Michelle Hunziker: Adesso ci racconta il tunnel nero in cui era finita

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Non potrebbe essere più felice Michelle Hunziker. Splendida mamma di Sole, la secondogenita (dopo Aurora, avuta da Eros Ramazzotti 16 anni fa), progetta le nozze con il neo papà Tomaso Trussardi (magari in estate come ha detto lei a Verissimo, a Silvia Toffanin). La sua carriera brilla, è il caso di dirlo, come il sole: Striscia, che attualmente conduce con Ezio Greggio, dopo un inizio non proprio ai livelli del passato, è tornata a far registrare ottimi ascolti (parliamo del 20 per cento di share, risultando così il programma più visto dell’access prime time). E la sua forma fìsica, nonostante il parto e, come ha detto lei, «21 ore di travaglio», è al top. Eppure anche la showgirl che del sorriso ha fatto il suo biglietto da visita, ha vissuto un momento oscuro. Di cui ha deciso di parlare in un libro, scritto a quattro mani con l’avvocato Giulia Bongiorno (con cui ha fondato l’associazione Doppia Difesa, per combattere la violenza sulle donne) e intitolato Con la scusa dell’amore. Era il periodo immediatamente successivo al divorzio da Ramazzotti (con cui è stata sposata dal 1998 al 2002) e Michelle rimase vittima di una “maga”, quella che lei descrive come «una persona, una donna sorridente, disponibile, generosa» che Fha stregata a tal punto da farla diventare dipendente da lei e poi renderle la vita un vero incubo. «Io ho cominciato a lavorare per Michelle subito dopo quel periodaccio», racconta a Top Maurizio Uzzi, il bodyguard che poi l’ha protetta per altri tre anni. «Michelle non era la persona che vedete adesso, forte, felice e solare. Era debole e aveva paura. Di non piacere, e di fallire nel suo lavoro», ci dice. Come ha raccontato la stessa Hunziker è stato il pensiero della figlia Aurora a darle la forza per riemergere. «È vero», conferma Uzzi, «anche se la figlia era ancora piccola per capire. Ma Michelle non voleva deluderla». E non solo: «Ne è uscita anche grazie alle persone che le hanno voluto bene: la sua manager Manuela Ferrari, Antonio Ricci, Ezio Greggio. Poi c’ero io, i suoi parenti. Fondamentale per recuperare fiducia nelle sue qualità lavorative è stato il musical Tutti insieme appassionatamente, del 2005. E, infine, l’ha aiutata molto fare yoga e meditazione », aggiunge I Uzzi, che conclude: «Con Michelle non ho parlato molto della setta, io poi non sono uno che fa domande. Ma mi ha detto che era debole e che non aveva le forze per reagire. Come succede a chi si droga o è vittima dell’alcol. Adesso sono contentissimo1 che quel momento sia solo un vecchio ricordo». di Rita Cosentino