoi attori principali nuove scene madri, ad arricchirsi di comprimari ai limiti della fantascienza, vedi la sosta varesina di Liz Taylor che ci racconta la sua Julie a pagina 38. Doveroso un riassunto: Francois Hollande è il presidente di Francia e non è certo un Adone, fìanby (il budino) lo chiamano. Valérle Trierweiler ò la sua fidanzata, gran bella donna, giornalista tosta, non proprio simpatia-portami-via. Stanno insieme da nove anni, da quando lui era ancora accasato, ma non sposato, con la deputata socialista Ségolène Royal, madre dei suoi quattro figli e al suo fianco dal 1978. Coppia all’apparenza solida, Francois e Valérie, ma ecco che un giornale pettegolo lancia il petardo sotto le loro sedie: Hollande ha una tresca con la bionda attrice Julie Gayet, vanno avanti da mesi, forse addirittura dal 2012. Il presidente s indigna ma non smentisce, Julie scatena i suoi legali, Valérie sbrocca e finisce alla Pitié Salpétrière, lo stesso ospedale dove morì Diana. La fiera della supposizione; tentato suicidio, un’accidentale pillola di troppo, bruttacrisi di nervi, vendetta pubblica. Di sicuro Hollande è costretto a prendere tempo, a rinviare la decisione che, stando ai gossip interni, sarebbe di troncare con Valérie e ufficializzare con Julie. Ma come fare con h première dame sofferente in u n letto d ospedale? Mentre la Gayet saggiamente si nasconde, si mormora tuttavia di un’esclusiva bomba già firmata con un giornale e da lanciare quando i muri torneranno fermi, Hollande e Trierweiler mediano. Via telefono e sms, i medici che all’inizio vietano al presidente di rendere visita alla sua donna prostrata, così in bilico da non reggere un vis-à-vis. Poi, una settimana dopo il ricovero, l’incontro. Tutto sommato sereno, si è sussurrato, ma inconcludente. Hollande che avrebbe testato il terreno per un comunicato congiunto di rottura, Valérie decisa a non mollare. Se quell’uomo dall’aspetto così normale è riuscito a convincere i francesi è merito suo, pensa Trierweiler, della sua lunga esperienza come giornalista politica. A differenza di Julie, lei per nulla spaventata dal potere, anzi abile nel muovercisi in mezzo. Oalmeno così credeva. Perché negli ultimi giorni la stampa d’Oltralpe si è scatenata sul presidenzial triangolo, e grattando grattando è saltata fuori una realtà diversa da quella che si credeva. Entrata all’Eliseo, Valérie si sarebbe scontrala contro un rigido protocollo che avrebbe notevolmente ridimensionato le sue ambizioni e teso i suoi nervi. Colpa anche del suo status di fidanzata. posizione che in taluni Paesi non è neppure riconosciuta. E se Hollande in un intervista ammetteva la possibilità di prendere finalmente moglie, in privato pare che alla parola matrimonio iniziasse a sbuffare. Ma ci sarebbe stato un vero turning point nella storia di François e Valérie: quando la première dame, improvvidamente, prese posizione su Twitter contro l’ex rivale Ségolène, Hollande andò su tutte le furie, tanto da allontanarsi per qualche giorno da lei anche fisicamente. E forse, proprio in quei giorni del 2012, il presidente strinse di più i rapporti con la Cayet, che conosceva già da tempo per via dell’impegno che fattrice aveva riservato alla causa socialista. Era stato Thomas, uno dei tìgli di Hollande, a fare da intermediario tra il padre e Julie. La Gayet era una grande amica della fidanzata di Thomas, Joyce Jonathan. Comunque dopo quel tweet nulla sarebbe stato più come prima tra gli inquilini dell’Eliseo. Ore in ufficio che si dilatavano, Valérie costretta a cene solitarie nell appartamento di rue Cauchy. Impegni, impegni, impegni. Che dopo le rivelazioni di Closer si ammantano di sospetti goderecci, altre braccia dove cercare conforto al termine di giornate a tenere il timone di una nazione in piena tempesta economica. La più banale delle scuse: «Amore, non aspettarmi sveglia. Ho da lavorare ». E invece via di corsa in quella casa in rue du Cirque dove un paparazzo l’avrebbe sorpreso sul portone. Ma possibile che Valérie non si sia accorta di nulla? No. A quanto pare Trierweiler. detta Rottweiler per il caratterino, avrebbe annusato l’altrui presenza, relegandola però a un’avventura da lenzuola. Salvo lanciare un avvertimento: «Non era una statuina, prendeva delle posizioni. Posizioni coraggiose. Mi ispirerò a lei, non tacerò più», disse lo scorso novembre durante un convegno su Danielle Mitterrand, mogliedi François, presidente amatissimo e traditore seriale. Parole che rilette oggi, si vestono di un significato preciso. La crisi di nervi che ha costretto la Trierweiler in ospedale per una settimana, non sarebbe quindi frutto di una scoperta, ma dell’espressa volontà del presidente di chiudere con lei, Julie, Valérie aveva dato un volto alla rivale, non era solo un’amante di passaggio, ma una storia parallela. «Voglio star con lei», le avrebbe detto il presidente scatenando la sua furia, qualcuno ha pure scritto di un attacco isterico con lancio di oggetti di valore contro tappezzerie e quadri di valore, 3 milioni di euro di danni che l’Eliseo ha dovuto smentire. Scenata che però ha sortito un effetto. Stando alle ultime indiscrezioni, Hollande avrebbe deciso di prendere tempo. «Né Valérie, né Julie: per un po’ il presidente vuole stare da solo», mormora qualcuno del suo entourage per poi aggiungere che dagli Obama 1 11 febbraio, data entro la quale lui aveva promesso chiarezza alla stampa, Hollande non porterà nessuna delle due. La prova che per la Trierweiler non è ancora l’ora del game over è simboleggiata dal padiglione di caccia de! principe di Poix, La Lanterne dentro Versailles, dal 2007 residenza vacanziera del presidente. È lì che Valérie proseguirà la convalescenza: non a casa sua, non in un resort di Marrakech, ma in un contesto ufficiale. Come a voler ribadire il suo ruolo, assecondata da un Hollande che ha dovuto darle l’autorizzazione per soggiornare lì. Un rigurgito d’amore, un sedativo per i sensi di colpa, forse la paura che l’abile penna di Valérie possa rianimarsi e scrivere, rivelare dettagli pericolosi, proprio ora che la sua popolarità è in risalita dopo mesi giù in cantina. Vedremo, come vedrà Julie. Che tace e attende. D’altronde si sa, la principale dote di un’amante dev’essere la pazienza.

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