Precipita dal cornicione Gravissimo un sedicenne

Camminavasul cornicione del palazzo in cui vive, nel centro storico di Fermo, il suo obiettivo era raggiungere il terrazzo, dove si trovavano i suoi amici. Ed è a loro che si è rivolto dicendo: «Guardate cosa so fare ».Maa quel punto un mattone sconnesso avrebbe ceduto sotto il suo peso e il ragazzino di 16 anni è caduto facendoun volo di dieci metri. La serata tra amici domenica è finita nel peggiore dei modi: ricoverato nell’ospedale Torrette di Ancona, il ragazzo (G.B. le sue iniziali) è gravissimo, molteplici i traumi riportati in seguito allo schianto. Per mote ore ieri aveva preso spazio l’ipotesi che l’incidente fosse la conseguenza di un gioco pericoloso tra ragazzi. Si è pensato infatti, che il giovane volesse esibirsi nel parkour, disciplina nata nelle periferie di Parigi e che consiste nel seguire un percorso ad ostacoli saltando su terrazzi e palazzi. Ma poi la ricostruzione degli investigatori avrebbe messo in discussione la teoria della caduta causata dal parkour. Secondo la polizia il ragazzo camminava sul cornicione ed è caduto, ma i dubbi restano. Intorno alle 22,30 di domenica alcuni condòmini hanno sentito un tonfo sordo provenire dal cortile del palazzo, a nel centro della città. Lo stabile è transennato per lavori in corso, e quando i condomini sono scesi e hanno trovato il ragazzo a terra privo di sensi hanno subito chiamato i soccorsi. Il ragazzo è stato portato in ospedale con un grave politrauma. «La caduta – fanno sapere gli investigatori – dovrebbe essere stata causata dal cedimento di un mattone su cui G. B. stava camminando, tragica conseguenza di un comportamento imprudente del ragazzo che tentava di rientrare sul terrazzo dove si trovavano i suoi amici. L’accesso al terrazzo dello stabile era inibito da una recinzione che impediva l’agevole accesso alla scala a chiocciola ». Per ora il dirigente del commissariato Roberto Palcani, non avrebbe avviato un’inchiestamaha inviato il fascicolo sull’incidente in procura. Ai poliziotti tuttavia gli amici hanno assicurato che nessuno di loro pratica il parkour. Eppure nel profilo Facebook del ragazzo ci sarebbero fotografie che lo ritraggono in bilico su tetti e terrazze. Quindi i dubbi sonopiù che leciti. «Lo scopo del parkour non è quello di rischiare la vita, ma di imparare a conoscere il proprio corpo e tutte le sue potenzialità » spiega Andrea Lanciano, istruttore di parkour e presidente di una delle prime associazioni sportive di riferimento (Pkr, Parkour Roma) nate in Italia. «Il parkour si fa in sicurezza e non per andare a caccia dell’ adrenalina e superare i limiti estremi – continua Lanciano -. Non dico che questa disciplina non preveda dei rischi e, certo, si superano degli ostacoli. Ma non si improvvisa, alla base c’è un duro allenamento delcorpo e della mente.Siamo degli atleti – conclude Lanciano – e lavoriamo sul superamento della paura e delle difficoltà attraverso il controllo del proprio corpo».