Rovine di Benevento “Divorati dai figli del mastellismo”

di Enrico Fierro inviato a Benevento Nunzia De Girolamo è la più vecchia di tutti. Come gli altri divideva, spartiva, lottizzava. Lei cadrà, ma i vecchi leoni non li ferma nessuno, sono pronti di nuovo a mangiarsi la città”. Mario Zoino, dottore e consigliere comunale di Sel, ci spalanca il sipario sulla Benevento degli scandali. Dove il potere cambia nomi e bandiere, volti e storie. Dalla panza debordante di Clemente al fascino aggressivo, ruspante e tosto di Nunziatina. Ma la musica è sempre la stessa. L’ospedale a me, l’Asl a te, i soldi per gli handicappati a me, il consorzio agrario a te. E l’istituto per le case popolari “chi so’ piglia”? Così vecchi e nuovi ras hanno divorato la città, i sanniti e le loro speranze. Corrado Alvaro e i bimbi-schiavi “Sono gli elettori che scelgono la classe dirigente, e i beneventani hanno scelto male”. Cosimo Izzo si indigna dal suo eremo di Airola. Ex democristiano di lungo corso, è stato il padre putativo locale di Nunzia De Girolamo. Ora è fuori dai giochi e dal Parlamento. “Ci vorrebbe un rigurgito di dignità dei cittadini”. Speranza vana. Gli abitanti della città delle streghe si sono venduti il voto e l’anima, il presente loro e il futuro dei figli. Vecchia, secolare abitudine che commosse Corrado Alvaro. Lo scrittore, negli anni Cinquanta del secolo passato arrivò a Benevento, si piazzò davanti alla Cattedrale e raccontò il terribile mercato dei “gualani”. Gli schiavi bambini venduti a facoltosi agricoltori. “I compratori esaminavano la dentatura, le gambe, il petto del gualano e se le sue mani fossero troppo tenere, e non munite di promettenti calli”. Oggi i nipoti di quei fanciulli infelici fanno la valigia e vanno via. “E come possono restare – si chiede il medico Zoino – prendi lo scandalo del Prustt (soldi per la riqualificazione urbana e lo sviluppo sostenibile, ndr). Settecento milioni in dieci anni. Dovevano costruire il polo calzaturiero, assicurare 400 posti di lavoro. Una truffa”. A Benevento piombarono fabbriche marchigiane che producevano per Hogan, Valleverde, Puma. Lo Stato spese otto milioni per addestrare i giovani a fare scarpe. Un consigliere provinciale di An volò addirittura in Argentina, spesato di biglietto e asado, l’arrosto di quelle terre, per studiare le potenzialità del mercato sudamericano. Triste tango. Nessuna fabbrica ha mai aperto i cancelli. Benevento, città di stregoni e janare , le streghe giovani, belle e sensuali. Qui il potere balla i suoi sabba sulle macerie della città. “La vicenda De Girolamo ci racconta la vergognosa occupazione dello Stato nel Sud. È il mastellismo infinito, Nunzia che porta al ministero il clan dei beneventani. Il suo ex fidanzato, il suo portavoce. Basta! Il Pd che fa?”, Antonella Pepe, 25 anni, prossima laurea in Studi europei, irrequieta segretaria regionale dei giovani democrat. Per una maligna legge del contrappasso è la nemica giurata di Nunziatina e della sua banda. Ma chi comanda a Benevento? Presto detto. Se Nunzia De Girolamo domina la Asl col suo “direttorio”, l’ospedale civile Rummo è sotto l’ala protettrice di Pasquale Viespoli, ex deputato e sottosegretario di An per due volte sindaco della città. A dirigerlo è Nicola Boccalone, un suo fedelissimo. Al Comune e alla Provincia regna il centrosinistra. E Mastella? Nunziatina gli sta facendo terra bruciata. Gli ha portato via i pacchetti di voti del consigliere comunale Francesco De Pierro, leader delle imprese di pulizia, e quelli di Michele Rozzano, consigliere provinciale. È il viceré di Sant’Agata dei Goti, amena località beneficiata di ben 6 milioni dei fondi per l’assistenza agli handicappati. È la politica nel Sud, bellezza. Quarant’anni fa, Percy Allum si piazzò a Napoli e dintorni e analizzò il politico meridionale: “Un mito per arrivare al quale bisogna essere della cerchia, bisogna sapersi introdurre, presentare, fare anticamera”. Bella fotografia. Sembra scattata oggi. E il sociologo inglese non conosceva il politico meridionale per eccellenza, Clemente Mastella. Da giovane fu miracolato dal sistema con un posto alla Rai (Ciriaco De Mita spietato: “Lo feci assumere io”), poi scalò il potere grazie ai congressi Dc e alle sue “truppe mastellate”. Clemente (ancora De Mita: “Se Mastella non partecipa al sottogoverno è finito”), ci ha regalato scene indimenticabili. Maggio 2005, lui è sindaco del suo paese, Ceppaloni. In abito blu riceve la visita del nuovo presidente del Consiglio regionale della Campania: sua moglie Alessandrina (Sandra) Lonardo. Cerimonia ufficiale con Concettina la vicesindaca che intona un’ode a Sandra da far impallidire la Romania di Ceausescu: “…Sandra tu che hai sempre brillato di luce propria”. Applausi e banda del paese. “Fratelli d’Italia”, ma anche cognati. Perché se Nunziatina, l’allieva, ha pensato bene di assicurare un futuro all’ex fidanzato a spese del contribuente, Clemente, il maestro, ha fatto di più. Sandra alla Regione, suo cognato Pasquale Giuditta (un bon vivant delle colline avellinesi) promosso deputato. Cominciata la corsa per il municipio Adesso Clemente spera in Forza Italia e in una ricandidatura al Parlamento europeo. In subordine non gli dispiacerebbe fare il sindaco di Benevento. Ma anche Pasquale Viespoli aspira alla poltrona. Lui è fuori dal Pdl, litigò con la De Girolamo, ma ora i due sono in buoni rapporti. Parenti, addirittura, dopo il fidanzamento del figlio di Pasquale con la sorella della ministra. Nunziatina e Pasquale, però, dovranno fare i conti con Fausto Pepe, l’ex mastelliano sindaco pd della città. Vuole una riconferma, nonostante le “ammaccature” per lo scandalo degli appalti di un anno fa che gli costò il divieto di dimora nella sua città. Una storia, scrissero i magistrati, “di rozzo favoritismo e mercimonio della funzione”. E Umberto Del Basso De Caro, il deputato uomo nero del complotto anti- Nunziatina (secondo la ministra e i suoi difensori), dove lo mettiamo? Da ex craxiano di ferro è diventato il padrone del Pd sannita. È deputato, è stato consigliere regionale e ora ha qualche rogna per la rimborsopoli della Campania, ma un pensierino alla poltrona di sindaco lo sta dedicando anche lui. È il potere a Benevento. Il sabba di streghe, stregoni e janare , continua.