Sale il fabbisogno: Bene spread e Btp

Secondo il Tesoro continua il miglioramento del fabbisogno statale anche se per il 2013 si assottiglia ad appena 1 miliardo di euro rispetto ai 15 miliardi del 2012 sull’anno precedente. In realtà, secondo quanto comunicato ieri sera dal ministero dell’Economia, il fabbisogno annuo del settore statale (vale a dire le quantità di risorse necessarie alla copertura del bilancio di cassa) si è attestato a 79,7 miliardi contro i 49,5 del 2012. Quindi si tratta di un peggioramento di circa 30 miliardi di euro. Ma una nota di via XX Settembre spiega, premettendo che si tratta di dati preliminari, che il risultato sconta operazioni straordinarie, fra le quali si segnalano lo sblocco dei pagamenti dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, la partecipazione all’aumento di capitale a favore della Banca Europea per gli Investimenti, i bond a favore del Monte dei Paschi di Siena e gli incassi relativi alla cessione di Fintecna. Escludendo dunque alcune importanti partite di entrata e spesa «ininfluenti ai fini del computo dell’indebitamento netto, il fabbisogno del settore statale risulta inferiore a quello del 2012 di oltre un miliardo di euro», dice il Tesoro. Ricordiamo che per il pagamento alle imprese degli arretrati da parte della pubblica amministrazione nel bilancio 2013 sono stati stanziati 24,4 miliardi di euro anche se, al 29 novembre, ne erano stati effettivamente erogati 16,3. La consueta nota annuale sul fabbisogno si incrocia con alcuni dati positivi del mercato. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco scende verso i 200 punti base, attestandosi sul finire della seduta a 203 dai 216 di mercoledì, mentre il tasso sul decennale del Tesoro scivola sotto il 4% (3,96%) per la prima volta da maggio scorso. Il comunicato del Tesoro segnala anche, «al fine di un confronto omogeneo», che nel 2012 il saldo di cassa era migliorato di circa 10 miliardi di euro «per effetto del ripristino del sistema di tesoreria unica». Questo sistema ha lo scopo di far svolgere al Tesoro anche il ruolo di banchiere degli enti tenuti a depositare le loro disponibilità su conti di tesoreria per risparmiare e rendere più efficiente il flusso dei pagamenti. Nel gennaio del 2012 un decreto del governo Monti reintrodusse e rafforzò questo vincolo per gli enti locali. Nello specifico del dato mensile, il ministero del Tesoro precisa che nel mese di dicembre l’avanzo del settore statale è stimato, in via provvisoria, in 15 miliardi, superiore di circa 1,5 miliardi rispetto a quello realizzato nello stesso mese del 2012 (13,4 miliardi). «Il miglioramento risulta più elevato (circa 3,2 miliardi)- si legge nel comunicato – se si escludono dall’avanzo del dicembre 2012 circa 1,7 miliardi di introiti relativi alla dismissione di quote Sace e Simest ininfluenti sull’indebitamento netto». Dal lato degli incassi il Tesoro segnala la crescita delle entrate fiscali, superiori di circa 3 miliardi rispetto a quelle realizzate nel dicembre 2012, anche per effetto del buon andamento registrato dagli introiti Iva e da alcune imposte dirette. Inoltre sono stati realizzati proventi per circa 320 milioni relativi a dismissioni immobiliari. Dal lato dei pagamenti, «si registra una riduzione della spesa delle amministrazioni centrali per circa 1,5 miliardi».