Riccardo Scamarcio: Da attore diventa agricoltore

Sorride soddisfatto Riccardo Scamarcio e gli brillano gli occhi. L’attore pugliese ha parecchi motivi per essere contento: se il 2013 è stato un anno d’oro, il 2014 è partito sotto i migliori auspici. La sua carriera è in crescita, ha ottenuto premi e successi al botteghino grazie a Una pìccola impresa meridionale di Rocco Papaleo e a una serie di film girati all’estero, come Gibraltar, Efjìe e Third Person. L’ambizione lo ha spinto ad andare oltre il mestiere di attore e per questo ha prodotto Miele, esordio alla regia della sua compagna Valeria Golino. La complicità tra lui e la collega napoletana dura ormai da anni e non sembra intaccata dalla routine, visto che i due sono inseparabili sui red carpet e nella vita di tutti i giorni. Riccardo si conferma un po’ ragazzo della porta accanto, un po’ divo di Hollywood. Insomma, un sex symbol con i piedi per terra. Se crede in qualcosa, Riccardo ci mette la faccia. Per questo è stato scelto come testimonial delle province di Barletta, Andria, Trani. Tranese di nascita, ma andriese di adozione, è uno i dei personaggi simbolo A della Puglia. E, anche se si è trasferito da giovane a Roma per studiare recitazione, mantiene un rapporto fortissimo con la sua terra. «Alcuni amici mi hanno chiesto di » rappresentare questa zona cui sono legatissimo e ho accettato con gioia perché devo molto alle mie origini. Questo è un territorio pieno di storia e di magia. Ci sono tanti luoghi riechi di cultura e arte, per non parlare del mare e « dei sapori dell’enogastronomia. È un posto dove ci si diverte. Io ho ricordi bellissimi della mia infanzia e della mia gioventù: tanti pomeriggi passati in spiaggia e tante serate a ballare nei loca li della costa». Poi, nella sua regione, ci sono quei posti che lui definisce irrinunciabili, da vedere almeno una volta nella vita: «Basti pensare al meraviglioso Castel del Monte di Andria, un edificio che è diventato patrimonio dell’Unesco, o al Castello Svevo di Barletta». C’è anche la Cattedrale di Trani, una location molto romantica. Potrebbe essere perfetta per un matrimonio, non trovi? «Non scherziamo! E non facciamo domande di questo tipo, che possono venire fraintese. Di queste cose non parlo. Comunque è un posto magico cui sono davvero legato». «La politica? Non fa proprio per me» Visto che ami tanto la tua terra, perché non sei mai entrato in politica? «Per l’amore del cielo, non ne sarei capace! Fare politica richiede molto impegno e preparazione, non è decisamente il mio mestiere. Devo dire che qualche proposta l’ho ricevuta e, anche se ne sono stato lusingato, ho deciso di declinare l’offerta. Lascio fare questo lavoro a chi è davvero capace. E poi sono altre le cose che m’interessano…». Che cosa sognavi di fare da ragazzino? «Sono due le cose che volevo fare e sono riuscito a realizzarle entrambe. Pensavo di fare l’agricoltore, e così è stato: la campagna l’ho coltivata e, appena posso, torno in Puglia a curare il mio pezzo di terra insieme a Gennaro, un amico che ha settant’anni. Sono convinto che dobbiamo tornare ad avere un rapporto con la natura. Non solo per mangiare bene e sano, ma anche per riscoprire il nostro emisfero spirituale, emotivo. Poi volevo fare l’attore e anche in questo campo mi sembra di avercela fatta. Mi sento realizzato e sono contento di ciò che ho ottenuto». Sei stato sul palco di Sanremo con Francesco Sarcina. Pensi di darti anche alla musica prossimamente? «Non credo proprio, sono andato all’Ariston per amicizia. Francesco e io ci conosciamo da tanto tempo, abbiamo suonato molte volte insieme a casa quando eravamo j giovani. Però io non sono un musicista. Ho iniziato a suonare la batteria a sedici anni, ma per me resta un hobby, non un lavoro. Sanremo l’ho fatto solo per Francesco». Il dialetto lo lega alle origini Hai recitato in molte produzioni internazionali, ma in alcuni film hai usato il dialetto. Con quale lingua ti senti più a tuo agio? «Prova a indovinare. Ti faccio sentire…». Tira fuori il cellulare e improvvisa una conversazione in dialetto andriese stretto, telefonando a un amico. Difficile davvero afferrare e capire tutte le parole. Ride divertito e gli occhi gli brillano ancora di più.