Padre in fuga con il figlio l’ex moglie lo denuncia Ricerche in tutta Europa

Help On Dissertation Globalization By on 11 gennaio 2014
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go to site Un bimbo conteso da anni. Al centro di una guerra senza esclusione di colpi tra padre e madre. Ha otto anni, metà dei quali trascorsi tra Parma e Los Angeles in un’assurda altalena di spostamenti e affidamenti, reciproche denunce e decisioni giudiziarie a dir poco contraddittorie. Ora la situazione è precipitata. Da lunedì scorso, di lui e di suo padre, Maurizio Rigamonti, 43 anni, imprenditore parmigiano nel settore dei salumi, non si sa più nulla. L’uomo avrebbe dovuto riportarlo alla madre, Laura Carder, americana di 42 anni, dopo le vacanze dell’Epifania, ma nessuno li ha visti. La donna ha presentato denuncia in questura. Il nonno paterno sostiene che i due «stanno trascorrendo una settimana bianca in Trentino », ma la versione, visti i burrascosi precedenti tra i due ex coniugi, non convince per niente gli investigatori. Le ricerche da ieri si sono allargate all’intera area Schengen e, a sentire la donna, non è escluso che la fuga dell’uomo sia diretta in Spagna. L’ultima e unica traccia risale a tre giorni fa: il cellulare di Rigamonti è stato agganciato dalla cella che copre il casello dell’A1 di Parma, ma è impossibile sapere se la sua Mercedes ha puntato il muso in direzione di Bologna o di Milano. Un dettaglio importante avvalora l’ipotesi della fuga preparata a tavolino. Un biglietto che Rigamonti ha fatto avere lunedì al suo avvocato Claudio De Filippi. «Il tono — spiega il legale — era quello di un uomo esasperato, che si ritiene vittima di un’ingiustizia. Mi ha scritto che riteneva insopportabile l’idea che la sua ex moglie fosse stata assolta dopo aver rapito il figlio e averlo portato a Los Angeles…». Una storia infinita, come racconta ieri la Gazzetta di Parma. Che nasce romanticamente in Italia, quando lei, durante una vacanza, conosce lui: si sposano a Las Vegas, hanno un figlio e vanno a vivere a Parma. Ben presto la coppia salta. Lei prende il figlio e torna a Los Angeles. Rigamonti, per nulla rassegnato, scrive una lettera al presidente della Repubblica Napolitano, quindi si precipita negli Stati Uniti, ingaggia avvocati e dà battaglia. Tra i due ex coniugi volano accuse di ogni tipo. Lui la denuncia per sottrazione di minore. Lei di violenze sul figlio. Entrambi vengono scagionati, ma intanto il caso si aggroviglia sempre più. L’incomunicabilità tra i due è totale. Le loro versioni opposte su tutto. Rigamonti ottiene dai giudici americani il rimpatrio forzato del bambino, che avviene nel giugno del 2012, e il suo affidamento. Anche la madre fa ritorno a Parma per poter rimanere in contatto con il figlio. E la guerra tra i due si sposta in Italia. Il tribunale di Parma archivia nei confronti della donna l’accusa di sottrazione di minore, ma il legale di Rigamonti fa ricorso in Cassazione (tuttora pendente). Il piccolo nel frattempo viene dato in affidamento condiviso, ma la situazione è ormai compromessa. I contrasti tra gli ex coniugi sono continui, ogni occasione è buona. «A far precipitare la situazione — afferma l’avvocato De Filippi — è stata l’ennesima denuncia per violenze presentata in dicembre dalla donna contro l’ex marito, ma con questo non voglio giustificarlo: speriamo in un segnale…».

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