Pamela Prati: Alla vigilia dei 55 anni, si mette a nudo

1354800018751_01_2005-11-22TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_678476

Qualche apprezzamento di troppo. Curve pericolose. Gli occhi fuori dalle orbite. E una cinquina della fidanzata dritta sul viso. «Mi esibivo come ballerina al Paradise di Roma. In prima fila c’erano Laura Antonelli e JeanPaul Belmondo. A un certo punto iniziano a bisticciare. Parte un ceffone e poi lei se ne va. Era gelosa: lui continuava a rivolgermi complimenti. Avevo poco più di ventanni». Il 26 novembre Pamela Prati ne compie 55. Ma la carica erotica, la perfezione delle forme, le movenze, sono rimaste identiche. Guardare per credere. Un metro e 73 per 57 chili. Misure da manuale: 93-60-93. Senza ritocchini. «Finché il corpo regge…», scherza, consapevole di avere doti straordinarie che farebbero invidia a una ragazza. «Madre Natura mi ha dato molto, io mi sono mantenuta. Sport, alimentazione sana, nessuno stravizio, otto ore di sonno per notte». Che noia! Pamela ride. «Fare l’amordi farlo tutti i giorni. È ancora così? «Lo faccio spesso e lo faccio bene. Meglio di un tempo, soprattutto. Molti pensano che con gli anni la carica sessuale si affievolisca. Io ho scoperto di essere più donna dopo i 40 anni. So quello che sono, quello che sento. Ora mi piaccio, ma da ragazza ero così complessata…». Torniamo indietro, in Sardegna. «Ero magrissima, senza forme. A 12 anni calzavo già il 40 di scarpe. Mi sentivo il brutto anatroccolo in un casa di donne floride, seducenti. Mamma Salvatora era meravigliosa, le mie sorelle procaci come Sophia Loren. Io parevo una scopa vestita e ne soffrivo. Pregavo ogni notte perché mi crescesse il seno». Poi, un giorno… «Sono esplosa! Camminavo per strada e sentivo tutti gli occhi addosso. Arrossivo, mi chiudevo nelle spalle e reagivo con aggressività ai complimenti. Volevo proteggermi. Sono sempre stata riservata, ho scelto di fare spettacolo anche per vincere la timidezza». Che dire: l’hai messa ko! «Resto piena di pudori, anche se mi faccio ritrarre senza troppi veli addosso. L’importante è non essere volgare né maliziosa e mantenere eleganza. Anche se a “vestirmi” ci sono solo le mie mani e una collana a cingere la vita». Ti vedi bella, sexy? «Femmina, direi. Il massimo è esprimere la propria essenza, piuttosto che ostentare look o movenze dagli espliciti richiami erotici. Queste foto sono un inno alla donna, alla sua femminilità, non esibizionismo. Ho fatto mio un insegnamento di Coco Chanel: “Sobrietà. Non bisogna esagerare”». Osare sì, però. Almeno qualche volta. «A casa, nell’intimità, con l’uomo che amo. Ma non farmi dire di più, sono gelosa della mia sfera privata». E dai, svelati ancora un po’. «Da quattro anni ho un compagno, non viviamo insieme, ma abbiamo una storia pulita, appagante. Lui è più giovane: ha 35 anni, mi fa stare bene, perché anche io, dentro, mi sento una ragazzina che ama giocare, divertirsi, essere leggera». Leggera come il voile che le copre ap- pena il corpo. È una statua, Pamela, e non c’entrano i patti con il diavolo. La natura con lei è stata molto generosa. Tranne in una cosa: non l’ha resa madre. «Desideravo un figlio, ma non è mai arrivato quando pensavo di avere la persona giusta al mio fianco. Non è un cruccio, però. Mamma diceva che i figli sono di chi li cresce. E io ne ho molti, allora. I miei nipoti, per esempio, le figlie delle mie amiche». Pamela estrae un sacchettino. «Contiene i miei elisir di bellezza: nove mandorle e bacche di goji. Sono potenti antiossidanti, ne mangio ogni giorno. Le mandorle, poi, aiutano a combattere la depressione». Ne hai sofferto? «No, ma di attacchi di panico sì: sono reazioni all’eccessivo stress mescolate a momenti di spiccata sensibilità. E poi sono claustro-fobica cronica: niente tunnel né ascensori per me, meglio le scale, gradino dopo gradino. Un po’ come la mia vita nello spettacolo». Ti manca la Tv? «Tanto, ma quella sana di una volta. E io manco anche al pubblico. Sai quanti mi fermano per strada per dirmelo? Sto aspettando l’occasione giusta per tornare». Noi parliamo, la gente la guarda ammirata. «Sono stata e sono ancora molto corteggiata. Quando facevo il Bagaglino ricevevo ogni sera tanti fiori che non riuscivo a contenerli in camerino. Li portavo alla Madonna di San Lorenzo in Lucina». Devota? «Moltissimo. E riconoscoscente per la vita meravigliosa che ho avuto»