Milan-Napoli 0-2 Streaming e Diretta con probabili formazioni

Arriva un Napoli che vola e guarda i rossoneri dall’alto verso il basso. Dobbiamo prendere atto che è cambiata la geografia calcistica? “Spero proprio di no, anche se Napoli ha espresso in passato grandi campioni ed eccellenti performance. Scaramanticamente faccio i miei migliori auguri per ogni successo alla squadra partenopea, ma spero che almeno domenica il Milan faccia valere il suo blasone di team più titolato d’Europa”. Se i partenopei passassero a San Siro, il Milan  si ritroverebbe a 8 punti di lunghezza. È già un match decisivo per lo scudetto? “È decisivo in quanto otto punti sarebbero davvero difficili da recuperare a questi livelli e a quel punto ci rimarrebbe solo da sperare nella Champions League, ma il Diavolo è il Diavolo e non si può mai dare per morta una squadra come il Milan”. Come giudica il mercato del Milan? “Complessivamente il mercato del Milan di quest’anno non mi ha entusiasmato. Ho grande stima per Kakà ma, come temevo, il suo acquisto si è rivelato poco produttivo come purtroppo dimostra anche il suo infortunio di questi giorni”. Kakà è una “minestra riscaldata” o è ancora in grado di garantire un salto di qualità alla squadra grazie alle sue proverbiali “sgommate”? “Kakà è un grande campione anche se adesso ha dei limiti che vediamo: mi basterebbe che ci facesse vincere i due derby segnando i gol decisivi, poi nel resto della stagione può anche tirare il fiato”. In campionato i rossoneri hanno avuto una partenza un po’ stentata. Perché? “Ritengo sia una questione di preparazione. Penso che il Milan punti giustamente ad essere al meglio della condizione non a inizio stagione ma quando serve davvero, ovvero per la partita più importante dell’anno che è la finale di Champions League che si gioca a maggio: è quella la partita in cui conta davvero essere in forma. È chiaro che questo tipo di preparazione penalizza la squadra nell’inizio di campionato ma questo avvio stentato non mi preoccupa perché c’è tempo e modo per recuperare e lo abbiamo già visto in passato”. Sacchi sostiene da sempre che una squadra di calcio è come un’orchestra che gioca interpretando uno spartito. È d’accordo il musicista Maroni? “Assolutamente d’accordo. Sacchi per me è un idolo, lo conosco di persona e lo stimo moltissimo. Lo considero il miglior allenatore che il Milan abbia mai avuto: ha costruito una squadra che ci ha regalato emozioni che difficilmente possono essere ripetute e se cita la musica come armonia con me sfonda una porta aperta”. Allegri sembra sempre sul punto di prendere la valigia,  è un allenatore da Milan? “Per me Allegri è da Milan, so che alcuni hanno dei dubbi, ma per me è assolutamente un allenatore da Milan e l’anno scorso lo ha dimostrato portando un Milan da sesto/ settimo posto fino al terzo posto ovvero in Champions League e questo risultato è stato solo merito suo”. Il ct della nazionale azzurra Cesare Prandelli in vista dei Mondiali si è lamentato che nel nostro campionato ci sono troppi stranieri. È d’accordo? “Se per stranieri parliamo anche dei giocatori europei c’è poco di cui parlare, perché la normativa europea prevede questo e se siamo nell’Europa unita non ci possiamo essere solo quando ci fa comodo esserci. Del resto queste regole non le hanno scelte le squadre e non si può neanche pretendere che le squadre di club si sacrifichino per aiutare la Nazionale, rinunciando alle potenzialità che hanno mettendo giocatori stranieri più forti. Detto questo penso che, se ci fosse la volontà, i giocatori italiani potrebbero avere più spazio. Per esempio la Figc potrebbe mettere in atto politiche di incentivazioni per le società che puntano sui vivai e questo potrebbe portare ad avere più talenti che avrebbero più facilità a trovare spazio”. Si è parlato recentemente dell’ipotesi di una cittadella dello sport nell’area Expo per il dopo-evento. Pensa che si possa costruire lì uno stadio nuovo di proprietà del Milan? “L’unico stadio degno del Milan è quello di San Siro. Sono favorevole alla costruzione di un nuovo stadio a Milano ma per l’Inter, in modo da lasciare la ‘Scala del calcio’ solo al Milan!”. Il campionato è iniziato un grave atto teppistico con l’assalto al bus del Verona. A che punto siamo sulla questione violenza negli stadi? “Quando ero ministro dell’Interno avevo preso misure impegnative e severe per contrastare la violenza negli stadi e infatti in quel periodo gli incidenti erano diminuiti. Ma alcune di queste misure sono state poi cancellate o ridotte. È chiaro che nel contrasto alla violenza negli stadi bisogna intervenire con forza e determinazione senza guardare in faccia nessuno, senza cedere alle pressioni dei club o delle tifoserie organizzate e io lo avevo fatto prendendomi insulti e minacce dai tifosi ma, lo ripeto, sotto la mia gestione gli incidenti erano diminuiti”.Per la quarta giornata di campionato San Siro è già costretto ad indossare l’abito scuro, quello della festa, quello che si mette solo in certe serate, solo in occasione dei derby o di grandi sfide con squadre di livello. Il Napoli è certamente una di queste e con il cambio di guida tecnica in estate, sembra aver guadagnato in autorevolezza, i numeri parlano chiaro, che sia Serie A o Champions League la squadra di Benitez non ha perso un solo punto per strada. Decisamente diversa la situazione in casa Milan dove, se è vero che il mercoledì di coppa ha regalato gioie, è anche vero che la buona sorte è andata incontro ai rossoneri. Tre punti nel girone più tanto morale ma anche la consapevolezza che i molti infortuni hanno condizionato la prestazione del Milan soprattutto nella zona centrale del campo. Allegri ha gli uomini contati e di questi, qualcuno è anche in fase grigia come Nocerino e Robinho, senza contare gli “esordienti” alle prese con mesi di inattività forzata alle spalle. Le brutte notizie per il tecnico toscano non finiscono qui, infatti, classifica alla mano, una sconfitta porterebbe il Milan a meno otto punti dalla vetta ricreando quella brutta situazione già vissuta dodici mesi fa. La sconfitta di Verona e l’anonima prestazione di Torino sono due jolly che Allegri si è già giocato e sono due in tre gare di campionato, per questo motivo le aspettative salgono ulteriormente. Non dovrebbero esserci grosse sorprese in difesa con i soliti Mexes e Zapata centrali e sugli esterni dovrebbe trovare conferme Constant a sinistra e Zaccardo a destra a meno di un miracoloso recupero di Ignazio Abate. L’esperimento Emanuelson trequartista, come nella prima sua stagione al Milan, non è andato come si aspettava Allegri, così da decidere di rispedirlo terzino e li si giocherà il posto con Constant. La linea mediana vedrà certamente De Jong davanti alla difesa e probabilmente Muntari con Poli nel ruolo delle classiche mezzali. Nocerino morderà il freno ancora una volta ma sembra davvero un lontano parente di quello ammirato due anni e mezzo or sono. Stessa sorte toccata a Robinho che però ha come antagonista Birsa e quindi qualche chance in più di spuntarla. Lo sloveno è ancora fuori dagli schemi di Allegri e pare aver pagato un po’di emozione nella gara con il Celtic. Lo schieramento di Robinho nel ruolo di trequartista libera la strada alla coppia Balotelli-Matri che non ha sfigurato mercoledì scorso, ma che necessita di più palloni giocabili. Benitez invece dorme sonni tranquilli vedendo l’approccio tattico e mentale dei suoi prima di gare semplici sulla carta o dei grandi appuntamenti come quello con i vicecampioni d’Europa. Molto probabilmente il tecnico spagnolo confermerà il 4-2-3-1 con Higuain, Callejon ed Hamsik nel reparto d’attacco e sarà titolare Paolo Cannavaro per far rifiatare Britos in difesa.

Pagine: 1 2