Oscar Pistorius piange e rischia l’ergastolo

Undici pagine pesanti come macigni. La notte del 14 febbraio scorso Oscar Pistorius sparò «con l’intenzione di uccidere una persona»: che fosse un ladro o meno non importa, almeno secondo la Procura generale sudafricana che lo ha formalmente accusato di omicidio premeditato. «Alcuni dei testimoni hanno sentito una donna urlare, poi momenti di silenzio, quindi hanno udito colpi di arma da fuoco e quindi nuove urla», si legge ancora nella ricostruzione che gli è stata consegnata in tribunale il 19 agosto, in quello che sarebbe stato il giorno del 30° compleanno della vittima, Reeva Steenkamp. A testimoniare saranno chiamate circa cento persone, dai vicini di casa ai familiari, per suffragare l’idea di un Pistorius determinato neH’eliminare la fidanzata perché accecato dalla gelosia. Organizzò una trappola mortale, dice l’accusa. Lui, “Biade Runner”, 26 anni, l ’atleta dei miracoli capace, nonostante le protesi alle gambe, di correre all’ultima Olimpiade i 400 piani, è arrivato in aula in lacrime. Abito scuro, camicia azzurra e cravatta nera, ha recitato una preghiera stringendo le mani della sorella Aimee e del fratello Cari e ha ascoltato il magistrato Desmond Nair, che alla fine ha fissato al prossimo 3 marzo l’inizio del processo: durerà 20 giorni, poi Pistorius saprà se sarà condannato all’ergastolo o a una pena inferiore nelle prigioni di Pretoria. Ma il volto affranto, la preghiera e le lacrime di commozione sembrano una studiata strategia da parte del suo collegio difensivo. Pistorius ha sempre ammesso di aver ucciso la fidanzata, ma di averlo fatto perché pensava che in casa ci fosse un ladro: non si era accorto che Reeva si fosse alzata per andare in bagno e, sentiti dei rumori, ha sparato. Un tragico incidente, quindi, per il quale il loro assistito è pronto a pagare. Secondo il quotidiano sudafricano Times, emissari dei Pistorius avrebbero contattato i genitori della vittima alla ricerca di un accordo di risarcimento. 11 giornale scrive che i genitori della Steenkamp, due pensionati che venivano di fatto mantenuti dalla figlia modella, sarebbero pronti a una causa civile per tre milioni di rand (circa 220.000 euro). Arrivare a un accordo prima del processo potrebbe alleggerire la posizione dell’omicida. Intanto, dalle carte del processo, la difesa sostiene di avere la “prova” di trovarsi di fronte solo a un tragico incidente. Gli esami balistici avrebbero provato come, al momento degli spari, Pistorius non indossasse le protesi. La sua sarebbe stata una reazione scomposta di fronte a un possibile pericolo. Non una premeditata trappola mortale per la sua fidanzata.