Recessione finita, spiragli per la ripresa

Dopo due anni la caduta dell’attività economica si è fermata e le porte della ripresa sembrano schiudersi. Il prodotto interno lordo, che misura la ricchezza prodotta dal Paese, ha interrotto la sua discesa, la produzione industriale a novembre è cresciuta per il secondo mese consecutivo e negli ultimi tre mesi si prevede finalmente un dato positivo. Diminuisce anche il ricorso alla cassa integrazione, anche se per avere riscontri positivi sull’occupazione occorrerà attendere ancora dei mesi. Il governo è ottimista e battezza la fine della recessione e, se le imprese e i sindacati restano più prudenti, i mercati internazionali apprezzano, spingendo lo «spread», ovvero la differenza di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, a 222 punti base, il livello più basso dall’estate del 2011. La prima buona notizia di giornata è arrivata dall’Istat, con la revisione al rialzo dei dati del Pil del terzo trimestre. Non più in calo (la stima era di un meno 0,1%) su quello precedente, ma stabile, a zero. Su base annua il segno è ancora negativo (-1,8% contro il -1,9% stimato in precedenza), ma per gli ultimi tre mesi dell’anno quasi tutti vedono il ritorno della crescita. Il primo è il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che da Bruxelles, nel corso delle riunioni con i suoi colleghi europei, annuncia via Twitter: «L’Istat certifica lo stop della recessione. In ripresa import, export e produzione industriale. C’è ancora molta strada da fare, ma la direzione è giusta». E pochi minuti dopo aggiunge, sempre via Twitter: «Nel quarto trimestre l’andamento del Pil sarà positivo. Con la ripartenza delle imprese, potranno finalmente arrivare miglioramenti per l’occupazione». Poi, con i cronisti, Saccomanni è più prudente. «Ci stiamo avviando verso la fine della recessione, ma è ingiusto sperare che ci saranno riflessi immediati sull’occupazione, perché la situazione è molto grave. È importante che la ripresa si consolidi e se l’anno prossimo, oltre a questo quarto trimestre, gli altri saranno tutti in crescita, l’impatto sull’occupazione si comincerà a vedere». Per il momento nel terzo trimestre 2013 torna positivo il saldo tra assunzioni e rapporti di lavoro cessati e diminuisce, anche se di poco, il ricorso alla cassa integrazione: nei primi undici mesi del 2013 tra cassa ordinaria, straordinaria e in deroga, sono state autorizzate dall’Inps poco meno di un miliardo di ore, con un calo dell’1,4% rispetto al 2012. La situazione resta comunque pesante: a novembre si è registrato un aumento complessivo dell’1,7 rispetto ad un anno prima, dovuto alla crescita della cassa straordinaria (+14,8%) e di quella in deroga (+4,4%), che non è stata compensata dalla forte flessione del la cassa ordinar ia (-19,1% grazie soprattutto a un calo del 25,5% nell’industria). Nei primi dieci mesi, sempre secondo i dati Inps, si sono avute un milione 726 mila domande di disoccupazione e mobilità, con un aumento del 31,2% sul 2012. Il settore industriale, in ogni caso, sembra essere ripartito. La produzione a novembre ha segnato un progresso dello 0,5% su ottobre, mentre per il quarto trimestre dell’anno si delinea una crescita dopo dieci trimestri di discesa continua. Per Confindustria è «presto per dire che siamo fuori dalla crisi», Confcommercio e Confesercenti sono ancor più cauti, mentre i sindacati sottolineano che ci vorrà almeno un anno per registrare i primi effetti positivi sull’occupazione