Roberta Ragusa: la sua sconvolgente verità sul mistero della mamma scomparsa da due anni e mezzo

Sono un maresciallo in pensione dell’A- eronautica militare italiana. Ho deciso di scrivervi per dirvi che tanti anni fa a Pisa, presso la 46esima Brigata Aerea dell’Aeronautica, ascoltai una strana conversazione tra alcuni marescialli e il giovane Antonio Logli. Parlavano di donne e del modo in cui è possibile sbarazzarsene e farle sparire per sempre qualora avessero rotto le scatole”. Incomincia così la misteriosa lettera inviata in questi giorni a “Giallo” da un uomo che si definisce un ex militare. L’uomo, che si firma “Toni” senza aggiungere nessun altro riferimento alla sua identità, ci ha scritto per avanzare una nuova impressionante ipotesi sul caso di Roberta Ragusa, la mamma di 45 anni scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Gli inquirenti, come sapete, sono convinti che a uccidere la donna e a nascondere il suo cadavere sia stato il marito, Antonio Logli, 50 anni, per il quale verrà chiesto il rinvio a giudizio. I poveri resti della donna, però, non sono mai stati ritrovati.

1091947-ragusa«PARLAVANO DI COME ELIMINARE UNA DONNA* Ma quello che ci ha voluto rivelare il maresciallo in pensione, così come si definisce, potrebbe portare a una verità a dir poco sconvolgente. Tanti anni fa, infatti, quest’uomo sostiene di aver assistito a un’inquietante conversazione nientemeno che tra Antonio Logli e altri tre militari dell’Aeronautica. I quattro, in sostanza, parlavano di luoghi segreti in cui sarebbe stato possibile occultare un corpo, in modo che non potesse essere mai più ritrovato. Ma sentite come prosegue la lettera arrivata a “Giallo”: «In quella circostanza Logli parlò di nascondigli che nessuno conosceva tranne lui. Tra questi, ricordo che citò il grosso serbatoio di carburante di Titignano, che oggi forma una collinetta ricoperta di alberi nella pianura pisana. In effetti, chi sarebbe mai andato a cercare un corpo in un serbatoio militare?». Nella sua lettera, il presunto maresciallo in pensione riporta addirittura nomi e cognomi dei tre militari che, secondo la sua testimonianza, parteciparono a quella conversazione. Prima di pubblicare la lettera,però, ci siamo sentiti in dovere di approfondire la questione e recarci sul posto per provare a fare maggiore chiarezza.

IN UNA ZONA ISOLATA E MOLTO BUIA Siamo quindi partiti dal luogo indicato dal misterioso maresciallo: l’ex serbatoio militare di Titignano, un paesino a cir\ ca tredici chilometri da casa Logli. Abbiamo così scoperto che si tratta di un vero e proprio deposito utilizzato fin dai tempi della Seconda guerra mondiale per conservare il carburante per i mezzi dell’eserci- to. L’area, molto vasta e ancora . interamente recintata, si trova in piena campagna, accanto al cavalcavia di una strada statale, ed è in stato di abbandono da circa trentacinque anni. All’in- terno ci sono tre piccoli edifici diroccati, in cui una volta sostavano le guardie del deposito, e due enormi cisterne ormai in disuso. Oggi, però, è praticamente impossibile vedere cosa vi sia contenuto, perché le cisterne sono completamente interrate e ricoperte, come scritto nella lettera, da una folta vegetazione. Il luogo, tuttavia, merita una grande attenzione. Anche perché si trova in una zona isolata, molto buia di notte e lontana da occhi indiscreti. Un posto ideale, insomma, per chi ha qualcosa da nascondere. Per avere ulteriori conferme, abbiamo cercato e trovato uno dei tre militari citati dall’autore della lettera. Si tratta effettivamente di un ex ufficiale dell’A- eronautica, residente non lontano da Pisa. L’ufficiale ha ammesso di aver lavorato insieme con gli altri due colleghi rievocati nella lettera, ma non ricorda di aver partecipato a quella misteriosa conversazione. Durante la sua lunga carriera, però, non esclude di aver incrociato un giorno il giovane Antonio Logli. Parliamo infatti di tanti anni fa, almeno secondo il suo racconto. All’epoca in cui, molto probabilmente, il marito di Roberta Ragusa prestava il servizio militare. A confermarcelo sono stati anche alcuni vecchi amici di Antonio Logli. Ecco cosa ci hanno detto: «Sì, Antonio ha fatto il militare proprio qui, vicino a Pisa: E nonostante fosse a pochi chilometri da casa, faceva di tutto per evitare la caserma. Una volta, per esempio, è stato sorpreso in casa mentre si colpiva il dito mignolo a martellate per romperselo ed essere così esentato dal militare».

E UN TENTATIVO DI DEPISTAGGIO? Tutto, quindi, sembra coincidere: i particolari riportati, i nomi, i luoghi descritti e addirittura il periodo di riferimento potrebbero corrispondere a quanto scritto nella lettera. L’aneddoto raccontato dagli amici, inoltre, ci restituisce l’immagine di un uomo disposto a farsi del male pur di raggiungere il pro- I prio scopo. Un freddo calcolatore, insomma, molto legato alle sue cose e alla sua abitazione. Occorre tuttavia sottolineare che la conversazione ricordata nella lettera, se si è tenuta veramente, risale comunque a molto tempo prima che Antonio iniziasse a frequentare Roberta. E che i tre militari citati dal maresciallo, naturalmente, sono totalmente estranei alla vicenda. La lettera inviata a “Giallo”, infatti, potrebbe anche essere un tentativo di depistaggio. Ma da parte di chi? Oppure, più banalmente, potrebbe trattarsi di una suggestione o di uno scambio di persona. Resta comunque un’ipotesi che vale la pena di verificare, dal momento che tutti i campi, i laghi e addirittura i monti che circondano il territorio di San Giuliano Terme sono già stati ampiamente setacciati dai carabinieri. Senza dimenticare Tossano del cimitero di Orzignano, vicino a casa Logli, dove un uomo che si è già rivolto più volte a “Giallo” è convinto che sia stato nascosto il cadavere. I tempi della giustizia, nel frattempo, sembrano dilungarsi ulteriormente. Gli investigatori presenteranno ad Antonio Logli la notifica ufficiale di chiusura delle indagini soltanto in autunno. Questo significa che un eventuale processo inizie- rebbe non prima del prossimo anno. Intanto Antonio continua a stare con la sua amante. E Roberta sembra averla compieta- mente dimenticata. ■ di Paolo Ferrari