PierPaolo Petrelli ed Elia Fongaro: Siamo velini e ce ne vantiamo

Pierpaolo-Petrelli-ed-Elia-Fongaro-con-Michelle-Hunziker-e-Virginia-Raffaele

Sono la grande novità di “Striscia la notizia”: «Ma non imitiamo le veline. Siamo i primi uomini qui, che orgoglio!». Pierpaolo: «Mi godo questo momento, ma poi voglio laurearmi e fare l’avvocato». Elia: «Mi vedo giornalista, ma nella vita non si sa mai». «Le veline con i calciatori? E noi magari con le pallavoliste» Bellissimi, palestratissimi. Soprattutto… timidissimi. Elia Fongaro, 22 anni, di Arzignano (Vi), studente di Scienze politiche, è il biondo. Pierpaolo Petrelli, 23 anni, di Maratea (Pz), al quarto anno di Giurisprudenza, il bruno. Come nella migliore tradizione, i due volti della bellezza che sgambetta e balla – da prima che loro nascessero – sul bancone di Striscia la notizia. Solo che ci sono voluti 25 anni di femminilissime veline: ora, al 26esimo, ecco i velini. Svelateci il dietro le quinte dei casting. La domanda che non vi aspettavate?

Elia: «La divisione tra i poteri dello Stato prevista dalla Costituzione. Con gli studi aH’Università, ci mancherebbe che non lo sapessi, no? Per questo sono convinto che non si siano fermati solo all’aspetto esteriore. Certo, non sono ipocrita. Sono consapevole dell’importanza della bellezza, no? Però mi fa piacere che non guardino solo quella». Pierpaolo: «Mi hanno chiesto i nomi di tre ministri e io ho detto Brunetta, Gelmini e… non mi ricordo chi. Sì, lo so che sono di governi diversi. Ma ormai ho in testa solo “Amministrativo Uno”. Ho l’esame tra poco».

Un ex ministro direbbe “Che c’azzecca” Striscia con gli studi di Giurisprudenza per Pierpaolo e di Scienze politiche per Elia?

Pierpaolo: «Nulla. Striscia è una bellissima opportunità, cercherò di sfruttarla anche divertendomi. Ma conto di laurearmi presto. Più che sopra un bancone voglio stare dietro il banco d’avvocato, in tribunale, non quello del conduttore in tv». Elia: «Io vorrei fare il giornalista! Nella vita non si sa mai quali strade si prospettano. Chi l’avrebbe detto che sarei arrivato qua. Carpe diem, no?». Che cosa hanno detto mamma e papà?

Elia: «L’hanno saputo a cose fatte, prima non potevamo dire nulla. Quando ho chiamato mia mamma ho sentito un’esplosione di gioia». Pierpaolo: «Anche io non potevo dire nulla prima dell’annuncio ufficiale. Mamma si è commossa». È vero che vi ispirate alla Canalis?

Elia: «Ma no, era per dire! Non ci sono veline da imitare. Siamo velini. Imitiamo noi stessi». Pierpaolo: «Però dopo veline fidanzate con i calciatori, possiamo pensare a velini fidanzati con le pallavoliste, non sono male».

Vi piace il nome “velini” o vi infastidisce? Elia: «E perché dovrebbe? È un ruolo nuovo. Ci saranno di certo critiche, ma ci sta».

Pierpaolo: «È un’esperienza di vita che ricorderò sempre con soddisfazione. Da una semplice email sono stato scelto tra tantissimi candidati. Mica male». Un personaggio da imitare?

Elia: «Javier Zanetti è un idolo, ecco. Ma non solo come calciatore, come uomo, come stile di vita, come modo di interpretare una professione».

Pierpaolo: «Beh, ora che sono qui, spero di restare fino a conoscere Iacchetti e Greggio: sono cresciuto con loro». Con chi vorresti andare a cena? Elia: «Con Angelina Jolie, mi accontento! Ma senza Brad Pitt, no? E i figli, al massimo solo quelli adottati. Per ora sono felice di aver cenato con il Gabibbo. Ho fatto i provini perché volevo vedere chi c’era dentro. Ho trovato un personaggio, e una persona fantastica, molto umana. Con “mamma” Michelle, ho conosciuto “papà” Gabibbo».

Pierpaolo: «Beh, io sono felice di aver incontrato Michelle Hunziker. Una persona divertente, di un grande humour. Bella, bella, dentro e fuori».

Che cosa non ti aspettavi di trovare? Pierpaolo: «Sono stato scelto in pochi giorni, sono stato catapultato in questa fantastica famiglia dove dai tecnici alle costumiste, tutti ci hanno fatto sentire a casa. Forse non mi aspettavo proprio questo clima rilassato, mi aspettavo più ruoli gerarchici. Invece non è così. È tutta una famiglia, non ci sono gerarchie».

Elia: «E poi c’è una tale energia. Siamo anche noi carichissimi».

Se ti telefonasse Papa Francesco… Elia: «Sarebbe una grande emozione, una sorpresa. Anche se non mi dovesse telefonare vorrei incontrarlo, ho talmente tante domande da fargli, no? Vorrei chiedergli come vede lui i cambiamenti, anche dovuti alla crisi che stiamo vivendo». Pierpaolo: «Io non riuscirei a chiedere nulla, mi accontenterei di ascoltarlo: ha una voce e un modo di fare così dolce, mette tranquillità».

Quale augurio bisogna farti?

Elia: «Di continuare a essere la persona che ero anche prima e di saper ottimizzare l’opportunità che mi è stata data». Pierpaolo: «Di divertirmi, senza cambiare troppo, senza perdere di vista i valori che mi ha trasmesso la mia famiglia; studio e lavoro soprattutto, che è la cosa più importante che può gratificare un uomo».