Patty Pravo: La cantante, ora impegnata con il nuovo tour, spiega perché (e per chi…) ha svuotato l’armadio

Ci sono donne che lasciano il segno. Patty Pravo è una di queste, tanto che da qualche giorno alcuni dei suoi abiti di scena sono esposti in una mostra permanente presso il Museo del Costume di Palazzo Pitti, a Firenze. Vestiti che hanno fatto epoca, che hanno segnato alcune tappe fondamentali della carriera e della vita della cantante. E parte di questi indumenti, adesso, sono finiti all’asta, per beneficenza. Il ricavato verrà devoluto a Emergency, associazione umanitaria che offre cure gratuite e di qualità alle vittime della guerra e della povertà. «Impegno e devozione» Patty, come nasce l’idea di mettere all’asta i tuoi abiti di scena e la collaborazione con Emergency? «Il Museo del Costume di Palazzo Pitti a Firenze mi ha chiesto alcuni abiti di scena da esporre in una mostra permanente, insieme a quelli di altre donne protagoniste del ’900. Facendo la selezione, mi sono resa conto di avere molti vestiti ormai chiusi neirarmadio, e così ho pensato di metterli a disposizione di Emergency, e di fare un’asta silenziosa a favore del Centro di Cardiochirurgia Salam in Sudan, diretto da Gino Strada». Dove si svolge Fasta? «Dura fino a Natale presso l’Atelier di Gianluca Saitto, a Milano, in Via dell’Orso. Ho scelto Emergency perché il loro è un lavoro enorme, apolitico, e perché ho conosciuto Gino Strada e so quanto impegno e devozione ci mette». Di quali abiti si tratta? Quando li hai sfoggiati? «Ci sono abiti che ho indossato a Sanremo, firmati da Gianni Versace, Roberto Cavalli, Romeo Gigli. Sono tutti legati a una canzone: Per una bambola (1984, ndr) …E dimmi che non vuoi morire (1997, ndr) Uimmenso (2002, ndr), Il vento e le rose (2011, ndr). Altri sono disegnati da me, come l’abito ispirato a Amy Whinehouse per il videoclip del quarantennale de La Bambola, quello promozionale del Tour Patty Pravo e quello del disco Arena di Verona Live…». A quale sei più legata? «Sono legata a tutti, però il mio preferito è quello di Versace, creato appositamente per cantare a Sanremo Per una bambola. Era stato fatto apposta per quel mondo» Come procede Fasta? «Sta procedendo bene. C’è tempo fino a Natale per aggiudicarsi gli abiti. E poi quello che ha ricevuto il maggior numero di offerte è proprio il mio preferito…». «lo sono un po’ come i bambini» Sei impegnata con il “Sulla Luna Tour”. Ogni tournée è fonte di emozioni. Raccontaci quelle che stai provando ora… «Ogni tappa di un tour è importante ed emozionante. E dà soddisfazioni sempre uguali e sempre diverse. Questo tour è una sintesi dei miei successi, vecchi e nuovi, e mi fa piacere sia cantare un pezzo famosissimo come La bambola che l’ultima mia canzone La Luna. Io sono un po’ come i bambini…». Buoni propositi per il nuovo anno? «Parlando in generale, spero che la crisi che sta vivendo l’Italia regredisca e che magari si tomi a quella normalità alla quale eravamo abituati fino a una decina di anni fa. E spero soprattutto che cambino le leggi e di essere rappresentata da politici seri. Personalmente, invece, mi auguro di fare un bel disco di inediti. Ho voglia di un nuovo successo!». «Non l’ ho preso in considerazione» Ti piacerebbe tornare a Sanremo? C’è qualche possibilità di rivederti sul palco delPAriston? «A Sanremo non ci sarò. Sinceramente, non l’ho proprio preso in considerazione. Senza un nuovo disco non serve. E poi, pur riconoscendo che è la migliore vetrina dove esibirsi, io non amo particolarmente quel palco, quando ci salgo non rendo mai per quello che valgo!».