Modà, Kekko: Cantare all’Olimpico sarà un inno alla mia… Gioia

Trenta date sold outin ta Italia. Trecentomila spettatori Duecento mila copie vendute e certificazione del multiplatino per il loro ultimo album, Gioia. Questi i numeri che descrivono il 2013 dei Moda, la frane/lombarda che negli ultimi quattro anni ha fatto impazzire grandi e piccini. Loro sono Francesco Silvestre, Enrico Zapparoli, Diego Arrigoni, Stefano Forcella e Claudio Dirani. Cinque musicisti, ma soprattutto cinque amici: «Ci siamo c:oojjjjogs|ccii.uu.ttii. ii ln sala prove e abbiamo sùbito condiviso l’amore per lanp&sica. Ppi, come spesso accade, l’amicizia dtfbnta passione e la passione, anche grazie a un pizzico di fortuna, diventa lavoro», racconta Kekko, voce della band Ma, nonostante tutto, questo era il 2013, è nel nuovo anno che i Modà faranno il salto di qualità: prima testeranno la loro popolarità all’estero con un tour che 0 vedrà esibirsi a Londra, Bruxelles, Monaco, Madrid, Amsterdam, Zurigo, Parigi, New York e poi debutteranno negli stadi (Pii luglio all’Olimpico e il 19 a San Siro). Uri escalation incredibile, tutta da raccontare. «Kekko, che effetto ti fa pensare di cantare addirittura in uno stadio? «Quando me l’hanno detto ho chiesto dove fossero le telecamere di Scherzi a parte. Già l’anno scorso, quando la casa discografica ci ha comunicato che avremmo fatto cinque date al Forum di Assago ho pensato fossero pazzi. Poi invece i numeri hanno dato ragione, per cui ora non posso far altro che credere che tutto andrà bene. La nostra forza sta proprio nella nostra squadra. In tre anni è successo di tuttQ eià più. Abbiamo fatto tanti coli passi, ma tutti in E dopo il tour di GimaSfm, Italia avremo sulle spalHm sacco di esperienza. Suonare a San Siro e all’Olimpico sarà come farsi un giro sulle montagne russe. Prima hai una paura da matti, ma quando scendi non vedi l’ora di risalirci». Ripensando al Gioia Tour, che è iniziato appena dopo il Festival di Sanremo, ed è tuttora in corso, quali ricordi hai finora? «Innanzitutto il concerto del 9 ottobre all’Arena di Verona. Era il primo in cui mia figlia veniva a vedermi. Mi chiamava da sotto il palco, ma non potevo andare da lei. Così è salita lei sul palco. E ha salutato con la manina tutto il pubblico mentre cantavo la sua canzone, Gioia [questo è anche il nome della figlia di Kekko e dà il titolo, oltre che all’album e a m brano, anche al loro tour, ndr], I Moda suonano insieme da 12 anni Perché solo ora siete diventati così famosi? «Perché prima ci mancava il supporto dei network radiofonici. Vendevamo 20mila copie, cantavamo davanti a mille persone paganti, ma le radio non ci passavano. Ora con la Ultrasuoni è tutto diverso ». Infatti Samuele Bersani in una canzone ha detto senza peli sulla lingua che avete successo perché le radio vi passano di continuo.

«E vero. La gente deve sapere però che sono otto i network importanti. Noi su tre ci siamo, ma gli altri invece non ci trasmettono mai. Diciamo che forse ad alcuni artisti dà fastidio che una band con sole tre radio alle spalle abbia tutto questo successo, mentre loro che passano su otto radio questi numeri non li fanno. E mi dispiace per loro». Dopo un primo grande successo è uscita anche la ristampa di Gioia con due pezzi nuovi: Dove è sempre sole riedita con i Jarabe de palo e Cuore e vento con i Tazenda. «Pau dei Jarabe de palo è un grande amico. Ha sempre il sorriso ed è una persona molto positiva. I Tazenda invece li ho cercati io. Da sempre sono un fan di Sanremo. Me li ricordo quando sono saliti sul palco dell’Ariston con Pierangelo Bertoli. Avevo nel cassetto questa canzone dedicata alla Sardegna. Da anni vado in vacanza sempre lì. Ma vorrei specificare: non frequento la Sardegna del Billionaire. Io amo quella più selvaggia e sconosciuta, quella della Barbagia per intenderci. Così ho chiesto il loro numero per fargli sentire il pezzo. E gli è piaciuto un sacco. Mi hanno detto che ora quando tornerò I I in Sardegna sarò accolto come Papa Francesco». Il pubblico degli stadi però è più esigente di quello dei palazzetti. Farai loro delle sorprese? «Sarà uno spettacolo completamente diverso. Sarà un viaggio perché passeremo da canzoni molto vecchie a quelle degli ultimi album che tutti conoscono. Non ho grosse pretese per quanto riguarda gli ospiti. Vorrei che salissero con noi sul palco degli amici. In primis i Tazenda e Jarabe de palo». Se potessi sognare a occhi aperti? «Il mio mito è Vasco. Purtroppo lui non fa duetti con nessuno. Mi piacerebbe scrivergli una canzone, ma certamente lui non ha bisogno di me». L’hai mai incontrato? «Si ed è stato meraviglioso. E stato più bello della prima volta che ho fatto l’amore. Mi ha fatto un sacco di complimenti. Ci siamo detti che le nostre donne si chiamano tutte e due Laura e che siamo entrambi dell’acquario. Ho la foto di quel giorno nel mio studio a casa. I sogni se rimangono in un cassetto non sono per forza una sconfitta». I Modà parteciperanno al prossimo Festival di Sanremo? «Non andremo. Il Festival è una vetrina importante che gli artisti devono sfruttare il più possibile. In questo momento siamo concentrati con la tournée intemazionale e le date degli stadi. Non saprei cosa portare a Sanremo». Fai lo snob anche tu? «Assolutamente no. Non vedo l’ora di tornarci, perché sono il primo fan del Festival. Mi piacerebbe da pazzi che tutti i grandi tornassero a cantare. Sai che bella una gara tra Ramazzotti, Pausini, Elisa, igabue e Vasco? Però se qualcuno mi volesse come autore scriverei con piacere. E non escludo di andare a guardarmi una delle serate all’Ariston e poi andare a mangiare dei gamberi». In realtà si vocifera che a Sanremo una tua canzone ci andrà e sarà cantata da Alessandra Amoroso. «Voglio smentire questa diceria. Avevo presentato una mia canzone per il nuovo disco di Alessandra, ma non è stata scelta. Non so il perché. Forse non è stata ritenuta all’altezza dell’album». O forse lei ha tenuto da parte il brano per Sanremo. «Lo escludo perché avrebbe prima dovuto chiedermi il permesso. Io e la mia casa discografica siamo gli unici che possiamo decidere come e dove saranno usate le mie canzoni. E né lei né la sua casa discografica ci ha chiesto nulla del genere».C’è dell’attrito tra te e Alessandra? «Non la sento da parecchio tempo, ma la reputo un’amica. Durante Gioia Tour ho cantato tutte le sere Urlo e non mi senti e ho sempre detto: Questa è stata scritta per una grande artista che prima di tutto è un’amica”». Restiamo in tema Amici: farai un altro duetto con Emma? «Non lo escludo perché tutti noi Modà le vogliamo bene. Però penso che sia un po’ improbabile in questo momento. Anche lei è impegnata con un tour importante. E poi ha iniziato a scrivere le sue canzoni da sola». Spesso le band si sciolgono perché i componenti litigano, ‘lai questa paura? «Sono orgoglioso di avere questi amici con me. Molti mi chiedono, visto che sono io che canto e suono, perché non sto da solo. Se avessi fatto il solista però non sarei mai arrivato fino a qui. Sono loro che mi hanno spronato in momenti cruciali e ci vogliamo talmente bene che viviamo 365 giorni l’anno assieme: non solo nel lavoro, ma anche in vacanza. Anche questa è gioia…».