Raoul Bova: Dopo la fine del legame con la moglie, l’artista fa eva su ottimismo e nuove chance nel lavoro

raul-bova_650x435

L’anno che sta per terminare, per Raoul Bova e per i suoi numerosissimi fan, passerà alla storia come uno dei più movimentati. Prima il polverone legato alla fine del suo matrimonio con Chiara Giordano, la mamma dei suoi due figli, Alessandro Leon e Francesco, poi tutte le indiscrezioni circa il suo legame sentimentale con Fattrice spagnola Rocío Muñoz Morales fino ad alcune grane, a quanto pare già chiarite, di natura finanziaria. Nonostante tutto, il bellissimo attore romano non ha perso il suo sorriso, come dimostra quando si racconta a Donna al Top, a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo film di Fausto Brizzi, Indovina chi viene a Natale?, dove interpreta il ruolo di un disabile… Di cosa parla il nuovo film di Fausto Brizzi? «Si tratta di un film dedicato alle famiglie, che affronta tra l’altro tematiche importanti come l’arrivo del nuovo e l’integrazione del diverso. Affrontare in una commedia questi aspetti della vita fa sì che vengano offerte al pubblico, tra una risata e l’altra, delle grandi verità. Molte delle situazioni che vengono raccontate nel film, infatti, si verificano anche nel quotidiano di tutti noi». «Non ho voluto la controfigura» Quanto è importante, far ridere il pubblico in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo? «Credo che sia importantissimo. La risata, e in particolare chi riesce a far ridere, regala al prossimo una sensazione positiva. E tutto questo, il Natale, in qualche modo, ce lo impone. Come del resto ci impone di diventare tutti un po’ più buoni. Un tempo, questa imposizione natalizia non la accettavo. Quest’anno, invece, credo che la seguirò e allo stesso tempo mi imporrò, da solo, di essere felice. Perché abbiamo anche il diritto di essere felici». Nel film interpreti Francesco, un ragazzo che non ha le braccia e che è costretto a far quasi tutto con i suoi piedi… «Per poterlo interpretare non ho voluto ricorrere a una controfigura, per rispetto nei confronti della tipologia di ruolo che mi è stata assegnata. In alcune scene del film ho dovuto utilizzare delle finte protesi, legandomi le braccia all’indietro. Non nascondo di aver avuto qualche problema di circolazione, ma nulla di serio o di insopportabile. È stata una bella sfida». Se potessi lanciare un messaggio a tutti gli italiani, che ormai sono sempre più sfiduciati, che cosa diresti? «Penso che ci troviamo, un po’ tutti, in una situazione particolarmente difficile. Però ritengo sia necessario non perdere mai di vista il controllo, cercando di mantenere sempre una visione positiva della vita. Insomma, consiglierei di mettersi alla ricerca di quel poco di bello che c’è, cercando di valorizzarlo il più possibile. Di situazioni spiacevoli ce ne sono molte in giro, e se ci comportiamo anche noi male tutto andrebbe ancora peggio. Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a trasformare tutto ciò che c’è di brutto in bello». Prossimamente ti rivedremo in televisione con la fiction Angeli, accanto a Vanessa Incontrada… «Sì, abbiamo già terminato le riprese. La fiction andrà in onda su Mediaset, anche se con precisione non saprei ancora dire quando». Lavori tanto per la televisione quanto per il cinema. Hai delle preferenze al riguardo? «Prima di accettare un progetto, faccio un’attenta valutazione del personaggio e di tutta la storia. Dipende tutto dalFemozione che provo nel momento in cui vado a leggermi il copione…». «Tanta felicità per me e per tutti» C’è un personaggio che moriresti dalla voglia di interpretare? Magari un supereroe… «Sì. D’altronde sono tanti i personaggi che ancora non mi sono mai stati proposti. Da parte mia, cerco di variare il più possibile nella scelta dei personaggi da interpretare, come credo facciano tanti altri miei colleghi». Ci sarà una terza stagione di Come un delfino? «Per adesso no. Sto puntando su altre storie, attualmente in fase di scrittura e di cui è ancora troppo presto per parlare…». Quest’anno cosa ti piacerebbe trovare sotto l’albero di Natale? «Mi piacerebbe trovare tanta felicità. Per me e anche per tutti!».