Primarie, caso affluenza Ora è a rischio la soglia di 2milioni

Sulle primarie del Partito democratico incombe sempre più lo spettro della scarsa affluenza ai gazebo dell’8 dicembre. A pronosticarlo sono stati ieri ben due sondaggi. Quello del quotidiano Europa, affidato all’agenzia Quorum, che fissa a un milione e 800 mila votanti l’asticella di domenica prossima, 300 mila in meno rispetto alla valutazione dello scorso 18 novembre. Con Renzi al 66 per cento, Cuperlo sopra il 20 e Civati al 12,7. E anche l’Ipr parla di meno di 2 milioni al voto e percentuali simili per i tre candidati. È lo scenario che preoccupa più di tutti Matteo Renzi, che ieri ha proseguito il suo braccio di ferro con il vicepremier Angelino Alfano. «Non siamo noi che tiriamo la corda, sono gli italiani che stanno tirando la cinghia. Quelli che stanno subendo le difficoltà della politica sono gli italiani per bene», ha replicato infatti il candidato alla segreteria del Partito democratico al leader del Nuovo centrodestra. E ha aggiunto: «Se vince remo noi , lavoreremo a una riduzione da un miliardo di euro dei costi della politica, a partire dal Senato, e a un gigantesco piano per il lavoro per tornare ad assumere». Anche Gianni Cuperlo, altro candidato alla segreteria del Partito democratico, è intervenuto sulla necessità di «incalzare il governo affinché prenda quei provvedimenti indispensabili ad affrontare la crisi. Serve maggiore attenzione a chi più sta soffrendo questa crisi, ai lavoratori e anche a quegli imprenditori che non ce la fanno». Ma rivolgendosi a Renzi, Cuperlo ha ammonito: «Noi dobbiamo batterci perché Letta riesca nel suo intento, compia la svolta e abbia successo, non per seminate trappole e farlo cadere. Io non ci sto a giocare di sponda con Berlusconi. Renzi non pensi di fare il segretario nei ritagli di tempo e di oscillare continuamente tra lusinghe e minacce al governo. Dire che si fanno le cose è uno slogan, ma bisogna vedere come si fanno: per esempio, Sacconi ha appena apprezzato le parole di Renzi sulle regole del lavoro; ecco, quella di Sacconi sul lavoro non è la mia direzione. Vorrei sapere se è quella di Renzi». Ma a Renzi si è rivolto anche Pier Luigi Bersani: «Dicono che pretenda disciplina di partito, nel caso di vittoria alle primarie: certo, con della gente che gliela dà, senza che lui gliela chieda, si fa presto a pretendere». Mentre la prodiana Sandra Zampa ha annunciato che, per la segreteria pd, darà il suo voto a Pippo Civati: «Ama la coerenza costi quel che costi». Altri, tra i vicini a Prodi, voteranno per Renzi, come Arturo Parisi. Nessuno invece, a quanto pare, per Cuperlo.