Sabrina Ferilli 50 anni: Auguri Diva dai mille volti

Cattura

Credo che sarebbe in grado di fondare un movimento politico che potrebbe contendere la maggioranza relativa anche al Pd. Stia attento Matteo Renzi!». Paolo Virzì, uno dei registi che l’ha aiutata a diventare l’attrice che è, scherza ma non troppo. Sabrina Ferilli compie 50 anni il 28 giugno e fare un’incursione nella sua vita raccogliendo i ricordi, i racconti e i commenti di chi ha lavorato con lei, aiuta a conoscerla da vicino e ad aggiungere delle parole a quelle istantanee delle Ferillo- na nazionale che noi, come pubblico, abbiamo impresse nella memoria. La nomini e subito la ricordi seminuda accanto alla bandiera della “Maggica” a festeggiare lo scudetto. Oppure pensi al suo calendario di Max, anno 2000, che bruciò tutti i primati di vendita con 1 milione di 4 copie appese in giro per lo Stivale. O ti viene in mente una delle moglisexy che ha interpretato nei quattro cinepanet- toni di Neri Parenti o nei film di Vanzina. La rivedi nello spot del sofà (peccato). O in una delle donne delle sue fiction (ben 33) con cui è riuscita a farci sorridere, ma anche piangere. Ripensi a quel suo décolleté traboccante diventato patrimonio della memoria collettiva, agli zigomi alti (e un po’ sospetti) e a quel suo sorriso solare che la rende così “italiana”. Il suo fisico poteva mettere in ombra il resto se non fosse che a Sabrina associ pure due aggettivi: verace e nazionalpopolare. Talmente nazionalpopolare che il nostro giornale le ha dedicato ben 31 copertine (compresa questa). E così verace che a proposito dei suoi 50 anni ha dichiarato senza troppi giri di parole: «Sarebbe ipocrita dire che sono contenta di invecchiare, ma vivo bene. Dal punto di vista fisico, il mio è un mestiere che ti aiuta a non avere età, annulla il dato anagrafico». Virzì, che l’ha diretta in La bella vita, Ferie d’agosto e Tutta la vita davanti, la descrive così: «Dietro la sua maschera di divinità sensuale, Sabrina nasconde tante personalità: la secchiona perché è una donna rigorosa, la battutara, la pasionaria, la sognatrice, la sciantosa, la pacata berlingueriana, la plebea iraconda, la bonona focosa e altre personalità che sono un segreto tra lei e chi la conosce bene. Per i suoi 50 anni, che poi sono anche i miei, le mando il solito abbraccione, con l’affetto che ci legherà per sempre come fratello e sorella», dice il regista del Capitale umano.

DAL PAPÀ HA PRESO IL DNA COMUNISTA «La sua interpretazione in La grande bellezza è stata magistrale. Il film ha avuto successo grazie a Roma, ma anche grazie alla Ramona fatta da Sabrina», dichiara convinto Christian De Sica, suo partner di cinque film e amico di una vita. «Ci siamo conosciuti nel 1989 sul set di Night club e non ci siamo mai persi. Insieme ridiamo tanto, tra qualche giorno partiremo con le nostre famiglie per Capri. Mi piace stare con Sabrina: sul set è un soldato, sempre preparatissima, nella vita è una donna molto acuta, generosa e romantica. Per dire: eravamo a Las Vegas e siamo andati a vedere un concerto di Cher. La cantante entrò in scena in gondola, io mi girai verso Sabrina per dirle: “Ammazza che cafonata!” e lei, invece, aveva gli occhi pieni di lacrime. Si era commossa…». E a proposito del calendario di Max, 12 pose che fecero epoca, ancora oggi è il più ricercato tra i collezionisti. Paolo Bonanni, allora direttore del mensile, ricorda: «La Ferilli fu una piacevole sorpresa. La portammo su e giù per l’Italia, sull’isola di Cavallo e poi a Marrakech, e lavorò con quattro fotografi diversi senza che ci fosse mai un problema. Il calendario andò a ruba in pochi giorni e fu anche un bel successo economico». Nata a Roma, contrariamente a quanto riportano le biografie ufficiali, è cresciuta a Fiano Romano, papà Giuliano era dirigente del Partito comunista e mamma Ida, casalinga. Ha un fratello, Pierpaolo, imprenditore, e una sorella, Cristina, laureata in Psicologia. Nel suo curriculum c’è pure un “chiodo fisso”: la Ferilli da anni si batte affinché anche i single e le coppie non sposate possano adottare. «Sono cresciuta in un paese di 400 mila anime, con poche attrazioni, ma quelle giuste», ama raccontare di sé stessa. «Prima di arrivare alla recitazione ho passato tanto tempo al cinema con De Sica, la Magnani, Totò, Stanlio e Ollio, poi ho iniziato a fare spettacoli con la compagnia teatrale del paese, quindi, spinta da Peppe De Sanctis, il regista di Riso Amaro che abitava lì, a 100 metri da casa mia, sono andata al Centro Sperimentale di Roma, ho cominciato a leggere cose più profonde, poi ho avuto fortuna ed eccomi qua». Qua, in realtà, ci è arrivata dopo essere stata bocciata all’esame di ammissione del Centro Sperimentale, niente che labbia scoraggiata, comunque. Una delle sue prime particine arriva con Caramelle da uno sconosciuto, regia di Franco Ferrini, 1987. Nel 1993 gira il film che la fa conoscere al grande pubblico: Diario di un vizio, di Marco Ferreri. L’anno dopo vince il primo di tre Nastri d’Argento con il film di Virzì, La bella vita. Nel 1996 Pippo Baudo la chiama a condurre Sanremo e avviene la sua consacrazione al grande pubblico: «Dopo averla vista a teatro in Alleluja brava gente, la invitai a Domenica in», racconta con l’orgoglio del taleni scout Baudo. «Volevo farle presentare il Festival in coppia con la Mazza perché rappresentavano due tipi diversi di donna: l’eccezionale “burina” Sabrina, disinvolta, con un infallibile senso della battuta, e la paludata Valeria, abituata alle passerelle di moda. Sabrina provò pochissimo e andò benissimo, si rivelò una consumata esperta del teleschermo. Lei è una vera diva del popolo, lo avevo capito subito. La apprezzo per la sua schiettezza, è una donna che non ha mai tradito le sue radici», riflette Baudo. Neri Parenti che la conosce bene per averla diretta nei classici film di Natale (da Natale a New York a Vacanze di Natale a Cortina) racconta di lei: «È una donna che sarebbe dovuta essere un uomo. Sotto la sua apparenza fragile e sexy, ha un carattere di ferro. È facile lavorare con lei: arriva preparata, cura molto il suo aspetto fisico, è amica di tutta la troupe, si presta senza fare capricci e non si riguarda nel monitor. Ecco, tanto De Sica è un monitorista – muore se non va subito a rivedere la scena che ha girato  quanto Sabrina è disinteressata», racconta il regista toscano. Che per i 50 anni le augura questo: «Di concludere la carriera facendo Miss Marple perché significa che lavorerà ancora tantissimo!». E a proposito dell’indole della Ferilli, si racconta che papà Giuliano a un compleanno le regalò un gallo d’argento dagli artigli sguainati con questo biglietto: «A mia figlia Sabrina, più gallo che gallina». Che cosa centri la Ferilli con Maria De Filippi è un mistero antropologico, eppure il sodalizio dura da 15 anni: sono talmente amiche, che la Ferilli ha dichiarato che se mai dovesse sposare il suo Flavio (Cattaneo, ex direttore generale della Rai di cui lei si innamorò mentre girava Dalida, nel 2005, dopo la fine del suo matrimonio con Andrea Perone) vorrebbe che a officiare le nozze fosse proprio la De Filippi. Maria, del resto, nonostante la sua proverbiale ritrosìa alle manifestazioni pubbliche, probabilmente lo farebbe volentieri.

LE SUE MUSE SONO LA MAGNANI E LA LOREN Tanto che si presta a formulare degli auguri speciali per la sua amica e ci scrive: «Per me lei non compie mai gli anni perché c’è ogni secondo, ogni minuto, ogni giorno. Sabrina sa esserti vicina con le parole giuste, con parole importanti e sa anche farti sorridere. Sa prendermi in giro e riportarmi alla realtà quando magari “mi faccio i film”. Sa anche farmi vedere il bicchiere mezzo pieno quando io lo vedo vuoto. Sa spiegarmi il senso delle piccole cose che sono importanti. Per questo e per altri mille motivi, le voglio bene e per me lei non ha età», si espone un’insolita, affettuosissima De Filippi. «Qualche anno fa giravamo un film a Lecce», ricorda Carlo Vanzina, «lei uscì dalla roulotte e al suo passaggio la folla dei curiosi si aprì per farle largo. Una perfetta scena da star, una cosa che non avevo mai visto in vita mia. Il mio augurio per questo compleanno speciale è che diventi la nuova Anna Magnani del cinema italiano», conclude il regista che sa bene quanto la Ferilli abbia sempre amato Nannarella (e Sophia Loren). «È la più bella 50enne che abbia mai conosciuto», aggiunge Maurizio Costanzo, «anche se il suo aspetto migliore è il carattere». Persino Aldo Grasso, che non le manda a dire a nessuno, per lei spende parole buone: «E una vera forza della natura oltre che una donna bellissima. È un’attrice spontanea che appartiene alla classica tradizione italiana, bravissima nei ruoli in cui fa se stessa. Il mio augurio è che possa trovare il regista che faccia di lei una moderna mamma Roma»