Robin Williams: Aveva scoperto di essere malato di Parkinson

Robin williams

Non aveva mai fatto mistero dei suoi problemi di dipendenza. Meno che mai in tempi recenti. Come nell’autunno scorso, quando Robin Williams era stato ospite da David Letter- man, l’anchorman più famoso d’America (in onda anche da noi su Rai 5), per presentare la serie Tv The Crazy Ones: storia di un uomo «con alle spalle tre matrimoni e tanti problemi con alcol e droga, insomma uno come me», ha spiegato ridendoci su. Sembrava sereno in quella che probabilmente è stata la sua ultima apparizione. Allegro e su di giri, pure troppo. In realtà, Robin Williams cercava da anni di non soccombere ai suoi demoni, ultimo dei quali il Parkinson, come ha rivelato giorni fa la moglie. Ma non  c’è riuscito. L’11 agosto si è ucciso nella sua villa vicino a San Francisco, impiccandosi con una cintura. Problemi concreti alla base del gesto. Guai economici, si dice. Tre mogli e tre figli, due divorzi che lo avevano fiaccato nello spirito e non solo. «Divorziare è costoso, ti svuota il cuore attraverso il portafoglio», diceva lui, che qualche soldo da parte l’aveva messo. La rivista Forbes calcolava in 130 milioni di Robin williamsdollari il suo patrimonio personale. Da almeno dieci anni, però, la carriera aveva intrapreso una parabola discendente. Pochissimi acuti, parecchi ricordi.

L’alcol come compagnia, la riabilitazione dalla cocaina («Il modo che usa Dio per dire che stai facendo troppi soldi», parole sue). Tra alti e bassi, era così fin dai tempi dell’amicizia con John Belushi, altro genio comico, morto di overdose a 33 anni nel 1982. Quasi a ribadire che il talento si accompagna spesso a una sensibilità che le persone comuni fanno fatica a comprendere. Robin Williams era infatti un fuoriclasse della risata, una maschera dalle tante sfumature. Nato nel 1951, veniva da una famiglia benestante, ma aveva cominciato dal basso, con un telefilm di successo anche da noi, Mork & Mindy, e tanto cabaret. Il cinema si accorge di lui nel 1980, quando Robert Altman Io sceglie per fare Braccio di ferro in Popeye, tratto dai fumetti: un flop di critica e pubblico. La svolta arriva con Good Mor- ning Vietnam, nel 1987, quando ancora il conflitto nel Sud- Est asiatico era per l’America una ferita aperta. Williams interpretava con verve da intrattenitore uno speaker radiofonico idealista e anticonformista. Vinse un Oscar, nel 1998, per Will Hunting-Genio ribelle. È stato Patch Adams, il clown che divertiva i bambini malati, e mattatore di una delle commedie più divertenti di sempre, Mrs. Doubtfire. Ha lavorato per Woody Alien (Harry a pezzi), ma ha fatto anche drammi (La leggenda del re pescatore). II ruolo che però lo ha reso simbolo di una generazione è quello del professor Keating (“Oh capitano, mio capitano”), che invitava gli studenti a rompere gli schemi e a salire sui banchi. Per cogliere L ’attimo fuggente.