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VINOVO – Il capitano ha preparato una fascia speciale: tricolore e con sopra il numero cinquecento. La indosserà oggi a Livorno per celebrare un traguardo speciale, raggiunto nella storia della serie A da dodici calciatori soltanto: una hit di leggende che ha al vertice Paolo Maldini (647) e alla base (500 tonde) Ciro Ferrara, con due soli campioni di oggi, Javier Zanetti (604) e Francesco Totti (543). SCUDO – I portieri sono tre, d’altronde il ruolo è tradizionalmente longevo: Gianluca Pagliuca (592), Dino Zoff (570) ed Enrico Albertosi (532). Monumenti tra monumenti: Pietro Vierchowod (562), Roberto Mancini (541), Silvio Piola (537), Gianni Rivera (527) e Giuseppe Bergomi (519). Adesso Gigi, tredicesimo, un filo emozionato nonostante diciott’anni di calcio gli abbiano insegnato a gestire i sentimenti. Come fai a non voltarti indietro? A non ripensare alla prima volta, 19 novembre 1995, ancora senza patente e già scudo davanti al Milan dei giganti? Un momento solo, certo, anche perché non è tempo di bilanci: Gigi ha ancora tanti campionati davanti, scalerà posizioni e sorpasserà vecchi rivali, miti celebrati, figurine incollate. RIFLESSI – Un’impronta nella statistica della A, ché nella storia c’è già da un pezzo, e una cornice nella galleria dei più grandi di sempre anche per continuità. Sulla qualità nessun dubbio, gli spetta di diritto, e anzi è posizionato assai più in alto, secondo molti addirittura in vetta: scollinare le 500 presenze in campionato lo mette adesso in luce da altre prospettive e pazienza se qui le distanze appaiono enormi, se Peter Shilton, Lev Yashin e Rogerio Ceni sono lassù, oltre le 800, l’inglese addirittura oltre le mille. Scorrere l’elenco significa davvero riassumere la storia mondiale del calcio, quella scritta non con i gol, i dribbling e i tackle, ma con le parate, i riflessi felini, l’istinto, le ali. Cinquecento presenze in A, finora 168 con il Parma e 331 con la Juve, le tappe di una carriera completata da 138 partite azurre (nessuno come lui) e 37 in B che si tiene estrette e accarezza con orgoglio più di qualsiasi primato. IMBATTIBILITA’ – Oggi Gigi indosserà la fascia speciale. E cercherà di allungare l’imbattibilità in campionato: quattro partite di fila senza subire reti, porta sbarrata da 369’, l’ultimo dispiacere da Giuseppe Rossi a Firenze nel sabato incredibile dell’unica sconfitta. A proposito: si giocava dopo una sosta, come a San Siro con l’Inter quando finì 1-1. La Juve non ha vinto due sole volte, quest’anno, e sempre dopo gli impegni delle Nazionali. Un incantesimo da esorcizzare, un motivo tra tanti per vincere: come la possibilità di tornare primi, la voglia di migliorare la classifica rispetto al campionato scorso pur affrontato già a passo velocissimo, la maturità di chi non cerca alibi nelle assenze e… il piacere di festeggiare il traguardo di Gigi. Cinquecento partite, in fondo un punto di partenza: caccia aperta a Beppe Bergomi, prossimo obiettivo nella hit italiana assoluta, e al danese Peter Schmeichel, il più vicino tra i grandi portieri del mondo. Altri, da Fabien Barthez a René Higuita,sono già nel retrovisore. VINOVO – La squadra spogliata dalle convocazioni, la conta degli infortuni, il caso Vidal: «Non è stata una settimana semplice – sospira Antonio Conte, immergendosi nella vigilia di Livorno dopo aver rivolto un pensiero alla popolazione sarda -. Penso non sia stata semplice per nessun allenatore che abbia in rosa tanti nazionali: significa guidare una squadra forte e questo è l’aspetto positivo, però quando capitano periodi così preparare le partite diventa complicato. Abbiamo anche tanti infortuni e squalifiche: è un momento eccezionale che però non deve essere un alibi». Falcidiata soprattutto la difesa, nemmeno Barzagli recupera: «Qualcuno ha fatto dell’ironia sul suo infortunio e dispiace perché c’è cattiveria: Andrea è un ragazzo serio che tiene fin troppo all’azzurro e alla Juventus, secondo me sarà indisponibile anche in Champions ». Con Bonucci e Ogbonna squalificati, prende quota l’ipotesi di riciclare Vidal centrale difensivo: «Abbiamo diverse soluzioni: sono sereno perché qualità e organizzazione possono sopperire alle assenze». GIOVANE – Una vittoria al Picchi – altro che fame perduta… – permetterebbe alla Juve di superarsi rispetto alle due precedenti stagioni: «Il nostro ruolino di marcia è straordinario, impressionante: ripeto da tempo che solo la marcia spedita della Roma ha un po’ offuscato il cammino nostro e del Napoli. Quest’anno sappiamo di dover fare ancora meglio: la concorrenza è più agguerrita e vincere il campionato sarà molto difficile. Intanto cerchiamo di vincere a Livorno: non sarà semplice perché troveremo un ambiente caldo e una squadra con grande entusiasmo, guidata da un allenatore che ha dimostrato nel suo percorso di essere molto bravo. Nicola ha quarant’anni: è molto più giovane di me. Sì, incontreremo delle difficoltà, ma come in qualsiasi stadio: chi affronta la Juventus, affronta la partita della vita». TESTA – Un approfondimento su Andrea Pirlo: «Mi auguro continui a fare le cose straordinarie degli ultimi due anni e di questo primo scorcio di stagione. E’ un campione importante sotto tutti i punti di vista e quando dico “mi auguro che ce lo conservino a lungo” intendo anche a livello di comportamento e motivazioni ». Poi un cenno a Paul Pogba che ha voluto ringraziarlo dopo aver conquistato il Mondiale: «Penso che per prima cosa debba ringraziare se stesso: è lui che ha deciso di seguire il percorso che l’ha portato qui, in una squadra di campioni che danno l’esempio, dove c’è una società sempre presente e un allenatore con un suo iter a livello di insegnamento. Può diventare un grandissimo e, cosa importante, ha voglia di riuscirci, da parte nostra ha tutto l’appoggio ma conta che ci sia sempre con la testa: ho visto tanti ragazzi più forti di me finire nei dilettanti, mentre io ho fatto tredici anni di Juve. Paul deve ringraziare se stesso, l’ambiente in cui si trova, la società, i tifosi che lo coccolano, i compagni… Se poi vuole ringraziare anche me, sono contento» ULTRAS – La partita con l’Udinese è lontana, ci sono prima Livorno e Copenaghen, ma già s’impone un commento perché le curve chiuse – manca solo l’ufficialità – saranno ripopolate di bambini: «Dispiace che non ci siano i nostri tifosi, il cuore pulsante dello stadio, coloro che ci sospingono anche nei momenti di difficoltà: non averli è un danno ingente che subisce la squadra. C’è questa norma da rispettare, sono state chiuse già altre curve: ne prendiamo atto senza entrare nei particolari, se siano giuste o meno certe situazioni. L’iniziativa dei bambini è bella, ma sarebbe auspicabile, ancora più bello, vederli i curva insieme agli ultras in un clima educativo ». Il modulo è quello di sempre, gli interpreti rivoltati giocoforza. Dopo aver accarezzato, quando sperava ancora di recuperare Lichtsteiner, l’idea di allungare la difesa, Conte ha disegnato ancora la linea a tre riciclando Vidal centrale. Ha rischiato di perdere anche lui, non per i fastidi muscolari ma per un’interpretazione normativa, e il nulla osta della Fifa è stata l’unica buona notizia in una settimana di viaggi, squalifiche e infortuni. Restano fuori, in particolare, Barzagli, Bonucci e Ogbonna, ovvero i titolari della difesa opposta al Napoli, ricostruita adesso con il rientrante Chiellini, il cileno sdoganato e l’affaticato Caceres. Argini sudamericani accanto al totem azzurro che si prepara a vivere una domenica speciale: Livorno è la sua città, in maglia amaranto s’è affacciato al grande calcio, ha tifato in tribuna al Picchi nel giorno della promozione in A. STANCHEZZA – «Tornare a casa è sempre un’emozione – le parole di Giorgio Chiellini -: sarà una partita dura in uno stadio pieno e contro una squadra che darà il cento per cento. Dobbiamo ripartire come prima della sosta, quando si è rivista la vera Juventus. Sappiamo delle difficoltà che si possono incontrare alla ripresa, ma sappiamo pure che non si può sottovalutare nessuno per non perdere punti che alla fine potrebbero riverlarsi decisivi. Non lo abbiamo mai fatto e non succederà questa volta, così come non correremo il rischio di pensare al Copenaghen». L’arretramento di Vidal, permetterà a Chiellini di rimanere sulla sinistra: per Caceres, sul lato opposto, il rischio è la stanchezza, considerato che è rientrato a Torino soltanto venerdì dopo aver conquistato a Montevideo con il suo Uruguay la qualificazione al Mondiale brasiliano. Si sente pronto, però, e comunque la scelta è obbligata: uniche alternative, per la difesa, De Ceglie e Peluso che potrebbero coprire la sinistra, non ci sono nemmeno Primavera aggregati. COPPIA – La scelta di Vidal difensore permette inoltre a Conte di non rinunciare a nessuno dei centrocampisti, con Pogba e Pirlo confermati e dentro Marchisio, escluso contro il Napoli e pronto a dare una mano benché tornato affaticato dal ritiro azzurro. Ritorni importanti, quelli di Chiellini e del Principe che intanto hanno confermato d’essere campioni di solidarietà: il difensore è stato protagonista di una cena benefica organizzata dalla Fondazione Cuori Bianconeri a favore di Total Sport, scuola calcio per ragazzi diversamente abili, il centrocampista di un evento benefico organizzato dal distretto Rotaract 2031 in collaborazione con il distretto Rotaract campano 2100, il cui ricavato è stato interamente devoluto alla fondazione “Crescere Insieme al Sant’Anna Onlus”. Non ci sarà invece, probabilmente, il ritorno di Quagliarella: nella rifinitura, di solito indicativa, Conte ha testato infatti la coppia Tevez-Llorente, schierata sei volte nelle ultime sette partite.