Rocco Siffredi in Tv dispensa consigli di coppia

Ci pensa Rocco, ma solo su Cielo (il martedì alle 23 sul canale 126 di Sky) e non al prossimo Grande fratello. Messe da parte le vesti di pornodivo per eccellenza, Rocco Siffredi è tornato in Tv per mettere a disposizione di coppie in crisi la sua esperienza amorosa ultratrentennale. ;Smentite decisamente dall la stessa casa produttrice Endemol, invece, le indiscrezioni circolate sulla sua partecipazione come opinionista al posto di Alfonso Signorini nel reality di Canale 5, in partenza a gennaio. Detto questo, Siffredi su Sky dispensa consigli. Allora Rocco, quali sono gli errori più comuni che gli uomini e le donne commettono nel rapporto di coppia? «Entrare nella routine, smettere il corteggiamento e il gioco erotico e di seduzione: insomma sedersi sugli allori, credendo che basti essere sposati o convivere per tenere in vita un rapporto. Il programma indirettamente ha fatto bene anche a me e a mia moglie Rozsa Tassi: la scorsa estate, a Formentera, improvvisamente ci siamo buttati in spiaggia e abbiamo fatto l’amore come due ragazzini focosi, poi abbiamo fatto il bagno continuando a giocare come amanti. E questo tipo di complicità e la frenesia dei primi momenti che si devono coltivare. Un altro problema, forse il maggiore, di cui mi sono reso conto nella mia trentennale esperienza con donne di tutto il mondo, è l’assenza di dialogo e di confronto, il non ascoltare e capire le esigenze dell’altro». Per gioco di seduzione che cosa intendi? «Tenere viva la passione in tutti i modi e mantenere un po’ di mistero: con l’atteggiamento, il tono della voce, la trasgressione e, naturalmente, l’abbigliamento. Certe donne una volta sposate si mettono pigiamone e ciabatte, pensano più ai figli che al marito, non lo stimolano più, per poi lamentarsi che il proprio uomo non le tocca. Restare sexy e attraenti è fondamentale: anche l’occhio vuole la sua parte. Oggi è sempre più difficile stare insieme perché ci sono Internet e altre mille distrazioni. L’amore va coltivato i come un fiore, altrij menti appassisce. Se una persona si stanca, è molto complicato riprenderla». Quanto conta la trasgressione? «Molto. La trasgressione rompe gli schemi, è fare qualcosa che abitualmente non si fa: per alcuni può significare situazioni estreme, per altri anche solo darsi un bacio o fare l’amore in un posto in cui non lo si farebbe mai». Le misure contano in amore? «Nei film hard sì: è più fotogenico. Nella vita privata conta molto di più come si fa. Ho conosciuto una coppia sposata da dieci anni e con tre figli in cui c’era assenza totale di dialogo: lui eiaculava precocemente dopo solo un minuto. Ho cercato di fargli capire che a una donna si può dare piacere in mille altri modi, a cui lui non aveva mai pensato». Il tuo matrimonio non ha mai attraversato periodi di crisi? «Sì, quando ho smesso di essere un divo del pomo mi sono dedicato per un anno a una miriade di prostitute in giro per l’Italia perché avevo un bisogno famelico di sesso. E stata mia moglie ad aiutarmi a uscire dalla dipendenza sessuale». Il segreto per resistere insieme tanti anni? «Oltre a tutte le cose che ci siamo detti prima, è fondamentale non cercare di cambiare il partner. E la cosa più stupida che si possa fare perché lo si perde. Mia moglie non mi ha mai chiesto di trovarmi un altro lavoro, mi ha accettato così com’ero». Ma lei, a differenza tua, ha smesso con i film hard dopo averti conosciuto. «No, non li ha mai fatti. Solo tre o quattro volte ha accettato di farmi da partner sul set, ma per accompagnarmi in Kenya e Stati Uniti. Aveva appena vinto il titolo di Miss Ungheria e, quando giravamo, faceva uscire tutti dalla stanza». Non ti è mai capitato un coinvolgimento sentimentale sul seti «Quando giro una scena sono concentrato e convinto di quello che sto facendo, ma, come si spegne la telecamera, metto un muro. I sentimenti sono difficili da controllare: ho veramente voglia di fare sesso con ogni donna con cui lo faccio e, così, creo un feeling. Ma dopo restano solo l’amicizia, l’affetto. Con mia moglie faccio l’amore e posso stare anche due ore senza sentire il bisogno di cambiare posizione, come invece capita nei film hard». Senti il peso dei pregiudizi sul tuo mestiere? «Non sono come Èva Henger e Selen che, quando vanno in Tv, si offendono se gli chiedono del loro passato. Io ne sono fiero: l’anno prossimo festeggerò trent’anni di carriera, in cui mi sono divertito al 70 per cento e ho lavorato al 30». Com’è il rapporto con i tuoi figli Lorenzo, 17 anni, e Leonardo, 14? «Sono nati quando facevo già questo mestiere. Non guardavano i miei film, ma venivano al festival del porno con me e sono abituati a stare in mezzo a maggiorate e fotografi: li ho portati ovunque tranne che sul set. Per il primo, che ha la fidanzata ed è bacchettone, sono un mito: tiene la mia foto sulla porta della camera ». La tua prima volta? «Avevo 13 anni, è durata meno di un minuto: proprio come quel tipo di cui parlavo. Poi ho imparato… ».