Montepaschi, primo monitoraggio della Bce

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Il primo gennaio è partita ufficialmente la marcia di avvicinamento alla Vigilanza unica europea in capo alla Bce. Il passaggio delle consegne dai controllori nazionali ad Eurotower avverrà solo il 4 novembre, ma il trasferimento delle competenze comincerà anche prima, man mano che saranno completati le verifiche e gli stress test – una sorta di esami di ammissione – sui bilanci delle banche europee da parte dei tecnici dell’Istituto guidato da Mario Draghi. Nei prossimi dieci mesi sarà dunque sempre la Banca d’Italia a vigilare direttamente sui maggiori gruppi italiani, e saranno ancora gli ispettori di Palazzo Koch a controllare e monitorare sull’aumento di capitale di Mps, varato ma rinviato per l’attuazione a maggio giugno. Siena dovrà continuare a guardare a Roma ma Francoforte sarà comunque più vicina. La Vigilanza dell’Istituto di via Nazionale opererà infatti in modo molto stretto con gli uffici della Bce, anche perché a maggio-giugno il quadro di conoscenze sulla situazione delle banche italiane, quella senese in testa, sarà condiviso in vista dell’avvicinarsi dell’avvio degli stress test finali e del nuovo sistema di supervisione. Un fatto è dunque certo: l’attenzione sulle mosse della Banca di Piazza Salimbeni, e del suo azionista di riferimento, la Fondazione presieduta da Antonella Mansi, se possibile sarà ancora più forte. Da qui anche la soddisfazione con cui il governatore Ignazio Visco e i suoi uomini sembra abbiano accolto l’intenzione dell’attuale management- l’amministratore delegato Fabrizio Viola e il Presidente Alessandro Profumo – di non mettere in campo dimissioni o ripensamenti nel segno della stabilità di gestione. L’avvicinamento alla vigilanza unica, come si è detto, è dunque cominciato. Già oggi le autorità nazionali dovranno designare i componenti del nuovo board di supervisione che sarà presieduto dalla francese Daniele Nouy, che avrà come vice con ogni probabilità la tedesca Sabine Lautenschlager. La Banca d’Italia sarà rappresentata dal vicedirettore generale Fabio Panetta che avrà come sostituto il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo. In vista poi del trasferimento delle competenze a Francoforte – dove entro novembre verranno assunte anche chiamando a raccolta gli esperti delle autorità nazionali, circa 1000 persone – la Banca d’Italia che continuerà comunque a vigilare sugli istituti di media e piccola dimensione, varerà una vasta riforma organizzativa della sua struttura in generale e della Vigilanza in particolare. La supervisione della Bce avrà ampie competenze che includono rilasciare e revocare l’autorizzazione a intraprendere l’attività bancaria, fare acquisizioni o assumere partecipazioni rilevanti, valutare l’adeguatezza del capitale, i rischi, i controlli interni e gli stress test. E che si accompagneranno a poteri investigativi e sanzionatori. Il perimetro dei controlli comprenderà tutte le 6000 banche dell’area euro ma solo le 130 istituzioni più significative saranno vigilate direttamente dalla Bce. Le altre resteranno sotto la supervisione diretta delle autorità nazionali.