Piazze e partito, il piano del Cavaliere

Gli hanno spiegato, nel modo in cui è possibile farlo con lui, che non si può parlare solo di giustizia, né mostrare interesse quasi solo per cose proprie, si chiamino i Club Forza Silvio o si tratti anche della passione di tanti come il suo Milan, coccolato ieri pomeriggio assieme alla figlia e senza il braccio destro di un tempo Galliani. E così Silvio Berlusconi ha deciso che è arrivato il momento di muoversi anche in altre direzioni. Dopo la giornata passata ad Arcore, ieri sera è tornato a Roma per essere presente oggi al partito, il nuovo quartier generale nel quale passa ore ed ore, e per lanciare da lì messaggi verbali e politici. In più direzioni. Opposizione parlamentare e scelte sulla legge elettorale, rapporto da tenere con una base frastagliata e una piazza sempre più rumorosa, partito e sua organizzazione: su questi tre fronti il Cavaliere pensa di muoversi tenendo conto che il suo obiettivo resta sempre lo stesso, quello del voto anticipato prima dell’estate. Per questo in Forza Italia si sta cercando di capire quali convergenze possano davvero nascere sul campo con Renzi, che a detta di tutti gli azzurri «vuole il voto presto quanto noi» e su quale modello di legge elettorale, che dovrà essere «bipolare e maggioritaria» ed essere varata entro poche settimane, per essere pronti ad elezioni anticipate. Ma se il fine sono le urne, bisognerà arrivarci preparati. Continuando a tenere altissimo il tiro sul governo — oggi ci penseranno Brunetta alla Camera e Romani al Senato— e mettendo in difficoltà il partito di Alfano. Ma anche sapendo cavalcare, ma assieme gestire, le proteste di piazza la cui forza esplosiva potrebbe finire per ingrossare i consensi di Grillo e svuotare quelli azzurri. Per questo ieri l’ex premier ha deciso di cominciare a giocare la carta del movimentismo duro e puro, dando retta a chi nel partito gli suggeriva di incontrare oggi pomeriggio i rappresentanti degli autotrasportatori a capo del movimento dei Forconi. Ma il rischio che gli hanno palesato i moderati azzurri di far «arrabbiare le categorie, a noi vicine, che in piazza non sono scese» gli ha suggerito maggiore prudenza. Che si è tradotta nell’invito al governo a ricevere le categorie «subito», per evitare anche disagi ai cittadini. Anche sul partito il cammino non è agile come Berlusconi vorrebbe. Raccontano che la kermesse dei Club Forza Italia non abbia soddisfatto le sue attese: pochi giovani, professionisti, intellettuali, forze fresche, facce belle e trascinanti. Troppi volti tipici da manifestazioni organizzate. Insomma, far decollare la seconda gamba del movimento non è cosa facile, mentre è facile scatenare il malumore della prima, quella del partito. E dunque, incalzato dai big che lo pressano, Berlusconi ha promesso ai suoi che procederà a giorni al varo dell’Ufficio di presidenza di FI che vedrà rappresentati tutti i nomi noti: 35- 38 tra aventi diritto e nominati dal Cavaliere che dovranno riprendere in mano le redini di un partito al momento senza gerarchie né struttura.