Sandra Milo Shock: “Mia figlia Azzurra è viva per miracolo”

http://digitalradio.com.au/?p=buy-compare-and-contrast-essay-in-apa-format-ready-in-hours By on 29 novembre 2013
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follow 9uando quel che succede sembra irreparabile e si pensa che tutto sia finito, ecco i vita ti può regalare una seconda opportunità. Lo sa bene Sandra Milo che, quando ha dato alla luce sua figlia Azzurra, è stata testimone diretta di un vero e proprio miracolo: per intercessione della Beata Maria Pia Mastena, che ha salvato la vita di sua figlia, morta pochi istanti dopo essere venuta al mondo. Con un velo di commozione, Sandra ha scelto di raccontare a Top la straordinaria storia che ha vissuto, per dire che i miracoli esistono e che possono accadere a tutti. Perché, in questi casi , non esistono “raccomandati”. Ci racconti che cosa è successo quando hai dato alla luce Azzurra? «Mia figlia è nata prematura, di soli sette mesi. Pesava soltanto 700 grammi. È nata viva, ma, dopo pochi istanti, il suo cuoricino ha smesso di battere e sono stati vani tutti i tentativi che hanno fatto i medici per rianimarla e riportarla in vita. C’era un gran nervosismo attorno a me, con mio marito e mio suocero notevolmente alterati. Io, invece, gridavo la mia disperazione perché non potevo accettare che la mia bambina fosse morta ancor prima di poterla stringere tra le braccia». «Dopo 40 minuti un sussulto» Poi invece che cosa è successo? «È arrivata in sala parto suor Costantina, che già conoscevo perché, un anno e mezzo prima, avevo partorito mio figlio Ciro sempre alla clinica romana del Santo Volto. La suora si è fatta largo tra i medici e ha chiesto che le fosse data la bambina perché voleva provare a fare un ultimo tentativo. Ricordo che un medico le ha detto: “Ma che cosa vuole fare? Non vede che la bambina è morta!”». «Per un po’ lei è stata “in ritardo”» Che emozione hai provato in quel momento? «Quando ho visto arrivare un’altra suora nella mia stanza, che mi ha detto che mia figlia era viva, ho tirato un sospiro di sollievo. Il mio pensiero è andato subito a Dio che aveva ascoltato le mie preghiere e che aveva reso possibile il miracolo grazie alFintercessione della suora. Azzurra è stata trasferita al Policlinico e per i successivi tre mesi è stata appesa ad un filo tra la vita e la morte. Un periodo in cui il mio tormento e la mia ansia sembravano non aver fine». In chi trovavi conforto in quel periodo così diffìcile? «Ho parlato spesso con Suor Costantina che con grande serenità mi ripeteva: “Stia tranquilla, la Madre ha fatto il miracolo e vedrà che la bambina non riporterà alcuna conseguenza e non si ricorderà neanche di questa brutta esperienza. Il miracolo è stato completo”». Quali erano le tue maggiori preoccupazioni? «Avevo paura che mia figlia non parlasse, che facesse fatica a camminare o che avesse la mente offuscata. Per qualche tempo Azzurra è stata “in ritardo” rispetto agli altri bambini, perché era come se avesse avuto una gestazione molto lunga, ma poi è cresciuta come una bambina normale, vivace e intelligente, un vero e proprio “diavoletto”». «Le siamo ancora molto devote» Quando hai parlato per la prima volta ad Azzurra del miracolo di cui è stata protagonista? «Quando è stata un po’ più grande e in grado di poter capire Fimportanza di quelFesperienza. Azzurra ha sempre vissuto la sua “seconda nascita” come un qualcosa di cui le hanno parlato solo gli altri. La cosa bella è che anche oggi conserva una grande devozione per la Beata Maria Pia Mastena e anche il rapporto con Suor Costantina dura da anni. Da quando è nata ad oggi la prima telefonata che riceve mia figlia il giorno del suo compleanno è sempre quella di Suor Costantina». Che cosa ti senti di dire a chi non crede in Dio e tanto meno nei miracoli? «Che mi dispiace molto per loro, perché sicuramente hanno una vita molto più povera della mia. La fede mi offre da sempre un grande conforto. È un bene infinito, in grado di farmi superare con un sorriso qualsiasi tipo di difficoltà». Dopo il miracolo di Azzurra, la tua fede è cambiata? «Ho sempre avuto una grandissima fede anche prima di questa brutta esperienza, ma ovviamente da allora si è rafforzata ulteriormente. Non sono molto pra- ticante però prego molto, a modo mio, e non ho faticato a credere nel miracolo che ho vissuto, perché ho sempre pensato che Dio è talmente grande da poter rendere possibile anche ciò che a noi umani sembra impossibile». Hai partecipato alla beatificazione di Madre Maria Pia Mastena? «Sì. È stata una giornata davvero emozionante, che però ho voluto vivere nella massima intimità, tant’è che non vi è neanche una foto che ritragga me e mia figlia. Azzurra era tra le suore del Santo Volto, accorse da tutto . il mondo per la beatificazione della Madre che aveva fondato il loro Ordine. Ricordo ancora tutte quelle persone che erano venute dal Veneto, regione che ha dato i natali a Maria Pia Mastena, per abbracciare Azzurra, la “bambina del miracolo”! E poi, avendo partecipato al processo di beatificazione, il mio nome e quello di mia figlia rimarranno per sempre scritti nella storia della Chiesa e questo è un secondo.

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