Raffaella Fico a Balotelli: “Mario non piangere, tua figlia ti aspetta ed io ti perdono”

see url By on 12 febbraio 2014
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enter A un anno e due mesi dalla nascita della piccola Pia arriva la svolta più attesa. Balotelli ammette: “Sono io il padre!”. Ecco le uniche immagini del test del Dna e la prima intervista della showgirl a cuore aperto: «Mario può vedere la bambina quando vuole, gli lascio i suoi tempi… Gli vorrei dire: “Dimentichiamo gli errori del passato, pensiamo insieme al futuro”. Non è troppo tardi: recuperiamo il tempo perso» Mario Balotelli ha appena riconosciuto sua figlia Pia “dolce bimba mia”. E nello stadio di Napoli, a pochi chilometri da casa della bambina che non ha mai incontrato… piange. Le lacrime rigano il volto del calciatore più discusso del mondo; il bad boy che ha ammesso di essere papà dopo un anno e due mesi di guerra e di veleni con la ex fidanzata. E lei, Raffaella, ci racconti l’ultima volta che ha pianto, in privato… «Ho pianto di gioia quando ho visto ballare Pia per la prima volta». Ballare? «Sì, il suo primo passo è stato un passo di danza, su una canzone di Beyoncé Drunk in love. Quando ascolta la musica si dimena: ha alzato le mani e poi si alzata sulle sue gambe per la prima volta». Cresce a vista d’occhio… «Ora è 83 centimetri; il pediatra dice che crescerà fino a 1.80. In questo ha preso dal papà. Da me invece ha preso soprattutto gli occhi». Lei ha sempre detto: “Pia è figlia di Balotelli, renderò pubblici i risultati del Dna”. Poi il tribunale di Brescia ha ordinato il test e Mario l’ha anticipata “ riconoscendo” Pia su Twitter, dove ha scritto: “Finalmente la verità…PIA…dolce bimba mia! Tuo padre”. «Non ha resistito alla voglia di comunicare questa notizia, lo capisco: è stato felice e pieno di emozione e Twitter è un modo diretto di parlare con i propri fan. Certo, mi avrebbe fatto piacere ricevere almeno una telefonata; capisco però anche che dopo così tanto tempo possa avere un tentennamento». Che cosa ha provato quando ha letto le parole di Balotelli? «Ho reagito con molta tranquillità; non è stata affatto una sorpresa. L’ho sempre saputo, l’ho sempre detto… E ci speravo! Mi ha chiamto un’amica: “Hai letto che cosa ha scritto?” E io: “No! Dove?” “Ma vivi sulla luna?” Non passo tutto il giorno su internet: in quel momento stavo giocando con Pia seduta per terra. E in famiglia siamo stati tutti contentissimi». E lei invece? Non ha sentito l’esigenza di chiamarlo dopo l’annuncio? «Ci ho pensato, ma non voglio essere invadente. E anch’io ho avuto un po’ di paura: non sapevo quale poteva essere la sua reazione. E poi non avrei saputo come fare: ha cambiato il numero di telefono! Il mio, invece, è sempre lo stesso. È giusto che sia lui a chiamarmi: gli do tutto il tempo che vuole e di cui ha bisogno; i suoi spazi… Anche se prima la vede, meglio è. Così non si perde più niente: può venire a casa quando vuole, Pia è sempre qui con noi». Qual è stata l’ultima volta che ha visto o sentito Mario? «Al settimo mese di gravidanza: quando è venuto a trovarmi a Napoli e ha fatto quel famoso comunicato stampa in cui diceva di volerci riprovare con me. Poi è sparito; mai più sentito. Ho sofferto molto, perché sono stata accusata di essere bugiarda e approfittatrice, ma ora è il momento di pensare solo a Pia». Che cosa direbbe oggi a Mario? «Se avessi l’opportunità di parlargli direi: “Dimentichiamo gli errori del passato, pensiamo al futuro per la serenità di Pia. Quando la vedrai impazzirai di gioia”. Da parte mia non starei a rimuginare sul passato: sono del parere che tutti possiamo sbagliare. L’importante è non perseverare. Non è mai troppo tardi!». Dove e come vorrebbe che si svolgesse il primo incontro fra papà e figlia? «Per il bene della bimba mi piacerebbe nel suo habitat. E, perché no, nella sua cameretta, fra i suoi giochi e le sue cose. Lì ci sono anche le foto di Mario; le faccio vedere sempre a Pia, gli parlo di lui: “Guarda, è il tuo papà”. Non ho mai voluto far sparire la figura patema». Pia riconosce il papà in fotografia? «Sorride e quando lo vede dà un bacio alla foto: la nonna le ha insegnato così con le immagini sacre, di Padre Pio. E lei allora dà sempre i baci alle foto. Ha già imparato la parola “papà”, anche se per ora identifica con mio fratello Francesco. E 10 le dico: “No, lui è lo zio. Papà è Mario”». Pensa che un anno senza padre abbia pregiudicato qualcosa nella crescita di Pia? «È ancora molto piccola, quindi c’è tutto 11 tempo per recuperare: ora dipende solo da Mario. Sono certa che metterà in pratica quello che ha scritto. Pia, comunque, è una bambina solare e ride sempre». Mario, dopo averla riconosciuta, ha lanciato una frecciatina a lei, sempre su Twitter: “Il tempo perso a raccontare bugie su di me in tv e sui giornali a chi è servito? E a cosa?”. «Non capisco quali possano essere queste bugie. Ho sempre detto la verità e il mio unico interesse è dare un padre a Pia». Ora la causa civile a Brescia continua e risultati del test verranno portati in aula. Per lei è importante che la bambina possa avere il cognome Balotelli? «Deve essere Mario a volerlo. Anche in questo lo lascio libero di scegliere…». Usa toni molto distensivi. Che sentimenti prova adesso nei confronti di Balotelli? «Ho sempre detto che fondamentalmente è una persona buona: ora deve dimostrare anche di essere un buon padre e sono certa che lo sarà. Deve imparare a conoscere piano piano Pia: lo dico principalmente per interesse del papà. Lui potrà passare tutto il tempo che vorrà con la sua bambina; ma l’importante è che ogni cosa si svolga in modo graduale, perché Pia non può subire traumi. Tutto deve avvenire con un percorso che dovremo decidere insieme: mi piacerebbe condividere tutto con Mario, dalla scelta della scuola a un banale raffreddore». Lui continua a chiedere silenzio e rispetto della privacy. «Non credo di aver mai violato la sua privacy né di aver mai mentito: tutto quello che ho fatto finora è per amore di Pia; anche raccontare la mia vita da mamma single. Vorrei dare voce a tante altre mamme che magari vivono la mia stessa situazione, ma non hanno la possibilità di farsi sentire». Balotelli ha fatto intuire che da lei sarebbero già arrivate richieste economiche da capogiro. Ci dica la verità: che cosa gli chiede? «Che Pia possa vivere come la figlia di un calciatore: crescendo si renderà conto di chi è Mario Balotelli e non deve subire complessi di inferiorità nei confronti di altri figli di calciatori».

Academic Custom Essays

buy masters degree essay La commovente lettera di Mario: Come avevo annunciato se un tribunale avesse stabilito che io fossi il padre di Pia, sono pronto a prendermi le mie responsabilità. Devo farlo in silenzio, lontano da tutto ciò che è mediático, quando si parla di un rapporto così importante come quello che lega un genitore alla propria figlia. Non parteciperò a nessuna trasmissione tv perché il mio lavoro si pratica su un campo d’erba. Non voglio, per favore, speculazioni su questa vicenda. Ho scritto su Twitter perché sono un ragazzo cresciuto con educazione, con dei valori e conosco le parole amore e affetto. Scrivere “Dad” mi ha fatto emozionare ma questa esplosione, questa gioia la voglio tenere per me. Spero che il mio silenzio possa aprire la strada per evitare altre polemiche in tv o sui giornali. Spero che il mio silenzio possa far capire che ora c’è una minorenne di mezzo che non conosce i meccanismi televisivi e dei media. Spero che queste mie poche parole possano servire per concludere definitivamente questa vicenda e non permetto a nessuno di travisare le mie parole, giocare e mettermi in bocca frasi che non ho mai detto o scritto. Con affetto Mario che oggi aspetta sua figlia lontano dal clamore mediático e, magari un giorno, a bordo campo a tifare Milan e a tifare il suo papà.

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