Roberta Scardola: “Per non lasciare soli i nonni, ho portato il mio ragazzo a vivere a casa nostra”

Nel mondo dello spettacolo entra giovak I nissima, per caso, dopo aver partecipato a una festa di Carnevale per bambini. Vivace e carina, Roberta Scardola viene notata da alcuni agenti. Da lì, provini,- ingaggi, miniserie e fiction. Fino al grande salto: I Cesaroni, la serie che le dona molta popolarità. Da un paio d’anni, però, ha scelto di fare teatro: «Con la commedia Ti amo, non mi ami… viceversa, sarò in scena in maggio al Teatro de’ Servi di Roma. Quindi ho in cantiere due grandi progetti cinematografici », racconta a Nuovo. Nella vita privata, invece, si dedica alla sua grande famiglia e, in particolare, ai nonni, cui è molto affezionata. Tanto che il suo fidanzato, il calciatore Mario Merlonghi, ora vive con lei in una dépendance di casa Scardola, nella capitale. «A volte dormivo nel lettone con loro» Roberta, perché hai deciso di restare vicino ai tuoi nonni e di accogliere il tuo fidanzato nella vostra casa? «I miei genitori sono persone molto discrete, non hanno mai cercato di imporsi e mi hanno sempre concesso molta libertà. Avrei avuto la possibilità di allontanarmi da casa, ma non ne sentivo l’esigenza. E poi, stando vicino ai miei, posso dare una mano per accudire i nonni materni, Leonardo e Nazarena. Loro vivono con noi e purtroppo, già da qualche anno, non sono più autosufficienti. Mia madre si dedica a loro e tutti la aiutiamo». Che cosa fai per aiutarli? «Un po’ di tutto: quando posso li aiuto a vestirsi, a lavarsi, a prendere le medicine. Li porto anche a fare qualche passeggiata. Tutto ciò comporta tanti sacrifici per me e per i miei familiari, perché non riusciamo ad allontanarci tutti insieme da casa. Però sono sacrifici che si fanno volentieri, perché loro sono stati dei nonni con la “N” maiuscola: venivano a prendermi tutti i giorni a scuola, mi preparavano il pranzo, mi portavano a danza e mi facevano tanti regali. A volte dormivo anche nel lettone con loro». Anche il tuo compagno Mario ti dà una mano? «Certo! Li tratta come se fossero i suoi nonni. Altrimenti, per noi sarebbe stata difficile la convivenza. Siamo insieme da quasi tre anni e per me è fondamentale avere accanto una persona che abbia i miei stessi valori. Nel mondo che frequento avrei potuto trovare tanti ragazzi carini. Ma lui, come me, è sensibile e ha il senso della famiglia». «In Italia non c’è meritocrazia» Avendo alle spalle una famiglia unita, non senti il bisogno di creartene una tua? «Ho 27 anni e sono ancora relativamente giovane: non credo che sia arrivato il momento di avere un figlio. Tra una decina d’anni, però, mi vedo mamma e moglie». Sul piano professionale, hai fatto una bella gavetta. In Italia chi lavora sodo trova posto in produzioni importanti? «In Italia la meritocrazia non conta nulla. E triste constatarlo, anche se ho ancora la speranza che questo Paese un giorno possa cambiare. Molti registi chiamano spesso le stesse persone, togliendo ad altri persino la possibilità di fare un provino…».