Mini Imu detraibile dalla Iuc Agennaio la compensazione

La spending review anticipata al 2014 per rafforzare il taglio del cuneo fiscale sul lavoro, la mini-Imu detraibile dalla nuova Iuc, la tassa sui profitti maturati in Italia dalle multinazionali che operano on-line, l’imposta progressiva sul conto titoli, la garanzia dell’indicizzazione per le pensioni che arrivano a duemila euro lordi mensili. Le proposte di modifica più importanti alla Legge di Stabilità passano indenni al vaglio dell’ammissibilità tecnica della Commissione Bilancio della Camera, ma prima che si concretizzino occorrerà aspettare ancora qualche giorno. Quasi certamente saranno selezionati nelle prossime ore dai gruppi politici chiamati a scremare i 2.137 emendamenti rimasti sul tavolo della Commissione (ne sono stati bocciati 1.222 perché estranei alla materia o perché privi di una copertura finanziaria idonea), ma saranno decisivi sia gli orientamenti che matureranno oggi, quando il neo segretario Matteo Renzi incontrerà i gruppi del Pd di Camera e Senato, che il parere che dovrà essere espresso dal governo a partire da domani, quando è atteso anche il voto di fiducia all’esecutivo Letta. Per l’Imu 2013 sembra comunque allontanarsi la possibilità che lo Stato copra direttamente anche la quota rimasta a carico dei contribuenti, il 40% della differenza tra l’aliquota base dello 0,4% e l’eventuale maggiorazione decisa dai Comuni. L’ipotesi più verosimile è che alla fine la mini- Imu 2013 sulla prima casa si pagherà, e che sarà resa detraibile dalla nuova imposta sugli immobili, la Iuc, che dal 2014 sostituirà l’Imu. I termini di pagamento per il residuo Imu prima casa 2013 e per la prima rata della Iuc 2014, il prossimo 16 gennaio, coincidono. E se l’operazione non comporterà un maggior esborso per i contribuenti, non eliminerà la complicazione di dover fare i calcoli, per i contribuenti e per i Comuni, oltre che sulla nuova, sulla vecchia imposta. Sulla destinazione di maggiori risorse al taglio del cuneo fiscale sono d’accordo quasi tutti i gruppi parlamentari, e probabilmente passerà, anche se solo come indirizzo vincolante. I fondi dovranno essere prima materialmente recuperati con l’anticipo al prossimo anno della revisione della spesa pubblica, affidata al Commissario Carlo Cottarelli, e solo allora potranno essere stanziati in un apposito fondo ed impegnati per la riduzione delle tasse sul lavoro a beneficio dei lavoratori (il 60%) e delle imprese (il restante 40%). Ha superato l’ammissibilità anche la proposta del Pd di tassare i profitti realizzati in Italia da imprese straniere attraverso le piattaforme on-line. L’emendamento obbliga chiunque voglia effettuare acquisti di beni e servizi on-line a servirsi di operatori che abbiano una partita Iva italiana. La tassazione si applicherebbe anche sugli spazi pubblicitari ed i collegamenti (i link) sponsorizzati che appaiono sulle pagine dei motori di ricerca (come Google) «visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito o la fruizione di un servizio on-line ». Tra gli emendamenti che saranno discussi ci sono anche quelli che puntano ad alleggerire la manovra sulle pensioni, e che garantiscono la piena indicizzazione per quelle superiori a quattro volte il minimo, così come quelli che puntano a rendere progressiva l’imposta sul conto titoli, eliminando il tetto massimo di 4.500 euro. Non passa, invece, l’emendamento del M5S che puntava a dimezzare gli stipendi di deputati e senatori. È stato bocciato formalmente per «estraneità di materia », ma Camera e Senato, come il Quirinale, sono organi costituzionali sui quali non si può intervenire con una legge ordinaria.