Ornalla Muti: L’età non si ferma, la bellezza si

Cattura

Bella, bellissima, insuperabile. Ornella Muti arriva nella piazza di Aci Catena gremita di duemila persone, tutte per lei, in occasione della manifestazione CineNostrum, ed è emozionata e contenta come una bambina. Starle accanto nel corso della serata e anche il giorno seguente, all’inizio della retrospettiva di film a lei dedicata, è un’esperienza indimenticabile. Perché abbiamo l’occasione di vedere all’opera la diva Ornella Muti, fatale e incantevole ancora in grado di ammaliare il pubblico con uno sguardo e un battito di ciglia, e la donna e mamma Francesca Rivelli (vero nome della Muti) che invece è frizzante, spiritosa, chiacchierona, protettiva e anche chioccia con i figli e tutto il proprio vasto entourage; noi compresi per un giorno. Essere Ornella Muti per Francesca («Nella vita privata mi chiamano tutti così») è un lavoro: comporta una squadra sempre attiva di stylist, parrucchiere, truccatore, addetto stampa, dietologo, personal trainer, che la segue e la consiglia a ogni passo. Fare la diva sembrerebbe proprio una gran fatica. Lei sorride e risponde con la consueta dolcezza: «Ma è anche bello sentire ancora tanto affetto da parte del pubblico. E poi ho sempre compiuto le mie scelte con il cuore, cercando di non mettere la carriera davanti alla vita». E un pochino si rannuvola in viso: «Per questo ogni volta ho perso tutto per poi ricominciare. Sono una donna Pesci: molto emotiva e sensibile, con le mie fragilità. Non è stato semplice». Come se tanta bellezza avesse chiesto in cambio un alto prezzo da pagare: Ornella Muti ha tentato di cancellare la più umana Francesca ma, nonostante il successo internazionale, non c’è mai riuscita. Tanto che negli anni Ottanta, quando Hollywood (cui si concesse solo per un paio di film) avrebbe fatto carte false per averla, lei si negò per dare più spazio alla famiglia e ai figli. «E non mi pento, come potrei? Adoro i miei tre ragazzi: Naike [della quale non ha mai voluto dire chi sia il padre, ndr], 39 anni, Carolina, 30, e Andrea, 27 [nati dal matrimonio con Federico Fa- chinetti, ndr]». Con noi c’è la figlia maggiore Naike: cantante con il nome d’arte Nayked, amante di Twitter e del Web (dove pubblica continuamente suoi video e anche foto in versione sexy), che vorrebbe partecipare a una trasmissione di Raiuno. Naike, che 18 anni fa ha reso la Muti nonna di Akash, è un vulcano di energia e un fiume di parole. E la versione più esuberante della madre, che conferma: «Siamo caciarone! Come potrebbe Naike essere così spumeggiante se non lo fossi anche io? Pensa che sono cresciuta in una famiglia rigida, dove non era permesso neppure masticare un chewing-gum: non stava bene per una signorina. Mio padre, napoletano [/a mamma invece è estone di genitori russi, ndr], era molto cattolico e severo: “Questo non si dice, quello non si fa, sorridi e sii sempre educata”. A un certo punto, crescendo, mi sono chiesta: ma perché? La vita è adesso e io me la voglio godere e assaporare in ogni istante. Questo ho cercato d’insegnare ai miei figli». Quando Francesca-Ornella si spoglia per buttarsi in mare e intraprendere la sua quotidiana nuotata tonificante (ma solo al termine dei 40 minuti di camminata che si impone tutte le mattine alle 7), sull’ombelico fa capolino un piercing da ragazzina. «L’ho fatto tanti anni fa a New York, dopo che è nato Andrea. Lo adoro perché ha la forma di una piccola banana. Ne farei anche altri, ma t’immagini i commenti? Che cosa combina la Muti alla sua età? E allora: che pizza, lascio stare». Sulla mano sinistra invece sfoggia uno sfizioso anello legato da una catenella a un sottilissimo braccialetto d’oro. «È il dono di una disegnatrice di gioielli russa, alla quale sono molto affezionata». Un tempo desiderava anche lei creare una propria linea di gioielli. «È vero, ma ho sempre tanti progetti e non tutti vanno in porto». I Finita la nuotata ci avviamo al ristorante, dove la Muti s’infila al collo un mala, un rosario orientale: «Sono buddista e recito antichi mantra due volte al giorno. La meditazione è fondamentale per pulire la testa: restare in contatto con se stessi e non perdersi in desideri futili, come la borsetta o il paio di scarpe». Tra i suoi desideri ora c’è quello di cominciare la tournée estiva dello spettacolo teatrale Processo alla strega, che debutta il 19 luglio al festival di Sarsina (Forlì-Cesena). «È la storia vera di una donna del Quattrocento molto intelligente e colta, che conosceva tanti rimedi con le erbe, ma soprattutto aiutava le donne a prendere coraggio e forza e per questo fu additata come strega e messa sul rogo». Ci sono anche altri progetti: «Sarò madrina del Giffoni Film Festival, che apre il 27 luglio. Invece in autunno dovremmo debuttare con un altro spettacolo, in russo, a Mosca e a San Pietroburgo. E dovremmo essere riusciti a prendere i finanziamenti per un film al quale tengo moltissimo». Qualche mese fa si parlava anche di una fiction per Canale 5, intitolata 99 amori. «Macché, non ho mai avuto alcuna intenzione di farla. Era un progetto carino, ma necessitava ancora di molto lavoro e fare una fiction tanto per fare non m’interessa». Sebbene non li dimostri, a febbraio 2015 la Muti compirà 60 anni. «La cosa più importante è stare con la mia famiglia e con il mio amore [l’imprenditore italo-francese Fabrice Kerhervé, ndr], ma non mi piace fare feste dove devo stare attenta che vada tutto bene. Preferisco fare una cosa piccola con i miei cari, magari lontano, in un posto magico, come la regione del Rajasthan, in india. E poi bisogna vedere se ci arrivo, non si sà mai.