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L’ITALIANO che tifa Real Madrid. La ragione professionale impone a Roberto http://www.callforassistance.com/?essays-about-mozart essays about mozart Mancini, tecnico che a 48 ore da Juventus-Galatasaray (2-2) aveva preso il posto di Fatih http://cantat.amu.edu.pl/?how-to-write-a-custom-swing-component how to write a custom swing component Terim, a sperare che questa sera al Santiago Bernabeu vinca la squadra di Carlo http://www.lakecharlesclinicaltrials.com/guidelines-for-research-paper-writing/ Ancelotti. Basta scorrere la classifica del gruppo B di Champions League per capire il perché: Real 6 punti, Juventus 2, Copenaghen e Galatasaray 1. Evidente, stando così le cose, che il tecnico di Jesi debba sperare nella vittoria degli spagnoli e far di tutto per battere i danesi. Che, bene ricordarlo, in casa hanno già fermato la Juventus (1-1 con gol in rimonta per i bianconeri di Fabio http://1limoblack.com/?p=post-assignment Quagliarella).
http://aviusa.org/essay-service-cheap/ essay service cheap SUPER SNEIJDER Così fosse i turchi si ritroverebbero, dopo 3 giornate, al secondo posto in solitaria nel girone. Galatasaray che si prende all’appuntamento europeo dopo la vittoria interna contro il Karabukspor. Gara vinta 2-1 da http://southerngothiccreations.com/best-resume-writing-services-2014-canada/ Felipe Melo e compagni che ha messo in grande evidenza lo stato di forma dell’olandese Wesley http://emarketalliance.com/?p=thesis-mcmaster Sneijder. A risolvere l’incontro è stata una doppietta dell’ex fantasista dell’Inter, in gol al 41’ del primo tempo e a 7’ dal 90’. Dopo che al 6’ della ripresa il Karabukspor aveva raggiunto il temporaneo pareggio grazie ad go here Akpala.
http://www.jsira.com/cv-writing-service-us-monster.html EX ITALIANI Per la sfida contro il Copenaghen l’ex allenatore del Manchester City si affiderà all’olandese in appoggio a due punte: Didier http://menonlyproducts.com/?q=online-dissertation-help-asia Drogba, un gol in questa competizione (alla Juventus) e Burak no home work Yilmaz (l’attaccante vanamente inseguito dalla Lazio nel corso dell’estate). Melo, l’ex che ha lasciato ben pochi rimpianti alla Juventus, dovrebbe piazzarsi sulla sinistra di una mediana a tre, con don\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\'t buy generic cialis Inan in mezzo e http://christiantokc.com/?p=argument-analysis-essay-example Gulselam a destra. Regolarmente al suo posto tra i pali della porta turca l’ex portiere della Lazio, Fernando college application essay writing e zemach Muslera.
http://www.nbinflatables.com/acknowledgement-for-dissertation/ VOGLIA DANESE Dopo il punto insperato guadagnato all’esordio contro la Juventus (anche grazie alla gara della vita disputata da Wiland), e il poker di reti incassate al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid, il Copenaghen di Solbakken punta intanto a muovere nuovamente la propria classifica. Affidandosi in attacco all’uomo che ha spaventato e non poco Antonio Conte: Nicolai Jorgensen, danese di 22 anni già presenza fissa nella nazionale danese. E’ soprattutto al potente centravanti (190 centimetri per quasi 90 chilogrammi) che Solbakken, tecnico che alle spalle dell’unica punta potrebbe schierare Adi, affida le speranze di sorprendere Muslera.

Sereno e pacato, fuori. Tranquillo. Rassicurante. Ma anche armato, dentro, di una massiccia dose di carica emotiva, di voglia di riscattarsi e di cogliere l’attimo, al Bernabeu: sfida ardua e tendente all’improba, però di quelle che se ti riescono… E allora, il Chiello, che un’impresa così ha già avuto modo di gustarsela, rievoca quell’indimenticabile 0-2 del 5 novembre del 2008, con doppietta di Del Piero: successo a Madrid dopo oltre 40 anni e qualificazione agli ottavi di finale Champions con due turni di anticipo. Spiegando peraltro che rispetto a quel 2008 «è la Juventus la squadra che ha fatto la crescita maggiore. Il Real era già a livelli massimi, ricco di fuoriclasse, sia pure con altri nomi: Robben, Sneijder, Van Nistelrooy… Noi arrivammo alla sfida di andata dopo un inizio di stagione disastroso e poi invece, dopo il successo al Bernabeu, infilammo dieci vittorie in undici partite, ribaltammo il girone di Champions League e tornammo a essere protagonisti in campionato vivendo due mesi incredibili. Ecco, l’insegnamento è proprio questo: partite del genere ti possono tirare fuori tutto quello che hai dentro e farti svoltare, ma lo devi volere fortemente, visto che serve una prova straordinaria. Oltre che un pizzico di fortuna».
ESPERIENZA Da Robben, Sneijder, Van Nistelrooy a Cristiano Ronaldo, Benzema, Di Maria. «Chi temo di più? Beh, sceglierne uno è riduttivo vista la rosa del Real: hanno talmente tanti campioni con qualità incredibile in ogni ruolo… Giocatori che magari hanno collezionato più gol che presenze! Dunque nutriamo grande rispetto, ma abbiamo anche tanta voglia di misurarci con loro e dimostrare che possiamo stare a questi livelli». La difesa, è naturale, sarà particolarmente sollecitata. Si preannuncia un banco di prova importante per Chiellini e compagni, peraltro proprio a ridosso del pasticciaccio brutto di Firenze, giunto al culmine di diverse partite contraddistinte da leggerezze ed errori anche dei singoli: da Buffon a Barzagli, da Bonucci allo stesso Chiellini. Tra le soluzioni al vaglio di Conte c’è anche il passaggio alla difesa a quattro: «Per noi non sarebbe un problema, in questi anni abbiamo giocato in tanti modi e abbiamo provato diverse soluzioni, dunque non si tratterebbe di uno stravolgimento».
DIALOGO Al di là della disposizione in campo, tuttavia, saranno fondamentali livello di attenzione, concentrazione, collaborazione: «Serve qualcosina in più da parte di tutti e in particolare da parte di chi ha maggiore esperienza, come il sottoscritto… Quanto è successo con la Fiorentina brucia, e brucia più ancora quel gol subito contro il Galatasaray. Proveremo a stare più attenti, a comunicare di più. Ripeto servirà una gara super, per la svolta».

La Juventus potrà mai essere economicamente grande come il Real Madrid? Nel breve periodo, inteso come 4/5 anni, la risposta è certamente no, se lanciamo lo sguardo più in là non si può escludere nulla, ma molto dipenderà da come il marchio della Juventus riuscirà a imporsi a livello mondiale. La partita dei bilanci, infatti, viene stravinta dal Real Madrid proprio alla voce “commercial”, dove confluiscono i ricavi delle sponsorizzazioni, dello sfruttamento commerciale del marchio, delle partnership e di una parte del merchandising. Per intenderci, la differenza fra il club bianconero e quello solo bianco, nel bilancio al 30 giugno 2013 è del 210% a favore di quest’ultimo che incassa 163,2 milioni all’anno contro i 52,5 della Juventus, come si evince dall’elaborazione dell’esperto di business e calcio Luca Marotta , che ha confrontato analiticamente i due bilanci. SFORZI Una partita da vincere, quella del commerciale, un settore sul quale, non a caso, Andrea Agnelli ha concentrato parecchi sforzi e che ha pagato enormemente le conseguenze di Calciopoli e delle successive travagliate stagioni. Per riportare in alto il marchio della Juventus servono vittorie, soprattutto a livello internazionale, e campioni che diano visibilità al club. I due scudetti e le due Supercoppe hanno rifatto decollare l’appeal bianconero in Italia, i quarti di finale di Champions League, raggiunti lo scorso anno, hanno rimesso il club sulla mappa europea, ma la popolarità internazionale è distante anni luce dal tempo in cui la squadra centrava quattro finali consecutive, una di Uefa e tre di Champions, dal 1994 al 1998. E anche per quanto riguarda i campioni, la Juventus vive una fase complicata dalla crisi economica e da quella del calcio italiano: mancano i volti da spot mondiale come lo sono stati nel recente passato Del Piero o Ibrahimovic . Così, hanno una vita certamente più facile chi deve “vendere” il marchio del Real Madrid, che lotta ininterrottamente ai vertici del calcio mondiale da un decennio e che può cavalcare la fama di un Cristiano Ronaldo o di mister 100 milioni Gareth Bale . D’altra parte, il Real studia scientificamente gli acquisti e le strabilianti cifre investite per gli acquisti si trasformano spesso in investimenti fruttuosi, che ripagano l’esborso nel giro di qualche stagione, fra pubblicità, amichevoli molto ben remunerate e magliette vendute. Ecco perché, se la Juventus vuole avvicinarsi ai fantafatturati del Real, non può prescindere da un ulteriore salto di qualitànel potenziamento del brand. STADIO L’altra grande differenza fra i due bilanci è rappresentata dai ricavi da stadio, il cosiddetto “match day”, una voce nella quale il Real supera la Juventus di oltre il 400%. Va detto che c’è qualche piccolo trucco, nei 194,8 milioni madridisti che sovrastano i 38 juventini, ci sono anche gli incassi della sezione basket (che conta oltre 5000 abbonati) e le quote sociali (che si aggirano intorno ai 9 milioni), ma al di là di questi “aiutini”, è chiaro che la potenza di fuoco del Santiago Bernabeu è superiore a quella dello Stadium. Potendo contare su una capienza doppia (42mila contro 85mila), l’impianto madridista raddoppia subito gli introiti da biglietteria, ma la moltiplicazione vale anche per l’indotto, senza contare che Madrid è una meta turistica certamente più frequentata di Torino e le visite allo stadio, così come gli acquisti nella mitica tienda , il negozio ufficiale, vengono assai più che raddoppiate. Sotto questo punto di vista la Juventus è solo all’inizio di un percorso, iniziato con la costruzione dello stadio e la sua valorizzazione commerciale (vedi Museum e tour guidati), ma per i suddetti limiti oggettivi, non potrà mai fruttare quanto il colossale simbolo realista.
PARI Curiosamente, sul fronte dei diritti tv (voce “Media”), la Juventus pareggia con il Real Madrid. Incide, e non poco, il fatto che l’anno scorso i bianconeri abbiano raggiunto i quarti di Champions e abbiano fatto man bassa del market pool italiano (la suddivisione della torta dei ricavi Uefa) per un totale di oltre 60 milioni, ma resta il fatto che sul fronte dei diritti televisivi la forbice fra i due club è comunque strettissima, anche se Agnelli si sta battendo in Lega per provare ad aumentare ulteriormente i guadagni da tv. Se dovesse riuscirci, sarebbe un altro piccolo passettino in quella mostruosa rincorsa al Real Madrid. Meno di dieci anni fa (2004-05) i bianconeri vedevano molto da vicino il club di Perez (275 milioni contro 229 i due fatturati). Cosa è successo nel frattempo? Calciopoli ha sicuramente distrutto la Juventus e zavorrato tutta la serie A. Ma il calcio italiano (a partire dai grandi club) dovrebbe interrogarsi su perché gli altri sono andati in fuga e noi siamo rimasti inchiodati sui pedali.