Roberto Farnesi: L’attore risponde a chi non approva la sua storia d’amore

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E’ reduce da due importanti trionfi professionali, portati a casa sulla pista di Ballando con le stelle e sul set della fortunata fiction Le tre rose di Èva. Roberto Farnesi si racconta con schiettezza , senza fare sconti a nessuno. Né ai critici televisivi snob, che hanno attaccato la serie di Canale I 5, né a quanti hanno gridato allo scandalo perché lui, quarantaquattrenne, ha scelto di avere al suo fianco un’incantevole fidanzata che di anni, invece, ne ha | solo ventuno. «Hanno offeso 5 milioni di persone Anche la seconda stagione delle Tre rose di Èva, che si è conclusa ‘ mercoledì scorso, è stata | un grande successo. Te lo aspettavi? «E una serie che mescola linee narrative gialle, noir e rosa, un po’ come i vecchi, storici serial Dallas e Dinasty, per intenderci. Il nostro è un prodotto particolarissimo, una scommessa vinta, che ha catturato e conservato l ’attenzione del pubblico. Abbiamo ottenuto ascolti ottimi, in una serata difficilissima come quella del mercoledì. Abbiamo avuto una contro – programmazione agguerritissima. In un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, mettersi davanti alla tv e assistere ad amori, passioni, intrighi e misteri, significa avere la possibilità di staccare un po’ la spina dalle difficoltà quotidiane. E lo dico con una vena di polemica». In che senso? «La mia vuole essere una frecciatina ai critici blasonati, che si sono espressi in modo cattivo nei confronti della fiction. In questo modo, hanno offeso cinque milioni di persone che, seguendo i loro ragionamenti, sarebbero degli stupidi e anche i tanti professionisti che, nei diversi settori, hanno lavorato per questa serie. Il nostro è un pubblico ampio e trasversale, sia in termini di età, sia di posizione sociale. Abbiamo girato quattordici puntate in quattro mesi, usando mezzi tecnici all’avanguardia. Questi critici, piuttosto, avrebbero fatto bene a sottolineare l’enorme sforzo produttivo affrontato, per di più in un periodo di grande crisi, invece di scrivere soltanto cattiverie gratuite». Nella serie, tu e il tuo perfido fratello Edoardo, interpretato da Luca Capuano, vi contendete la stessa donna. Nella vita ti è mai capitato? «No, fortunatamente, nella realtà non ho un fratello perfido, ma tre meravigliose sorelle. E, ovviamente, non ho mai avuto interesse per i loro fidanzati (ride, ndr)». Magari però sarai stato tu, a essere conteso da due donne… «No. Quando mi conoscono bene, ma chi mi si piglia?». Eppure oggi hai al tuo fianco una ragazza davvero bellissima… «Non ho mai negato di essere un esteta, ma lei, oltre alla bellezza, ha tante altre qualità. Anche se ha solo ventun’anni, è molto più matura di tante trentenni che ho conosciuto. E poi questa storia della “baby fidanzata”, come l’hanno definita, mi ha davvero stufato! Ci sono tanti esempi recenti, da Fabrizio Frizzi (la sua compagna, Carlotta Mantovan ha 24 anni in meno di lui, ndr) a Michele Placido (la moglie Federica Vincenti ha 37 anni in meno, ndr), che hanno fatto figli con donne molto più giovani di loro, eppure tutti a rompere le scatole a me. Mi trovo bene con questa persona e non sopporto chi si permette di farmi la morale». Anche a te è venuta voglia di diventare papà? «Forse per lei è ancora presto. Insieme stiamo bene e, prendendo come spunto il titolo del la fiction direi i che… “se son rose, fioriranno”». «Ho fatto come Bobo Vieri…. La tua compagna ha velleità artistiche? «No, fa la segretaria in una struttura ospedaliera a Forte dei Marmi. Anche su di lei hanno scritto stupidaggini dicendo che fa la modella. In realtà, ha fatto solo qualche workshop per alcuni fotografi, ma è una ragazza normale che si alza ogni mattina presto per andare a lavoro. Ha una bellezza particolare, visto che ha un quarto di sangue africano, ma non ha alcuna aspirazione legata al mondo dello spettacolo». In questi ultimi mesi ti abbiamo visto anche in pista a Ballando con le stelle. Che bilancio fai di questa avventura? «E stata un’esperienza straordinaria, che già mi manca. Ho cercato di tirar fuori il mio spirito goliardico di matrice toscana, quella simpatia che colleghi e amici mi hanno sempre riconosciuto. Nelle mie precedenti esperienze professionali, ho interpretato ruoli poco inclini al sorriso. Qui, invece, non solo non dovevo recitare, ma avendo una scarsa predisposizione per la danza, l’ho buttata sul ridere. Io e il ballo siamo agli antipodi, ma il mio intento era quello di mostrare altro. Come ha fatto, a suo tempo, Bobo Vieri, che aveva un’immagine un po’ da orso, riuscendo a far emergere una carica di simpatia e calore umano. Io ho cercato di fare la stessa cosa». La tua dolce metà ti ha sostenuto in questa avventura? «Adora il ballo, anche forse per le sue origini africane, ed è sempre stata fissata con l’idea di trascinarmi a una scuola di ballo. Quando le ho detto di Ballando è rimasta a bocca aperta. Ed è anche venuta a fare il tifo per me, ogni sabato, in studio, ma io non l’ho mai vista». Come mai? «Perché, se avessi incontrato il suo sguardo, mi sarei distratto. Così ogni volta che toccava a me esibirmi, lei si abbassava, in modo da non farsi vedere da me».