Pieraccioni: “Da quando è nata mia figlia non ho più nostalgia della mia giovinezza”

Dopo un periodo lontano dal grande schermo, Leonardo Pieraccioni è tornato. In questi giorni l’attore e regista toscano è nelle sale italiane con la commedia Un fa n tastico via vai. La precedente, Finalmente la felicità, era del 2011: un periodo speciale per lui, diventato padre da sei mesi. Tanto che aveva fatto fare un cammeo, cioè una piccola apparizione, alla figlia Martina, che si vedeva nella scena finale del film. Da quando è nata la sua creatura, Leonardo Pieraccioni ha completamente cambiato stile di vita. Adesso, in cima ai suoi pensieri c’è Martina e la sua preoccupazione principale è che la bambina cresca sana e felice in una famiglia serena. Forse è proprio per amore della figlia che lui e la sua compagna, l’attrice ed ex gieffina Laura Torrisi – conosciuta sul set del film Una moglie bellissima – , sono riusciti a far rientrare la crisi di cui da tempo si vociferava. I due non hanno mai smentito né confermato le voci che circolavano sul loro conto. Fatto sta che, alla presentazione della sua ultima pellicola, dove Nuovo lo ha incontrato, il comico fiorentino è apparso in forma e di ottimo umore. Leonardo, con il tuo entusiasmo di genitore sei riuscito a convincere persino il tuo caro amico Carlo Conti a diventare papà! La voglia di paternità è contagiosa? «Sono felice per Carlo! Gli ho già raccolto tutti i giochi che la mia figliola non usa più, visto che lui dovrà cominciare un lungo percorso appena nascerà questo bebé». Tu hai una femminuccia, però: e se al conduttore dovesse nascere un maschietto? «Io a Carlo ho preparato soltanto giocattoli bisex!». Da quando sei diventato padre, è cambiato il tuo punto di vista sulla vita? «Certo! Fino a quando non fai figli, non te ne rendi conto. Anzi, quelli che parlano solo delle loro creature ti stanno un po’ sulle scatole. Poi, quando diventi padre, anche tu come tutti gli altri finisci persino per raccontare come ha fatto la pupù la tua bambina!». È vero che Martina ha i tempi comici migliori dei tuoi? «Incredibile, ma è proprio così. È già un’artista eccezionale: merito del Dna. E poi è determinata. Quando vuole vedere il cartone animato Peppa Pig, se non le dai retta in fretta comincia a strapparsi i capelli come fa Matteo Renzi quando, in campo, non gli passano la palla…». Nella tua ultima pellicola hai scritto anche una canzone per lei… «Sì, si chiama La risata di mia figlia ed è un brano della colonna sonora del film. Mi ha ispirato proprio Martina, quando una volta si è messa a ridere fragorosamente. Una meraviglia: che cosa c’è di più bello per un padre che sentire la propria bimba ridere?». La paternità ti ha fatto crescere anche sul set? «Più che altro mi ha aiutato a cambiare idea sulle scelte professionali che devo fare per non sentirmi ridicolo alla mia età». Hai nostalgia degli anni della tua giovinezza? «No. Con il mio lavoro ho la fortuna di essere sempre a contatto con i giovani. Invece i miei amici d’infanzia, quelli che sono sposati da tanti anni e che fanno sempre la stessa vita in ufficio, ce l’hanno. A parecchie persone piacerebbe riprovare il batticuore del primo amore». Anche tu vorresti rivivere la passione di un amore adolescenziale? «Direi proprio di no. Se c’è una cosa che non invidio alla mia figliola, sono i batticuori inutili e sciocchi che si troverà ad affrontare nel corso dell’adolescenza! Quel dolore struggente di quando vieni lasciato e pensi di non poter più sopravvivere, io non lo vorrei proprio rivivere». Secondo te, sono cambiati i giovani di oggi rispetto a quelli che descrivevi nel tuo film di esordio, / laureati? «No, sono uguali a quelli degli anni Novanta. Fra i 20 e 25 anni c’è sempre un vero e proprio “tsunami di emozioni”. È successo anche a me, quando ho cominciato a capire che non avrei continuato a fare il magazziniere. E a Carlo Conti quando ha scelto di smettere di fare il bancario».