Roberta Ragusa: Spunta una nuova pista, potrebbe essere stata cremata

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Roberta è stata uccisa e poi bruciata in un forno crematorio. Ecco perché nessuno troverà mai il suo corpo”. Questa è la nuova, clamorosa ipotesi avanzata negli ultimi giorni sul caso di Roberta Ragusa, la donna di 45 anni scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Esattamente due anni fa. Eppure, in tutto questo tempo, non è stata trovata nemmeno una traccia riconducibile alla povera Roberta. Sotto accusa per il suo omicidio, dair8 febbraio 2012, ce il marito, Antonio Logli, 49 anni. Accanto al suo nome, iscritti nel registro degli indagati per concorso in occultamento di cadavere, ci sono anche quelli della sua giovane amante, Sara Calzolaio, 29 anni, e del padre, Valdemaro Logli. Ma il prossimo 7 maggio, fra meno di quattro mesi, i titolari dell’inchiesta dovranno decidere se chiudere le indagini o avviare un processo a carico di Antonio Logli. Per farlo, però, è necessaria una svolta. E se l’ipotesi che è stata formulata pochi giorni fa dovesse essere confermata, questa potrebbe davvero rappresentare il colpo di scena tanto atteso. LA VERSIONE DI ANTONIO LOGLI Il cadavere di Roberta, dunque, sarebbe stato cremato ed eliminato per sempre. Ad avvalorare questa pista ce lattenta ricerca effettuata dalla criminologa Immacolata Giuliani e dallo psicologo Fabrizio Mignacca. I due esperti, al lavoro fin dal 2012 su incarico delle amiche di Roberta, erano stati i primi a collaborare con gli inquirenti e a sostenere che la donna fosse stata uccisa fuori dalla sua abitazione dopo aver tentato di sorprendere il marito al telefono con l ’amante. Per provare a capire meglio come è possibile sostenere questa ipotesi, Giallo ha contattato la criminologa. Ecco cosa ci ha detto Immacolata Giuliani: «Per ricostruire l’accaduto occorre partire dalle dichiarazioni del principale sospettato, ovvero Antonio Logli. L’uomo, subito dopo la scomparsa della moglie, sostiene di essere andato a cercarla al cimitero di Orzignano, dove è sepolta la mamma di Roberta. La macchina di Logli, però, rimase parcheggiata fuori dal cimitero per diverso tempo. Lui, come ricorderete, disse di averla abbandonata lì perché era guasta e rientrò a casa accompagnato da un amico. Fatto strano, visto che proprio quel giorno i carabinieri si erano presentati nella sua abitazione per perquisire le auto della famiglia. Il guasto, per altro, non è mai stato riscontrato. Altre testimonianze, inoltre, lo segnalano al cimitero di Pisa, l’unico in tutta la zona dotato di un forno crematorio. Il forno, è giusto ricordare, è gestito dalPArciconfraternita della Misericordia, una grossa associazione di volontariato che fornisce servizi di vario genere. Bisogna sottolineare, infine, che Logli aveva la possibilità di accedere senza problemi ai cimiteri perché è un dipendente della Geste, ovvero la società di servizi del Comune di San Giuliano Terme». «DA UN CIMITERO ALL’ALTRO» Alla luce di quanto spiegato fin qui dalla criminologa, dunque, l’ipotesi secondo cui il cadavere di Roberta sarebbe stato bruciato nel forno crematorio si rafforza. Aggiunge Immacolata Giuliani: «Logli, infatti, dopo aver ucciso la moglie, potrebbe aver lasciato il cadavere proprio nella macchina abbandonata di fronte al cimitero di Orzignano. Da qui, in un secondo momento, potrebbe averlo trasportato nottetempo al cimitero di Pisa, dove ce il forno crematorio, e averlo bruciato. È vero, si tratta di un forno chiuso al pubblico da prima della scomparsa di Roberta, ma a quell’epoca, per chi fosse riuscito ad accedervi, era ancora possibile metterlo in funzione». Tra l’altro, l’Arciconfraternita della Misericordia di Pisa, che come precisato dalla criminologa ha in gestione il cimitero in cui ce il forno, negli ultimi tempi è sprofondata nel vortice dei debiti, per un totale di oltre 11 milioni di euro, finendo al centro di un’inchiesta proprio a causa delle sue modalità di gestione sospette. Non solo, continua Immacolata Giuliani: «Bisogna anche considerare che in quel cimitero ce un’entrata secondaria molto più nascosta rispetto allìngresso principale, che si trova proprio a una decina di metri dal forno. Una ricostruzione di questo genere, quindi, è assolutamente plausibile». TUTTI GU INDIZI CONTRO ANTONIO Questa ipotesi, tuttavia, non è ancora stata confermata. E contro Logli, fino a questo momento, non sono state raccolte prove sufficienti. Da quando è stato indagato, il marito di Roberta non è mai stato interrogato. A breve, però, potrebbe essere convocato in tribunale. E se dovesse avvalersi della facoltà di non rispondere, a quel punto laccusa potrebbe chiedere e ottenere il rinvio a giudizio. Infatti, se da una parte non esistono prove schiaccianti, dallaltra, in questi due anni, è stata messa insieme una quantità di indizi comunque molto ampia. A cominciare proprio dalla testimonianza del vicino di casa Loris Gozi, che la sera della scomparsa sostiene di aver visto Logli in strada intorno a mezzanotte e mezzo e, una ventina di minuti più tardi, dice di aver notato nella stessa zona un uomo e una donna litigare. Le sue parole sono state recentemente confermate dal racconto di Silvana P., la nuova testimone trovata da Giallo. Secondo gli inquirenti, inoltre, Logli avrebbe anche effettuato un sopralluogo nella via in cui abitano i due testimoni, a pochi metri da casa sua, per verificare cosa possano aver visto. Logli, infine, aveva chiesto alla sua amante di distruggere i telefonini con cui erano soliti sentirsi di nascosto. Gli stessi con i quali Antonio e Sara si sono sentiti la sera della scomparsa. Roberta secondo laccusa, potrebbe aver origliato la telefonata del marito, prima in casa e poi fuori, quando Logli è uscito in cortile con la scusa di andare a sistemare le sedie nella sua autoscuola. E qui, nel buio della notte, sarebbe scoppiata la lite fatale. «NO, È SEPOLTA IN UN BOSCO» In attesa di conoscere la verità, ci sono migliaia di persone che tutti i giorni pregano per Roberta. Tra loro ce anche una sensitiva romagnola, che per ora preferisce rimanere anonima, secondo cui i resti della donna sarebbero sepolti in un bosco sul Monte Serra, a una ventina di chilometri da San Giuliano Terme. Per non lasciare nulla di intentato, in questi giorni gli investigatori effettueranno un sopralluogo.

1 Comment

  1. di francesco livio

    16 maggio 2014 at 19:35

    Logli dovrebbe essere arrestato subito per pericolo di fuga.
    Quel foglio messo sulla porta dell’albergo della giornalista di canale 5, potrebbe voler dire, attenti Logli sta organizzando una fuga.