Riccardo Scamarcio: “Se la mia donna mi tradisse, non credo che lo accetterei in maniera sportiva”

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Nel nuovo film diretto da Rocco Papaleo intitolato Una piccola impresa meridionale, veste gli inconsueti panni di un musicista inconcludente che prende sportivamente il tradimento di sua moglie la quale, improvvisamente, scappa con un misterioso amante. Una reazione che Riccardo Scamarcio difficilmente avrebbe nella vita di tutti i giorni, come ci confessa in occasione della conferenza stampa di presentazione della pellicola. Legato sentimentalmente da diversi anni alla collega Valeria Golino, il tenebroso attore di origini pugliesi, impegnato in questi giorni nella fase conclusiva del prossimo film di Pupi Avati, Un ragazzo d ’oro, ci svela in anteprima qualche curiosità legata a questo nuovo attesissimo progetto che lo vedrà dividere la scena con una star internazionale del calibro di Sharon Stone. «In un gruppo di grandi colleglli» Sei uno dei protagonisti del nuovo film di Rocco Papaleo, Una piccola impresa meridionale, Raccontaci come hai vissuto questa tua nuova esperienza cinematografica… «Sono molto felice di aver preso parte a questa pellicola corale, dove Rocco ha avuto il compito di dirigere un gruppo di attori straordinari». Quindi ti sei trovato bene con il resto del cast. «Molto bene, visto che tra tutti noi sin dall’inizio si è venuto a instaurare un clima molto disteso in cui poter collaborare da un punto di vista creativo. E anche in questo è stato molto bravo il regista Rocco Papaleo, dato che ha saputo trovare e mantenere il giusto equilibrio tra tutti i componenti della sua squadra, coinvolgendoci attivamente senza nessun tipo di autoritarismo. Il nostro è stato un lavoro di piena condivisone in cui ognuno ha potuto portare il suo contributo specifico». «Ho scoperto un nuovo Papaleo» Del Papaleo regista, che cosa ti ha colpito? «Mentre giravamo, ho scoperto ogni giorno qualcosa di lui che avevo sempre sospettato ma non conoscevo, come il fatto che si fosse quasi laureato in matematica. Ma soprattutto mi è piaciuta la sua ironia molto particolare, anzi unica. E poi mi sembra che Rocco sia riuscito a mantenere, con leggerezza e profondità, il giusto equilibrio tra commedia e musica, un genere poco praticato in Italia, e a regalare al nostro film, soprattutto nel finale, un respiro piuttosto malinconico, quasi romantico». «Sardegna, terra davvero speciale» È vero che sei rimasto molto colpito dalla location della pellicola? «Sì, il film lo abbiamo girato in un luogo che considero speciale. Mi riferisco alla Sardegna, vicino alle rovine di Tharros. Luoghi che con sidero straordinari, visto che ho sempre avuto un debole per la natura incontaminata, sia per la campagna ma in particolare per il mare. Alle volte può capitare di ritrovarsi in condizioni in cui non è certo facile lavorare in maniera ottimale, mentre invece, circondati dalla natura, con l’acqua marina che riempie la tua visuale, è stato tutto decisamente più semplice». «Ho potuto anche improvvisare» Per costruire il tuo personaggio ti sei attenuto al copione, oppure c’è stato spazio per l’improvvisazione? «Un po’ sì: mentre portavo in scena Arturo ho avuto la possibilità di improvvisare. Per il resto, a mio parere, un attore che entra in contatto con il personaggio da interpretare deve poi inevitabilmente metterci qualcosa di suo». Arturo è un musicista. Come te la sei cavata a suonare il pianoforte? «Ammetto che non è stato così semplice portare in scena un personaggio che sa suonare il pianoforte, capacità che non ho certo nella vita di tutti i giorni. Mi sono impegnato molto affinché risultassi credibile». «Cantare per me è stata un’eccezione» Stavolta sul grande schermo ti vedremo anche cantare. Come ti ha convinto Papaleo? «Dopo che Rocco mi ha mandato il copione del firn, ci siamo visti a casa mia. Nel corso di quell’incontro, mi ha subito chiesto di cantare una canzone. Un brano che ho capito sin da subito fosse stato scritto da lui e che ho trovato formidabile. L’idea di cantare mi piaceva molto. Senza considerare, poi, che si trattava di cantare addirittura in un film». In questo film il tuo personaggio è costretto a fare i conti con un tradimento, visto che sua moglie scappa con un misterioso amante. Che effetto ti ha fatto ritrovarti in questi panni? «Devo dire bene, ma solo dal punto di vista attoriale. Nella vita, non so come reagirei. Sinceramente, non la prenderei così sportivamente così come la prende il mio personaggio (ride, ndr)». Altri progetti professionali all’orizzonte? «Sono uno dei protagonisti della nuova pellicola di Pupi Avati (Un ragazzo d ’oro, in cui recita accanto a Sharon Stone, ndr). Si tratta di un giallo psicologico. Stiamo ultimando le riprese proprio in questi giorni. Il mio ruolo è particolarmente intenso: quello di un ragazzo che si ritrova a ripercorrere le ultime fasi della vita di suo padre, che muore in un incidente stradale. Il loro rapporto era conflittuale e ora il figlio vuole in un certo senso riconciliarsi con il padre defunto».