Milan-Barcellona Streaming Live Gratis come seguire in diretta Tv

Balotelli c’è. In panchina, è vero, ma pronto a scattare in campo semmai ce ne fosse bisogno nella madre di tutte le sfide, proprio contro il Barcellona. La tentazione di scaraventarlo contro il Barcellona è forte, ma bisogna calcolare rischi di cadute e ricadute, pericolose e quindi fatali. Prodigioso, professionista, evidentemente dotato di un fisico bestiale, Super Mario ha assorbito in pochissimi giorni un problema («sofferenza al muscolo vasto intermedio della coscia destra») che, a dire il vero, come da prognosi specifica avrebbe potuto anche metterlo fuori gioco per almeno una decina di giorni. SUPERMAN – Invece, nonostante l’infortunio si sia palesato giovedì scorso, di ritorno dalla tormentata trasferta nerazzurra, Balotelli ha avuto la forza e la costanza di guarire sottoponendosi scrupolosamente alla terapia prevista senza eccessi extra-calcistici. Allegri già in occasione della conferenzastampa di ieri, precedente la rifinitura pomeridiana, aveva manifestato un cauto ma concreto ottimismo sui netti miglioramenti palesati dall’ex-interista. Che, quindi, potrebbe diventare l’arma letale, anche se leggermente depotenziata dal minutaggio disponibile, per rendere meno devastante il Barcellona. Con lui in panchina ci sarà Kakà (con autonomia ridotta) che vuole a tutti i costi dare il suo contributo a questo Milan che l’ha riaccolto a braccia aperte. ALLEGRI – Sereno, decisamente di buon umore dopo il week-end dell’ottava giornata che ha riavvicinato a soli 8 punti il Milan alla zona- Champions League, il tecnico milanista ha spiegato come bisogna affrontare il Barcellona, cercando di bissare il successo dello scorso 20 febbraio (2-0, Boateng e Muntari) poi vanificato dalla «remuntada » (4-0) catalana al Camp Nou. «Bisogna ripetere la stessa partita di San Siro sotto l’aspetto tattico – ha spiegato – Non può mancare l’attenzione in fase difensiva perché i nostri avversari avranno sicuramente più possesso palla come contro tutte le squadre del mondo». Ironie a parte («Il Milan non è peggio dell’Osasuna», si tratta della squadra che sabato nella Liga ha lasciato a secco di gol i catalani dopo oltre un anno) Allegri è convinto che «possiamo giocare una partita coraggiosa perché non è a eliminazione diretta. Per ottenere certi risultati bisogna lavorare tutti in un certo modo. Se non giochiamo da squadra perdiamo». DIFESA – Ad oltranza quella di Allegri nei confronti del suo «pupillo» Alessandro Matri che lui stesso ha fortemente voluto al Milan dopo l’infortunio di Pazzini. «Non è vero che la Juventus ha fatto un affare cedendolo (10 milioni di euro più “bonus” la cifra versata dal Milan nelle casse bianconere; ndi) – ha detto – Matri ricomincerà a fare gol, magari col Barcellona». Il problema è che Matri ha già collezionato 9 presenze (2 in Champions League) per un totale di 630’ (102’) ma senza mai andare a segno. CAMPIONATO – In realtà Allegri sembra più concentrato sul campionato che non sulla Champions League. «Un risultato positivo contro il Barcellona aumenterebbe le nostre “chance” di passare il turno – ha detto – ma il nostro scopo principale è quello di avere continuità in campionato perché la partenza è stata lenta. Sabato scorso contro l’Udinese abbiamo dato un “colpetto” alla classifica ma la prossima partita contro il Parma sarà lo snodo fondamentale del nostro campionato. In questa occasione potremo recuperare anche De Sciglio». Sì, è qui la festa. Quella di Kakà che esordirà dal primo minuto con la sua nuova maglia rossonera proprio questa sera contro il Barcellona, nella super-sfida che vale molto di più di una pur pregiata gara di Champions League. Saranno oltre 70.000 i milanisti presenti (metà dei 5.000 tagliandi fatti recapitare in Catalogna sono stati invenduti) per questo debutto che è attesissimo soprattutto dal fantasista brasiliano. Proprio contro il Barcellona, la squadra che è stata per lui nel quadrienno madridista la bestia nera da battere nella Liga spesso dominata dai catalani (3- 1 il confronto con il Real). Gran parte dei tesserati rossoneri avevano sottoscritto più del 50 per cento dei mini-abbonamenti dopo l’annuncio dell’acquisto di Kakà. In totale sono state vendute 43.620 tessere (paghi 2, vedi 3 partite) in quantità nettamente superiore rispetto alle 18.276 tessere di un anno fa. CRESCITA – Quella di Kakà, in allenamento, è stata esponenziale in questi ultimi giorni. Ricky ha fatto di tutto per essere pronto (a distanza da un mese dall’infortunio, adduttore, contro il Torino) per debuttare a San Siro, dalla panchina, per supportare la fase finale della sfida contro l’Udinese. Una ventina di minuti scarsi dove ha tentato un paio di accelerazioni, servendo in un’occasione il solito superficiale e impreciso Niang di fronte alla porta friulana (pallone quasi sul secondo anello). Allegri si è convinto della possibile titolarità di Kakà dopo l’allenamento di ieri pomeriggio. Birsa, a dire il vero, appariva nettamente favorito anche se Allegri aveva fatto presagire una staffetta che ci sarà ma con i protagonisti invertiti: Kakà titolare e Birsa pronto a subentrargli dalla panchina. Una strategia necessaria anche perché nè il brasiliano, nè lo sloveno sono in grado di reggere i 90’. SUPER VALTER – Birsa ha comunque conquistato i critici e San Siro. Allegri non ha mai avuto dubbi in tal senso: «Per me non è una sorpresa, perché Birsa ha superato l’esame di San Siro. E’ in un buon momento e se giocherà farà una buona partita. Quando lui è in campo dà sempre il massimo e spende molte energie, per questo non riesce ad arrivare ai 90 minuti. Io cambio spesso gli attaccanti…». Su Ricky, invece, Allegri sembrava più scettico, meno possibilista riguardo a una titolarità assoluta: «Kakà? E’ appena rientrato, nemmeno lui ha una partita intera nelle gambe. Per noi è un acquisto importante, sia a livello tecnico che psicologico.

Prima il Milan e poi il Clasico contro il Real Madrid: è una settimana di fuoco quella che attende il Barcellona. Gerardo Martino, però, non farà calcoli questa sera. La squadra blaugrana, infatti, a San Siro esibirà il suo miglior abito. Quello che presenta, come fiore all’occhiello, il tridente Messi- Neymar-Sanchez, vale a dire le tre principali bocche da fuoco dell’organico, con il gioiello brasiliano che si esibirà per la prima volta in Italia. Insomma, chi doveva riposare lo ha già fatto sabato scorso contro l’Osasuna. E pazienza se ne è uscito uno 0-0 che ha fatto segnare la prima gara senza gol dei catalani dal gennaio 2012. L’intenzione, insomma, è quella di fare male al Milan questa sera. «Ma dovremo stare attenti a non lasciare loro opportunità in contropiede », è l’avvertimento lanciato da Martino, che poi ha aggiunto: «Se non giocherà Balotelli sarà un peccato per il pubblico, ma un bene per noi». MESSI PRONTO – Se queste sono le premesse, dunque, non si vedrà un Barça rinunciatario o supponente, come l’ultimo visto a San Siro. Era il 20 febbraio e il Milan ne approfittò per strappare un 2-0 che sembrava una solida ipoteca per l’accesso ai quarti. Al Camp Nou, invece, il festival blaugrana annichilì i rossoneri che incassarono 4 gol e finirono fuori dall’Europa. Quello di stasera non sarà uno scontro diretto, ma come anticipato i catalani hanno tutte le intenzioni di chiudere i conti per il primo posto nel girone. «I paragoni con l’ultima sfida sono fuori luogo », ha sentenziato l’allenatore argentino, confermando poi che Messi, rientrato giusto sabato per uno spezzone di gara dopo l’ultimo guaio muscolare, è nelle condizioni di giocare dall’inizio. «Ci auguravamo che recuperasse in fretta. Sabato ha fatto bene, quindi credo che sarà pronto». ECCO NEYMAR – Sarà per il fatto che nelle ultime stagioni gli incroci tra Diavolo e Barça si sono moltiplicati, stavolta l’attesa di San Siro sarà soprattutto per Neymar, che sbarcherà per la prima volta sul palcoscenico milanese. Finora, la sua prima stagione in Catalogna, è stata caratterizzata da 3 gol in 12 presenze. Più delle prodezze personali, però, il brasiliano si è dilettato con gli assist. Ne ha confezionati addirittura 6, con Messi (guarda un po’…) come principale destinatario. Consistenza e solidità di Neymar, però, sono apparse ancora più evidenti quando è mancato il suo «collega» argentino. L’ex- Santos, infatti, si è fatto carico del peso dell’attacco con grande personalità, confermando un ambientamento a tempo di record. Peraltro, di questi tempi, in Spagna, appassiona i tifosi la statistica sui falli subìti dal brasiliano: è il più tartassato dagli avversari sia nella Liga sia in Champions. CILENO FELICE – Ad ogni modo, se Messi è l’indiscusso cannoniere del Barcellona, con 11 centri stagionali, dietro di lui c’è la vecchia conoscenza dell’Udinese, Sanchez, con 4 prodezze. Tenuto conto anche degli assist, il tridente completato da Neymar ha prodotto ben 24 reti sulle 34 segnare dal Barcellona dall’inizio della stagione. «Giocare al fianco di Neymar è una gioia, come spesso accade con i brasiliani – ha raccontato il cileno – Ma il discorso vale anche per Messi. Il mio desiderio è quello di giocare tutte le partite, ora sento la fiducia dell’allenatore e i gol arrivano con regolarità. Mi fa sempre piacere tornare in Italia e affrontare una squadra come il Milan. Tra i rossoneri ci sono sempre grandi giocatori e l’anno scorso lo hanno dimostrato. Ma quell’esperienza ci servirà. Abbiamo la mentalità giusta per fare il colpaccio.