Rocco Siffredi: “Mio figlio è il contrario di me”

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Da bambino, nella sua Ortona – una cittadina del litorale abruzzese – Rocco Siffredi raccoglieva le riviste porno lasciate dai camionisti e diceva a se stesso: «Questo è il lavoro che farò da grande. Non ce ne saranno altri». Un sogno che ha realizzato, diventando il divo hard più famoso e più pagato del mondo. Oggi il pornoattore mette la sua esperienza al servizio di coniugi in difficoltà nel programma di Cielo – canale in chiaro di Sky, al 26 del digitale terrestre – Ci pensa Rocco. E, nell’insolita veste di conduttore tv, tenta di riaccendere la passione fra le lenzuola delle coppie per cui il sesso non è che un vago ricordo. Lontano dai riflettori, l’attore è un marito affettuoso e un papà molto presente. «Sono un padre attento, non un genitore che fa i regali e poi parte. Non mi sono mai “comprato” la stima dei miei ragazzi. Li vado a prendere e li porto a scuola, quando posso gioco con loro e mi diverto un mondo. Insomma sono come tanti altri, amo i miei figli incondizionatamente », racconta lui. Felicemente sposato dal 1993 con l’ex collega Rózsa Tassi, Rocco ha avuto da lei due maschi, Lorenzo e Leonardo. «Quando ho cominciato a fare questo lavoro, c’era chi sosteneva che non avrei mai potuto avere figli e mettere su famiglia: meno male che non ho mai dato ascolto a nessuno», ricorda, con una punta di amarezza, il pornodivo abruzzese. Dopo aver avuto una vita sentimentale ed erotica molto movimentata (dichiara di essere stato con più di tremila donne, ndr), ha trovato il grande amore. Rózsa è stata una tua collega. Ti sei innamorato di lei sul set? «No, in realtà con lei ho g irato solo quattro film. Rózsa è bellissima: è stata eletta nel 1992 Miss Ungheria e ha anche studiato come giornalista. Oltre a essere una moglie speciale, è anche una mamma straordinaria. Quando l’ho conosciuta, tra noi è scattato immediatamente il classico colpo di fulmine». «Con mia moglie fu colpo di fulmine» Non sembri tipo da invaghirsi di una donna all’istante… «Invece con Rózsa è andata proprio così. Quando ci hanno presentato, sono rimasto affascinato dalla dolcezza del suo viso. Comunque non è stato il mio primo colpo di fulmine. Prima di lei, ne avevo vissuti due, da giovane.

Il primo in assoluto è stato con Claudia, una studentessa che avevo incontrato a Parigi quando facevo il cameriere. L’amore è scoppiato mentre servivo ai tavoli: lei è rimasta tutta la notte con me, tan t’è che la polizia l’ha cercata per tutto il tempo. È stata una bellissima esperienza. Il secondo colpo di fulmine l’ho vissuto con Tina, una ragazza inglese per la quale avevo completamente perso la testa. Lei mi aveva chiesto di lasciare il porno e, davanti alla mia resistenza, un giorno mi ha detto: “Tutto quello che sai fare è abbassarti i pantaloni”. Mi offese tantissimo. La nostra storia finì e, da allora, ho capito che non avrei mai potuto avere una relazione con una donna che non accettava il mio mestiere». Ma è sempre filato tutto liscio tra te e Rózsa? Mai uno screzio, una scenata di gelosia o un momento di crisi? «Un momento di crisi l’ho vissuto quando improvvisamente un bel giorno ho deciso di non fare più il pornodivo. Per un anno intero ho avuto il bisogno di stare con le prostitute conosciute in giro per l’Italia. Avevo bisogno di carne e devo dire che, a salvarmi da quella dipendenza sessuale, è stata proprio mia moglie Rózsa, dolce e comprensiva. La verità è che quando litighiamo, nel momento in cui uno di noi pronuncia la parola divorzio, la crisi è già superata. Divorzio è un termine che non mi piace, ecco tutto». «So di essere un buon genitore» Quando hanno realizzato che il loro papà faceva un lavoro così particolare, come hanno reagito i tuoi figli? «Bene. Per loro, nessun mistero. Io non ho mai negato nulla, anzi sono stato il primo a comunicare il mestiere che facevo. Credo insomma di essere un buon genitore. E so che anche i miei ragazzi pensano questo di me.

La cosa mi riempie di orgoglio». Ha mai creato imbarazzo a te o ai tuoi figli il lavoro di pornoattore? «Mai. Lorenzo e Leonardo sono nati e cresciuti nel mondo del porno. Da piccoli, non hanno visto i film a luci rosse ma io avevo l’abitudine di portarli spesso con me in giro per lavoro. Non ho mai avuto alcun problema né loro hanno avvertito qualche disagio». C’è qualcuno tra loro due che potrebbe essere il tuo erede anche nel lavoro? «Abbiamo caratteri completamente differenti. Il mio primogenito, Lorenzo, è persino un po’ bacchettone. È geloso della sua fidanzata e, per esempio, non le fa indossare i tacchi a spillo. Nonostante abbia determinati valori, nella sua stanza ha però un po- I ster di papà Rocco Siffre- I di. Ci rispettiamo molto nella nostra diversità: in- 8 latti io non ho mai messo 1 bocca su quello che lui pensa o dice». «Non si vuole più corteggiare» In Ci pensa Rocco ti sei messo alla prova come terapista di coppia. Che esperienza è stata? «Molte coppie mi hanno trattato come se fossi un prete e si sono completamente aperte con me confidandomi tutto, ma proprio tutto. Molte relazioni sono state sanate. Purtroppo il problema delle coppie di oggi è che si smette di corteggiare o di sedurre il proprio partner pensando che basti essere sposati o andare a convivere per raggiungere un equilibrio. Non si dialoga più, non si scherza e non si ride. Quando si perde la complicità, il rapporto è chiuso». A maggio festeggerai 50 anni. Come ti prepari a questo importante traguardo? «Continuerò a fare quello che ho fatto finora, perché sono stato sempre convinto del mio mestiere. Non ho mai avuto un dubbio e non rinnego nulla del mio passato. Anzi, continuo a fare questo lavoro con passione. Amo le sfide e spero di poter continuare a essere felice».