Milly Carlucci brinda al decennale di Ballando con le Stelle

La signora delle meraviglie, Milly Cariucci, è di nuovo in pista. Nonostante i tagli economici al programma e le inevitabili polemiche di quanti sono stati esclusi, la conduttrice di Sulmona è riuscita comunque a mettere insieme un cast in grado di accontentare il pubblico del piccolo schermo. Nuovo la incontra a casa sua, alla vigilia dell’esordio di Ballando con le stelle, il talent del sabato sera di Raiuno che fa danzare i vip. Sono tredici i concorrenti di questa decima edizione, che si mettono in gioco a passo di valzer, rumba e cha cha cha accompagnati dai rispettivi maestri. E lo spettacolo è garantito.Milly, torni dopo un anno di assenza dal video. Oltre al nuovo cast, quali saranno le novità di questa edizione? «Anche se la formula del talent rimane invariata, spero di stupirvi. Certo, Ballando rimane un programma dove ci sono sex appeal, bellezza, divertimento e lustrini ma, allo stesso tempo, capace di far riflettere il pubblico che lo segue. L’anno scorso, per esempio, con il caso di Lea T – ex transessuale, poi operata – siamo riusciti a portare nelle case degli italiani una problematica particolare e a trattarla con delicatezza. E lo faremo anche in questa edizione».

Con quale criterio hai fatto le tue scelte? «Per noi è un anno di rilancio: per questo guardiamo al futuro e abbiamo voglia di sperimentare cose che non abbiamo ancora fatto fino a oggi. L’attore e regista Giorgio Albertazzi, per esempio, rappresenta un’apertura sul mondo del teatro. Mentre la presenza dell’atleta paralimpica Giusy Versace, in un momento di depressione sociale ed economica, costituisce un inno all’ottimismo e alla vita». La storia di Giusy farà riflettere il pubblico? «È l’esempio di come la routine quotidiana possa diventare – per una come lei, che ha due protesi al posto delle gambe – una faticosa conquista giorno per giorno. Ma soprattutto vuol dire che nella vita c’è una soluzione per tutto e si può sempre ricominciare. La soddisfazione più grande è,cederla ballare in pista con serenità». Soltanto una come te poteva convincere Albertazzi, un grande attore di 91 anni, a fare un talent sul ballo… «Sì, ce l’ho fatta! Per la prima volta abbiamo un uomo che è considerato un monumento dello spettacolo italiano, il nostro Laurence Olivier, un maestro del teatro.

E poi è il concorrente più grande d’età mai apparso in un Ballando con le stelle nel mondo». Quindi il messaggio che vorresti dare al pubblico è che non è mai troppo tardi? «Esatto! Non c’è età per fare un programma del genere e soprattutto per dedicarsi alla danza. D’altronde io ho un grande esempio in famiglia: a 88 anni compiuti, mia madre va ancora a ballare e mio padre, che invece non ha quella passione, l’accompagna con tanta pazienza». Quindi la gioventù per te non è un fatto anagrafico… «L’età che hai dipende molto dallo spirito con la quale la vivi. Albertazzi è una vera forza della natura, con un fascino e un carisma incredibili. Pur non avendo mai fatto questo genere di spettacolo, qualunque cosa gli proponi la accetta con grande entusiasmo. Durante il giorno si allena e contemporaneamente segue il teatro, scrive e studia altri copioni. Non lo so dove trova tutta quella forza!».A proposito di età, il primo ottobre hai compiuto 60 anni. Ti spaventa un traguardo così importante? «Non ho il tempo di pensarci, la vita corre veloce! Ho sempre avuto tante cose da fare e sempre nuovi traguardi da raggiungere. Ballando con le stelle

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