Raffaella Carrà, D’Urso e Mara Venier: La Tv premia le sempre verdi

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Puntare sul sicuro. Altro che salti nel vuoto o tentativi. Nei momenti di crisi c’è un ingrediente imprescindibile che si chiama solidità ed è il primo su cui si fondano gli investimenti di ogni genere. Anche in Tv. È per questo che per la maggior parte dei programmi è stato arruolato un esercito di signore. Brave, belle, con qualche anno in più delle Veline. Regine degli ascolti, che da sempre portano risultati, rilanciano l’audience e tengono incollati al video milioni di telespettatori. Di volti nuovi, leve promettenti, se ne vedono pochine. Un po’ come dire: squadra vincente non si cambia. Altro che rottamazione! Il termine più in voga del momento non combacia affatto con la realtà del piccolo schermo. Il segreto? «Sta tutto nell’esperienza, nella gavetta fatta e nell’empatia che si è stabilita negli anni con il pubblico», racconta Mara Venier, dal 29 settembre di nuovo al timone di Domenica in. A 2 0 anni dall’esordio nel salotto più amato del fine settimana, la conduttrice torna a casa «per fare un programma di intrattenimento, in cui ripercorro anche la storia della Tv. Il mio intento? Far stare bene, far sorridere gli italiani». Il ritorno di Mara è tra i più attesi dell’autunno. Quasi fosse un debutto, eppure è sul piccolo schermo da una vita… «Credo paghi la professionalità. E chi fa Tv da tempo, con serietà, amore e rispetto per il pubblico e per il proprio lavoro, ha ancora oggi buoni risultati. È come se fossimo una garanzia, persone sulle quali puoi contare perché, a nostra volta, possiamo contare su un seguito che, nel tempo, non è mai venuto meno. Il feeling, il legame affettivo e l’empatia che si stabiliscono con chi sta a casa e ti guarda è qualcosa che cresce via via, con te». E non ti abbandona. Ora per un giovane è difficile emergere. «L’importante non è farsi vedere per un po’, diventare popolari. È fondamentale emergere dal gruppo ma, soprattutto, durare nel tempo. La vera fatica è andare avanti, portando costanti successi e risultati. Un impegno quotidiano». Il ragionamento, quindi, è: la fiducia paga sempre. E, se si vuole un risultato, meglio puntare sui cavalli di razza. Milly Carlucci, insostituibile padrona di casa di Ballando con le stelle, è lusingata quando sente parlare di fiducia. «Questo è bellissimo, ma c’è anche un problema per i giovani talenti: la difficoltà di fare la gavetta. Quando è nata la Tv c’era solo la Rai. Bastava mettere il naso lì e diventavi in automatico un eroe, una star. Oggi, invece, nella miriade di canali esistenti è sempre più arduo farsi notare e, magari, fare anche il botto». Loretta Goggi, amatissima giurata nel Tale e quale show di Carlo Conti, pensa che «il piglio rassicurante delle donne che hanno esperienza, il loro atteggiamento più tranquillo, calmo e, spesso, caldo, conciliante, è determinante nella scelta di averle sempre al timone di programmi importanti». E aggiunge: «Ho abbandonato la televisione tanti anni fa e ho fatto teatro. Nella trasmissione di Carlo sono ospite, super ospite se vuoi e ne sono strafelice. Sono comunque molto contenta di notare che le donne che oggi sono alla conduzione di programmi vantano un’esperienza di tutto rispetto. La meritocrazia va sempre, o quasi, a braccetto con il successo». Se le reti Rai hanno arruolato la squadra delle bionde: Mara, Milly, Loretta, e la scorsa stagione anche la mitica Raffaella Carrà, anima trainante del talent The Voice, Mediaset punta mol tissimo su Barbara D’Urso che, da wonder woman quale è, si destreggerà tra i pomeriggi e la domenica di Canale 5 con la leggiadria di una teenager. In tutto questo, poi, c’è anche chi a 66 anni, 23 dei quali passati a Forum, decide di cambiare tutto e rimettersi in gioco, lasciare Mediaset per La7 e farlo con umiltà e grinta da debuttante. Rita Dalla Chiesa ridacchia: «Ho avuto grande coraggio o, sei vuoi, grande incoscienza a lasciare un programma di sicuro successo. Ma ho preferito assecondare la mia natura: non amo le gabbie, cerco sempre una porta aperta. Avevo voglia di confrontarmi ancora con me stessa, volevo imparare e vivere emozioni diverse. Il mio programma partirà tra la metà e la fine di ottobre, sarà un salotto, un punto di incontro con la gente comune». Intanto guarderai partire le colleghe: si parla tanto di nuova Tv, ma di volti nuovi non se ne vedono quasi… «In video in questo momento ci sono quelle che il pubblico riconosce come persone di famiglia. Volti rassicuranti, come un amico di sempre. Hanno, abbiamo fatto la gavetta, nessuno si è improvvisato. Questo funziona». Rispetto, amore per il pubblico e per il proprio lavoro. Da anni, per la carica delle signore è così, e per anni sarà sempre questo il segreto del successo. «Ma servono anche forza e tenacia. Non è semplice il mondo dello spettacolo. Nemmeno se lo vivi da tanti anni», puntualizza Lady Venier, pronta a incrociare i guantoni ogni domenica con la D’Urso. «Macché, quali guantoni! Io porto avanti il mio lavoro, non guardo quello altrui. Niente antagonismo né competizione. Pensa che, anni fa, quando la domenica di Mediaset era di Costanzo, a poche ore dalla diretta ci telefonavamo per dirci in bocca al lupo».