Pif: “ Voglio aprire un museo delVantimafia e intervistare Papa Francesco”

Ex Iena, attore rivelazione al cinema, testimonial e conduttore televisivo. Lbnda lunga del successo, ottenuto con le incursioni nelFultimo Festival di Sanremo e con il suo film-debutto La mafia uccide solo destate, non ha travolto Pif, alias Pierfrancesco Diliberto. «All’inizio ero solo uno sfigato con microfono e telecamera», dice di sé. Ora, invece, è diventato un personaggio eclettico che, grazie alla timidezza, alloriginalità e al suo modo un po’ impacciato di esprimersi, riesce a monopolizzare l’attenzione del pubblico, senza essere stato scalfito, almeno all’apparenza, dall’improvvisa popolarità. Vero antidivo nel segno della pigrizia, ora è tornato a impugnare la sua telecamerina nel programma di Mtv II Testimone. Pif, dopo Sanremo lei è diventato una vera star: come è cambiata la sua vita? «Non esageriamo. Diciamo che prima ero un personaggio di nicchia, il film e poi Sanremo mi hanno trasformato in un personaggio pubblico. Sento che la gente mi percepisce in un modo diverso* quando in realtà faccio esattamente le stesse cose che facevo prima. Ora sento di essere più responsabile di quel che dico». À proposito del suo film La mafia uccide solo d’estate, lei ha deriso e irriso Cosa Nostra come forse nessuno aveva mai fatto. Ha mai ricevuto minacce? «No, non le ho mai ricevute e spero di non riceverle, soprattutto perché voglio dimostrare che oggi si può denunciare ciò che di brutto accade nella mia Sicilia senza essere minacciati dalla mafia. Quando ho girato il film a Palermo, non ho pagato il pizzo. Nel momento in cui mi succederà qualcosa sarà un problema sotto tutti i punti di vista…». È vero che il film diventerà una fiction e approderà in Rai? «Sì, è vero. Ma non reciterò nel film come attore, se è questo che volete sapere. Mi occuperò soltanto della sceneggiatura della fiction». Ed è ugualmente vero che realizzerà un museo delFantimafia? «Sì, voglio realizzare questo progetto che accarezzo da anni: un museo dell’antimafia a Palermo, pieno di documenti e di filmati, ma anche un luogo vivo in cui fare incontri e seminari su questo tema. Stiamo cercando un posto dove costruirlo, ma ci sono diversi problemi. Io, però, sono disposto a mettere anche i miei soldi pur di farlo nascere». Dal 2007 è autore e conduttore della trasmissione II Testimone. Qual è il segreto del suo successo? «Le mie doti più grandi sono la bellezza, l’intelligenza… Non lo so, non ti risponderò mai seriamente. Forse il colpo di genio che ho avuto, uno dei pochi della vita, è stato quello di fare due passi indietro. Questo programma è molto egocentrico: ci sono io, conduco io, all’inizio addirittura eravamo in tre, quindi me lo montavo io, me lo guardavo io… Insomma, il rischio era quello di mettermi troppo in mostra. Ho avuto l’umiltà di frenare il mio ego dal punto di vista professionale». C’è qualcuno che le piacerebbe intervistare e non lo ha ancora fatto? «Beh, in realtà è un mio vicino di casa, abitiamo davvero a due passi l’uno dall’altro: il mio sogno sarebbe quello di intervistare Papa Francesco ». Che cosa chiederebbe al Pontefice argentino? «Farei molte domande, ma molto semplici e schiette, proprio come è lui. Questioni relative alla fede che forse non sono mai riuscito a capire bene. Per esempio, perché, se le cose vanno bene, è merito di Dio, ma, se vanno male, non è colpa Sua? Ecco, questo non mi è chiaro». Nella vita privata, invece, lei è fidanzato da due anni con Giulia Innocenzi, giornalista che conduce su La7 il talk politico Anno Uno. «Stiamo ancora insieme. Proprio ora che potrei avere tutte le donne che voglio sono fidanzato. Io però sono fedelissimo ma al matrimonio per ora non penso». Si dice che lei abbia fobie molto particolari? «Sì. Non mi piace toccare le cose piccole… Per questo non riesco a guardare le dita dei piedi. Dei bambini sì, ma degli adulti no. Ora che arriva la stagione delle scarpe aperte per me è un dramma. Mi fanno schifo i piedi ma, nel contempo, non riesco a non guardarli. Insomma, una sorta di attrazione allo schifo». Sappiamo che è un appassionato di calcio. Che cosa pensa del centravanti azzurro Mario Balotelli? Fuoriclasse o ragazzino viziato? «Direi entrambe le cose. Un fuoriclasse viziato».