Raffaele Sollecito scarica Amanda Knox: “Non ricordo quella notte”

click By on 4 luglio 2014
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http://lubeofsarasota.com/how-to-write-an-application-letter-to-volunteer/ La sera in cui fu uccisa Meredith Kercher io ero a casa mia, ma i miei ricordi si confondono per cui non saprei dire se Amanda sia sempre stata con me o sia uscita da sola e sia rientrata, né saprei dire quando”. A parlare è Raffaele Sollecito, 29 anni, condannato in appello a 25 anni per l’omicidio della studentessa inglese, avvenuto a Perugia la notte tra il primo e il 2 novembre 2007. Secondo i giudici di Firenze, che hanno emesso l’ultima sentenza in ordine di tempo, avrebbe agito d’accordo con la sua fidanzata americana Amanda Knox, 26 anni, condannata a 28 anni e sei mesi di carcere, e insieme a Rudy Guede, 27 anni, condannato in via definitiva a 16 anni di prigione. Gli avvocati dei due giovani hanno appena fatto ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza di condanna e l’assoluzione degli imputati. “NON MI HANNO MAI VOLUTO SENTIRE” Raffaele Sollecito è intenzionato a dimostrare la propria estraneità a quel tremendo defitto, facendo sentire la sua voce e dimostrando, anche con questa clamorosa rivelazione, di non essere mai stato nella casa dell’omicidio quella notte e quindi scindendo la sua posizione da quella di Amanda. Perché ci ha messo così tanti anni? Perché non ha ribadito prima di non ricordare bene cosa fece la sua fidanzata quella sera? Lo spiegano i suoi avvocati Francesco Mastro, Luca Maori e Giulia Bongiorno che hanno anche tenuto una lunga e documentata conferenza stampa. Dice Francesco Mastro: «Perché mai nessun giudice ha voluto ascoltarlo per capire veramente cosa accadde quella sera. Lui è sempre stato pronto e disponibile a dirlo, ma nessuno ha voluto sentirlo. Tra i numerosi vizi del procedimento tenutosi a Firenze noi facciamo notare ai supremi giudici proprio il fatto che sia stato ritenuto impossibile differenziare le posizioni degli imputati e che la corte abbia negato qualsiasi approfondimento dei ruoli individuali, indagine che noi della difesa avevamo sollecitato. Di più, la Corte di Firenze ha affermato che “non vi è spazio alcuno per una qualsivoglia differenziazione delle responsabilità penali”». E poi non è certo la prima volta che Sollecito dice di essere rimasto a casa sua quella notte, senza però ricordare dove fosse Amanda Knox. Lo affermò una prima volta il 5 novembre 2007, quindi pochi giorni dopo l’omicidio, in una deposizione rimasta agli atti. Disse di essere stato da solo in casa più o meno all’ora del delitto e di essere stato raggiunto dopo da Amanda. In questo modo inevitabilmente Raffaele Sollecito getta ombre oscure sui comportamenti della sua ex fidanzata, Amanda Knox, che ora vive libera e tranquilla a Seattle, negli Stati Uniti. Ombre oscure confermate anche da un filmato ripescato dagli atti dell’inchiesta, un filmato girato dalle telecamere di sicurezza di un sottopassaggio che si trova a pochi metri di distanza dalla casa di via della Pergola, in cui vivevano Amanda e Mere- dith e in cui la studentessa inglese fu massacrata a coltellate. Si vede una donna che passa, una donna molto simile ad Amanda, sia per i vestiti che indossa, sia per il modo di incedere, e l’orologio dell’occhio elettronico segna le 20.53. Quindi, a quell’ora Amanda non era con Raffaele? Ha mentito? Ha ragione, dunque, il giovane pugliese a dire che lui quella sera era a casa sua, come dimostra il suo computer, mentre non sa dove fosse la fidanzatina? Di certo queste nuove dichiarazioni hanno fatto molto arrabbiare i tanti sostenitori deH’americana, in Italia e nel mondo, che anche su Facebook hanno interpretato le parole di Sollecito come un tradimento nei confronti della bella Amanda dopo 8 anni in cui i due ragazzi erano rimasti legati e solidali neH’affrontare questa complicata vicenda giudiziaria e umana. Scrivono furiosi: «Pensa solo a se stesso, è un vigliacco». Ribatte Francesco Mastro: «Non bisogna dimenticare e lo ricordiamo anche nel nostro ricorso in Cassazione che nel suo famoso memoriale, Amanda Knox ha parlato sempre al singolare a proposito degli accadimenti di via della Pergola, senza mai nominare Raffaele». NON TORNERÀ MAI IN ITALIA E ora che cosa succederà? Se la Cassazione deciderà, come auspicano i suoi legali, di ascoltare finalmente cosa ha da dire Raffaele Sollecito, dando credito a quanto il giovane cerca di spiegare da anni, allora si complica la posizione di Amanda, che potrebbe diventare l’unica responsabile del delitto insieme a Rudy Guede. Concludono i legali di Raffaele Sollecito: «Raffaele non conosceva Rudy Guede e non aveva alcuna ragione per volere la morte di Meredith Kercher. L’unica ad aver avuto rapporti con l’ivoriano era stata Amanda. Sul coltello e sulla lama è stato trovato solo il Dna di Amanda». Quel che è certo è che se anche verrà condannata in via definitiva, Amanda non tornerà mai più in Italia, a meno che gli Stati Uniti non concedano la sua estradizione, fatto che sarebbe davvero eccezionale. ■ di Chiara Prazzoli

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