Papa Francesco: Buon Compleanno per i tuoi 77 anni

L’energia di Karol Wojtyla, più la bonomia di Angelo Roncalli: ecco chi è Jorge Mario Bergoglio. Chi giudica col cuore l ’ha capito subito, quella sera del 13 marzo scorso: il nuovo Papa venuto dalla fine del mondo, affacciato alla loggia centrale della basilica di San Pietro per la benedizione di rito, non sarebbe stato uno qualunque. Chi si esprime dopo aver valutato i fatti, ne ha invece avuto la riprova in questi nove mesi di pontificato, ricchi di scelte coraggiose e gesti straordinari. Buon compleanno Papa Francesco (che il 17 dicembre compie 77 anni) e auguri di cuore per la Sua rivoluzione di amore e semplicità che mette d’accordo sentimento e ragione, fede e laicità, persino destra e sinistra, e promette di regalarci un mondo migliore. «Questo è un Papa che seduce le masse e riavvicina alla Chiesa chi se ne era allontanato », ci spiega Paolo Mieli, giornalista, storico e politologo. «Ma quello che dice e che fa, distrae l’occhio dell’osservatore da un aspetto assai più importante: quanto, profondamente e velocemente, incide col bisturi nel corpo del Vaticano. La vera rivoluzione è quella che sta avvenendo all’interno della curia. Il vero segreto di Papa Francesco è aver fatto in quattro e quattr’otto quello che il dimissionario Benedetto X V I non è riuscito o non ha potuto fare. È come se in Italia lasciassero in contemporanea il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, i presidenti di Camera e Senato e quelli che vengono dopo, in pochi giorni, riuscissero a realizzare la nuova legge elettorale, il taglio dei costi della politica, della spesa pubblica, il dimezzamento dei parlamentari e tutte quelle riforme che aspettiamo invano da decenni. C’è ovviamente anche una questione di stile che dovrebbe far riflettere: immaginate quanto sarebbe diversa l’Italia se il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri prendessero l ’autobus per andare al lavoro o facessero la fila al supermercato, pagando di tasca propria!». Ma quali sono i più importanti atti di riforma della Chiesa che ha emanato il nuovo Pontefice? Lo chiediamo a Marco Politi, vaticanista di Messaggero, Repubblica e ora del Fatto quotidiano. «Per cominciare ha dato un forte impulso al risanamento del chiacchieratissimo Ior, l ’istituto per le opere di religione, cioè la Banca vaticana. Ha fatto chiudere centinaia di conti correnti poco chiari e preteso la pubblicazione dei bilanci. Poi ha imposto la firma di memorandum di collaborazione giudiziaria con Italia, Germania e Stati Uniti. «Sul piano della politica ecclesiastica», continua Politi, «Bergoglio vuole una Chiesa partecipativa, perciò ha nominato una specie di consiglio della corona composto da otto cardinali provenienti da tutti i continenti ed espressione di tutte le correnti interne: il Vaticano, insomma, non è più la monarchia assoluta imperiale dei secoli passati. Quindi ha posto le basi perché il Sinodo mondiale dei vescovi, che si svolgerà nel 2014 e nel 2015, si esprima su questioni delicatissime, decidendo come comportarsi nei confronti dell’omosessualità, delle coppie di fatto, dei separati e divorziati. Terzo elemento, non meno importante, ha messo in discussione il ruolo delle donne nella Chiesa: le vuole imporre nei posti dove realmente si decide; e questo potrebbe essere il punto più rivoluzionario del suo pontificato».

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