Morena la vedova di Funari: Parlo con Giancarlo tutte le notti

Le polemiche lo hanno spesso accompagnato nel corso della sua vita e purtroppo non sembrano volerlo lasciare in pace neanche ora che non c’è più. Gianfranco Funari è tornato alla ribalta della cronaca per via della sua lapide, priva di alcuna vera iscrizione da cinque anni, senza un apparente motivo. A spiegarci la questione è Morena Funari, sua moglie, che è riuscita a dare un lieto fine a una vicenda che ha fatto parecchio discutere. «Cinque anni dopo la sua morte» Quali sono le ultime novità in merito alla lapide di Gianfranco Funari? «Qualche giorno fa è stata finalmente posta l’iscrizione sul marmo della tomba di Gianfranco, al cimitero monumentale di Milano.Dopo cinque anni dalla sua scomparsa». Ci spieghi per quale motivo ci è voluto così tanto tempo? «Il ritardo è stato dovuto al fatto che qualsiasi decisione su Gianfranco Funari deve essere presa da entrambe le eredi, ovvero io e sua figlia Carlotta (avuta da un’altra relazione, ndr). In mancanza di un accordo non si può procedere. Le spese funebri non erano ancora state saldate e fanno parte delle passività elencate nel verbale d’inventario redatto dal tribunale di Milano, adesso in possesso di un notaio. Siccome la figlia non intendeva pagare la sua metà, l’impresa di pompe funebri che si è occupata del funerale e della sepoltura non ha proceduto con l’iscrizione della lapide. Ho cercato di dialogare con la figlia di Gianfranco per risolvere il problema, ma i miei tentativi si sono rivelati vani». E poi che cosa è successo? «Per risolvere la questione ho chiesto alla ditta di pompe funebri se potesse realizzare l’iscrizione della lapide mentre tentavo di convincere l’altra erede a pagare la sua parte, ma la mia domanda ha avuto esito negativo. Allora è intervenuto il direttore del cimitero monumentale di Milano che mi ha detto: “A questo punto la autorizzo io, vada da un’impresa di pompe funebri qualsiasi e faccia realizzare la lapide”. Pur non avendo trovato alcun accordo ho mandato i bozzetti della lapide alla figlia di Gianfranco per avere la sua approvazione, ma non avendo ottenuto risposta, l’ho comunque fatta realizzare per porre fine a questa situazione». «Lei ha dei conti in sospeso col padre» Per quale motivo tu e Carlotta vi siete trovate in disaccordo per la lapide di suo padre? «Perché lei non era in buoni rapporti con suo padre e non si vedevano da almeno dieci anni. Negli ultimi mesi, quando Gian franco è stato ricoverato all’ospedale San Raffaele in terapia intensiva, io non mi sono mai mossa, restando lì giorno e notte. Lei, però, non l’ho mai vista. Con Carlotta ho sempre avuto buoni rapporti, lei ha conti in sospeso col padre e non con me». Gianfranco come pensi che commenterebbe questa vicenda? «Si farebbe una gran bella risata. Credo che per lui siano stati importanti i momenti in cui era in vita e in cui aveva bisogno di persone che gli stessero vicine. Io ci sono sempre stata. È importante avere qualcuno che ti vuole bene anziché un’iscrizione su un pezzo di marmo. Se fosse dipeso solo da me, l’avrei fatta immediatamente». «Ho scelto una foto in cui sorride…» Gianfranco ci teneva alla sua tomba? «Non si è mai espresso in proposito. L’unica cosa che mi ha detto è che avrebbe voluto come epitaffio una sola frase: “Ho smesso di fumare”. Ho rispettato la sua volontà. Non ha lasciato nulla di scritto e non si era mai espresso nemmeno sul luogo dove avrebbe voluto essere sepolto, se non negli ultimi giorni di vita, quando mi ha detto: “Voglio essere sepolto in un luogo vicino a dove vivrai tu”». Funari scherzava sulla morte? «Sì, ci scherzava. Infatti voleva questo epitaffio ironico e poi voleva che la gente lo ricordasse sorridendo. Per la lapide ho scelto una foto in cui sorride e chiedo sempre alle persone che lo vanno a trovare di ricordarlo con un sorriso». Come ti senti dopo aver risolto questa situazione? Ti è capitato di sognare Gianfranco? «Mi sento serena. Gianfranco lo sogno sempre e ogni volta rivivo momenti della nostra quotidianità. Lui non mi ha mai dato messaggi o raccontato qualcosa dell’aldilà, ma è sempre apparso sereno, come quando condividevamo le nostre vite quotidianamente. Mi capita di sognarlo in certe situazioni particolari: per esempio quando sta per andare in onda e io gli corro dietro per mettergli i gemelli della camicia. E come se, in un certo senso, il nostro rapporto non si fosse mai interrotto, ma continuasse nei miei sogni. E poi sogno spesso che si riprende dalla malattia, che esce dall’ospedale e che torna a casa insieme con me». «Sapeva come “volare alto”» A distanza di cinque anni dalla sua scomparsa, che cosa ti manca di più di Gianfranco? «Sono tante le cose che mi mancano di lui, soprattutto il suo “volare alto”, fregandosene della cattiveria della gente. Lui mi diceva sempre: “Vola alto Morena, perché la cattiveria esisterà sempre ed è inutile prendersela”. Gianfranco aveva una filosofia di vita davvero meravigliosa, che ciascuno di noi dovrebbe seguire. Se ti comporti bene “male non fare, paura non avere”, perché, alla fine, devi rispondere solo alla tua coscienza».

1 Comment

  1. luigina la grotta

    2 febbraio 2014 at 10:44

    Ho necessita´di chiarire cio´che si cerca di far credere sulla mia persona come figlia di Gianfranco Funari, noto personaggio pubblico ormai scomparso da piu´di cinque anni. Dopo lo scoop con le riprese della tomba di mio padre senza lapide al Cimitero Monumentale di Milano, la signora Zapparoli si giustificò dicendo che il motivo era dovuto alla mancanza di un accordo tra me e lei circa l’eredita´. Dopo tanto stupore e dolore fui contattata dal settimanale Oggi e risposi con una lettera il 19-11-2013: dato che la signora ci tenne molto a seppellire mio padre a Milano ero certa che se ne sarebbe presa cura e spiegai che l eredita´non centrava niente con il pagamento del funerale ,infatti , a suo tempo,ne avevamo gia’ discusso con i nostri avvocati. Inoltre, spiegai, non ero al corrente di nulla, anche perche´conoscevo il desiderio di mio padre di riposare vicino ai miei nonni sepolti a Boissano (SV). Cio’ non mi ha mai fatto piacere!!! Mi impegnai in quella lettera ad occuparmi io stessa della lapide: contattai subito una impresa e la ordinai, nonostante che la signora Zapparoli insistesse nel dire, dalla D‘Urso e a Striscia, che la ditta (da lei scelta ) incaricata per il funerale , non ancora pagato, non le permetteva di rivolgersi ad un altra ditta per mettere l’ epigrafe ,in quanto compresa nel costo del funerale stesso 18.000,000 euro. Sottolineo che la signora non condivise con me nessuna decisione circa il funerale: non mi chiese parere ne’ sul luogo ne’ sul tipo di funerale ne’ tantomeno sul prezzo e sui costi, per questa ragione le fu detto dal mio avvocato che avrei contribuito nella misura e nel costo di un funerale standard.
    La signora Zapparoli, intanto, continuava a chiedermi pubblicamente, tramite la trasmissione della D urso su Canale 5, in differita anche su tg5, di firmare il bonifico (da lei gia’ fatto) sul nostro conto congiunto dove ci sono dei crediti di mio padre, che servono, come da accordi presi in precedenza, a coprire le spese e il pagamento delle prestazioni professionali circa la successione. La signora inoltre durante le varie puntate televisive e le varie interviste, racconta cose non vere , infangando addirittura il mio rapporto con mio padre, per esempio che non sono mai andata al San Raffaele di Milano quando si ammalo´!! Apprendo anche, sempre tramite la trasmissione della Barbara D‘Urso, che ha deciso di fare la lapide con un’ altra ditta nonostante il mio avvocato abbia avvisato il suo che io mi ero gia´rivolta ad una impresa ed avevo gia chiesto il permesso al cimitero munumentale per poter apporre la lapide, permesso respinto due volte in quanto la concessione della tomba risulta intestata a nome della signora Zapparoli, quindi senza il suo permesso non avrei potuto fare nulla.
    Quando mi chiamo’ un giornalista ,legato al programma gli rilasciai un’ intervista (il 12/12/2013) che fu letta nella penultima puntata, prima di Natale, di pomeriggio 5 dove intervenni anche telefonicamente e dove fecero vedere il bozzetto della lapide di mio padre ordinato dalla Zapparoli. Nell ultima puntata della trasmissione, prima di Natale, trasmisero alcuni pezzi del mio intervento telefonico cercando di strumentalizzare le mie parole a favore della signora. In quella occasione, io e il cugino di mio padre veniamo a sapere che quella stessa mattina era stata messa la lapide: cio’ spiega il seguito!!!
    In quell’ ultima puntata hanno fatto risentire il mio intervento telefonico(della puntata precedente) dove venne letta l’ intervista da me rilasciata, come gia´ ho detto in questa triste storia, strumentalizzandone le parole a loro beneficio. Sono certa che approfitteranno di questa mia dichiarazione per farlo ancora, per dire altre menzogne o tirar fuori qualche lacrima per essere piu´convincenti. Sinceramente non mi riguarda!!! A me interessa raccontare la verita´ vissuta profondamente da me non solo come una mancanza di rispetto nei confronti di mio padre, ma anche nei miei visto che sono sua figlia e porto il suo cognome . La mia vita privata e i miei rapporti familiari non riguardano ne’ la signora Zapparoli nè tantomeno le trasmissioni della Signora Barbara D‘Urso. Penso che da parte di quest’ultima ci sia stata una caduta di „stile“!!! Non me lo sarei mai aspettato: sentir parlare e sparlare del mio „privato“ in modo cosi’ insinuante e offensivo oltre che non veritiero.
    Tanto per rinfrescare la memoria alla signora Zapparoli, anche se non e’ mio dovere farlo in quanto con lei non ho mai avuto rapporti che esulavano la formalita’ e il convivere civile,fui avvertita della malattia di mio padre quando era gia´in coma farmacologico. Andai a trovarlo piu´volte al S. Raffaele di Milano ma purtroppo era sempre in coma . Da Roma,dove abito, ero io a chiamare ogni giorno la signora Zapparoli per accertarmi della salute di mio padre, avrei voluto vederlo lucido e parlargli, purtroppo non ho avuto questa opportunita´. Se fossi stata avvisata prima e informata in tempo sul peggioramento del suo stato di salute sarei accorsa. Appresi addirittura telefonicamente da parte di uno sconosciuto, incaricato dalla signora, della morte di mio padre. Ricordo che era un sabato, verso l’ora di pranzo, appresi prima la notizia in TV e subito dopo arrivo’ la telefonata di un certo sig. Marco Falorni. Domenica ero a Milano in un albergo vicino l’ospedale, accompagnata da mia madre e dal cugino di mio padre e lunedi’ andai al funerale, mettendo fine, purtroppo a una parte importante della mia vita, come sempre accade in queste occasioni. Appunto per questo la signora poteva benissimo immaginare che mi avrebbe profondamente ferita e provocato grande dolore!!!!! Chiedo solo rispetto.