One Direction star di «XFactor» Vince Michele, il bravo ragazzo

«La più grande finale della storia di X Factor», come l’ha definita in apertura un emozionatissimo Alessandro Cattelan, è stata vinta da Michele. Sedicimila mani hanno applaudito questo timido ragazzo umbro di quasi 19 anni che ha convinto il Mediolanum Forum e chi lo ha votato dopo averlo seguito su Sky Uno e su Cielo. Faccia pulita e timbro di voce originale come sembra essere anche la personalità di chi a nemmeno vent’anni chiama il proprio bracco Rita Levi Montalcini. Aiutato anche da un singolo scritto da Tiziano Ferro, Michele, seguito da Morgan, ha battuto gli Ape Escape di Simona Ventura lasciando solo il terzo posto a quella che pareva essere l’altra favorita, Violetta (pupilla di Mika). In finale era arrivata anche Aba (Elio), prima eliminata di quello che più che un talent è sembrato un mastodontico concerto: scenografia imponente, effetti speciali e ospiti come Elisa, Giorgia, Marco Mengoni e Mario Biondi. Tra i momenti più attesi, l’esibizione di quattro ragazzi che — solo nel 2010 — erano al posto dei finalisti di ieri. Era sempre la settima edizione di «X Factor». In Inghilterra però. E gli One Direction arrivarono terzi. Probabilmente allora non avrebbero immaginato che, qualche anno dopo, milioni di ragazze nel mondo avrebbero preso treni e aerei, perso giorni di scuola e ore di sonno anche solo nella speranza di intravedere i loro profili da lontano. Ieri in migliaia hanno pedinato gli spostamenti di Louis, Harry, Niall, Zayn e Liam nella loro giornata milanese. Nel pomeriggio, hanno urlato i loro nomi fino a diventare afone fuori dal Principe di Savoia, sperando in un saluto di questi ragazzi ormai diventati idoli di proporzioni inquietanti. Se ne sono resi conto anche gli addetti alla sicurezza, ieri. Le transenne fuori dall’hotel non sono bastate a trattenere alcune astute fan che si sono intrufolate nell’hotel chiudendosi nei bagni. Altre hanno invece prenotato una costosa camera, investendo paghette di mesi e mesi. Come Silvia, 14 anni e gli occhi rossi di chi non ha dormito: «In stanza ho messo solo i bagagli, sono stata tutta notte nella hall», ha detto trattenendo a stento i lacrimoni. In pochi metri, sentimenti opposti. Perché bastava attraversare il corridoio per essere investiti dalla gioia traboccante delle cinque vincitrici del concorso «1D My Family », del Corriere della Sera: i racconti dei loro genitori sono stati selezionati tra oltre seimila e in palio c’è stata una invidiatissima chiacchierata (moderata da Andrea Laffranchi e trasmessa in streaming su Corriere.it) con i loro miti. Roberta (15 anni), Eleonora (15), Valentina (14), Mariangela (13) e Camilla (14) erano a un passo da loro, felici di «aver avuto il coraggio di sognare, perché era impensabile che tra tutti i racconti scegliessero proprio i nostri ». Eppure è stato così. E dopo aver fatto i conti con «la sindrome delle sopravvissute, le altre fan ci odiano», si sono godute ogni attimo di una giornata «che non dimenticheremo mai». Quanto a loro, gli One Direction, sono sembrati ormai a loro agio tra tanta adorazione. Tradendo però anche un po’ di sano candore, come quando Harry ha ammesso che se non fosse uno degli One Direction «forse fingerei che non mi piacciono. Li ascolterei di nascosto». Della loro vita precedente rimpiangono «il sonno, il cibo, i cereali e la tv inglese » e se potessero essere invisibili per un giorno andrebbero «in un parco di divertimenti. Oppure faremmo degli scherzi». Del resto, queste popstar che ripetono «non dobbiamo dimenticarci da dove arriviamo», sono sempre dei ragazzi. Ma se non ci fosse stato «X Factor»? Gli One Direction esisterebbero? «Crediamo che ci saremmo incontrati comunque in qualche modo». Intanto «X Factor» c’è stato.