Microsoft Surface Pro 2: Recensione e caratteristiche

La seconda generazione dei tablet Microsoft è stata annunciata il 23 settembre 2013: il Surface Pro 2 (architettura Intel Core e Windows 8.1) e il fratello minore Surface 2 (architettura Ann e Windows RT 8.1) vanno a sostituire i precedenti Surface Pro e Surface RT presentati nel 2012. Oggetto di questa prova è il Surface Pro 2, il modello di fascia più alta pensato per l’utilizzo professionale. Le novità più importanti sono sostanzialmente due: l’aggiornamento della piattaforma hardware Intel, ora di quarta generazione (Haswell), e un prolungamento dell’autonomia della batteria, punto debole del modello originario. Il punto di forza del Surface Pro 2 rimane nella possibilità di utilizzare tutte le applicazioni che si usano sul Pc e sul notebook; l’architettura interna è esattamente quella di un computer portatile, o per meglio dire di un Ultrabook, e il sistema operativo è Windows 8.1 versione Pro. Per forma e dimensioni non differisce molto dal precedente modello: il telaio è costruito in lega di magnesio ed è indiscutibilmente robusto; la superficie resiste ai graffi e alle impronte delle dita restando molto piacevole al tatto. Il telaio non accusa flessioni in alcun punto; lo spessore è considerevole, 1,3 centimetri, e il peso di quasi un chilo è ben avvertibile sulle mani. Una novità sta nel supporto pieghevole, ora a due posizioni: facendo ulteriore forza è possibile tenere inclinato il tablet ancora di più, un’evenienza pensata da Microsoft per mantenerlo più stabile quando collocato sulle gambe insieme alla tastiera. L’equilibrio in ogni caso resta precario rispetto a un notebook classico ed è meglio non fare movimenti bruschi. Osservando il telaio si nota la porta Usb 3.0 full size, il connettore mini DisplayPort, il jack per la cuffia e lo slot per schede di memoria micro Sd. Il connettore di alimentazione è magnetico e ricorda molto il MagSafe dei portatili Apple. In basso c’è il connettore per la tastiera/ dock opzionale, anch’essa a fissaggio magnetico. In alto, il tasto di accessione e quelli per il controllo del volume. Le novità più succose sono all’interno: il processore è un potente Core i5-4200U a 1,6 GHz (2,6 GHz in modalità Turbo), lo stesso utilizzato su notebook e Ultrabook di fascia alta. È del tipo a basso consumo, con Tdp massimo di 17 watt, e integra una Gpu Intel HD Graphics 4400. La Ram è di 4 Gbyte sul sample ricevuto in prova: tale quantitativo è standard sulle versioni base con disco Ssd da 64 o 128 Gbyte, mentre sale a 8 Gbyte sulle configurazioni con disco da 256 o 512 Gbyte. Il disco base da 64 Gbyte è appena sufficiente per un utilizzo medio, dato che quasi per metà (28 Gbyte) è occupato dal sistema operativo. In caso di necessità si può installare una scheda micro Sd da massimo 64 Gbyte, ma la velocità non potrà essere paragonabile a quella del disco interno. Le fotocamere anteriore e posteriore sono sostanzialmente invariate rispetto al Surface Pro: entrambe hanno un sensore da 1,2 Mpixel e una qualità delle immagini al limite della sufficienza per un tablet moderno. La connettività in rete è affidata a un modulo Wi-Fi compatibile con lo standard 802.11abgn, di tipo dual radio e in configurazione Mimo 2×2. Presente anche l’interfaccia Bluetooth 4.0 in versione a basso consumo; manca un modem 3G/4G e l’unica possibilità per collegarsi direttamente a Internet via cellulare è tramite una chiavetta Usb. Le specifiche del display non sono cambiate rispetto a quelle del Surface Pro.Resta un pannello di ottima qualità, molto luminoso e con colori vivaci, caratterizzato anche da una buona nitidezza. Utilizza la tecnologia Ips e presenta una risoluzione di 1.920 x 1.080 punti. Integra un digitalizzatore Wacom a 10 punti e può essere utilizzato efficacemente con il pennino fornito in dotazione, oltre che con le dita. Con la penna vengono riconosciuti fino a 1.024 livelli di pressione. Insieme al tablet abbiamo ricevuto la nuova tastiera Cover Touch 2. È molto sottile e aderisce perfettamente al telaio; si fissa in maniera netta e per toglierla è necessaria una discreta forza, in modo da scongiurare sganci accidentali. I tasti non hanno meccanica ma sono di tipo touch; hanno anche una piacevole retroilluminazione che si attiva automaticamente. Per scrivere velocemente è necessaria un po’ di abitudine; all’inizio si tende a premere con forza i tasti per evitare i mancati riconoscimenti; serve del tempo per trovare la giusta gradazione di forza da applicare. In basso c’è un piccolo touchpad con i canonici due pulsanti. Costa 119 euro; per chi preferisce una tastiera meccanica c’è la più ingombrante Type Cover 2 a 129 euro. La capacità della batteria, 42 watt-ora, è rimasta invariata; l’autonomia sul campo è però superiore grazie alla maggiore efficienza dell’architettura Intel Haswell. Abbiamo misurato 7 ore di funzionamento continuo con un mix di applicazioni da ufficio e navigazione sul Web, con rete Wi-Fi sempre accesa. Un risultato decisamente interessante, che comunque non può competere con quello di molti tablet a base Arm oppure di Ultrabook moderni in grado di arrivare anche a 10 ore di autonomia. La velocità operativa del Surface Pro 2 lascia di stucco: ha una reattività paragonabile, se non superiore, a quella di molti portatili ultraleggeri di ultima generazione e i benchmark pubblicati in tabella confermano tale impressione. Il calore prodotto è trascurabile anche nei momenti in cui la Cpu è impegnata al 100%. L’unico serio inconveniente del nuovo tablet è uno solo: il peso. 900 grammi sono tanti, a tenerlo con una mano sola si resiste per pochi minuti. Il Surface Pro 2 va visto non come un tablet puro quanto come un dispositivo a metà strada tra questi e un Ultrabook, con relativi vantaggi e svantaggi.