Michele Bravi, dopo la vittoria a X Factor, svela il segreto del suo successo

E passata una settimana dalla finalìssima della settima edizione di X Factor e per tutti i protagonisti è arrivato il momento di bilanci e proiezioni sul futuro. C’è una nuova, potenziale star nel mercato italiano, il vincitore Michele Bravi, ma anche i quattro giudici che dovranno fare i conti con questa esperienza. E partiamo proprio da loro. Mika, la novità, è certamente il vincitore, unisce esperienza intemazionale ed empatia, e quello del taìent show sta diventando il suo secondo lavoro: in attesa del prossimo album che registrerà in America, farà il coach nella versione francese di The Voice (la seconda edizione italiana andrà in onda probabilmente dopo Sanremo). Elio e Morgan sono ottimi allenatori tecnici; soprattutto il secondo sa intuire le potenzialità e per la quinta volta ha portato sul palco un vincitore. Ma forse, in entrambi i casi, per il futuro servirà un cambio. Cambio che vale anche per Simona Ventura che, nonostante l’energia e l’esperienza televisiva, rischia in questo ruolo ormai di diventare ripetitiva e di perdere la sua spontaneità iniziale. Ma al futuro ora sta guardando soprattutto Michele Bravi, 19 anni il 19 dicembre, tornato dopo due mesi dalla sua famiglia a Città di Castello, da papà Stefano, medico e con sigliere provinciale Pd, da mamma Giovanna, e dalle due sorelle, Marta e Gaia. E ci è tornato con un contratto discografico in mano quale premio per la vittoria. Non sarà difficile per lui gestire questa nuova fase della vita: durante l’incontro con la stampa, Michele, che ha colpito soprattutto i cuori della platea femminile per dolcezza ed educazione (il figlio ideale di tante mamme telespettatrici), mostra in realtà una personalità molto determinata. Michele a dii dedichi questo trionfo? «A me stesso. Devo farmi un applauso. Me lo merito. Credevo di non reggere e invece ce l’ho fatta». Hai detto di essere superstizioso: hai con te amuleti particolari? «Sì, sono arrivato a XFactor con uno zaino pieno di oggetti. In ogni puntata li tiravo fuori, tutti lì, belli in fila. Dentro quella borsa c’è di tutto: pupazzetti che mi ha regalato mia sorella Marta, braccialetti, sacchetti di sale, ferri di cavallo, comi. Visti i risultati me li porterò sempre appresso». Simona Ventura ti ha definito «tesorino», qualcun altro Gianni Morandi 2.0. Insomnia sembri perfetto. È così? «Chiamatemi come volete, finora mi ha portato fortuna. Tesorino è la definizione molto carina di Simona Ventura, da mamma del lofi. Ma non mi sento così perfetto. Sono come tutti gli altri ragazzi. Sono un groviglio di cose, con i miei difetti. Per esempio penso di essere abbastanza prepotente: quello che è mio è mio. Sono anche un disilluso e questo grazie all’educazione di mio nonno Luigi, per me un mito». Disilluso alla tua età dopo un trionfo del genere? «Ho capito che nella vita nulla ti viene regalato e che ti devi conquistare tutto. È importante rendersene conto subito, fin da giovani». E l’amore? «Se verrà…». Dopo la maturità classica superata a pieni voti dovrai scegliere tra l’università e la musica. «Non sceglierò perché ci saranno entrambe. Mi iscriyerò a Filosofia. Lo studio per me è importante anche per scrivere canzoni». Tu ne hai scritte? «Sì, ma credo che resteranno lì nel cassetto. Non sono ancora all’altezza di comporre. Le rileggo e mi chiedo: “Ma io le vorrei ascoltare?”. E mi rispondo di no». Hai solo 19 anni, ma die cosa pensi del mondo politico? «C’è un modo per esprimersi ed è attraverso il voto. Io ho già votato. Se ti chiamano a dire la tua devi farlo e devi anche informarti». Per chi hai votato? «Non lo dico». Andresti a Sanremo? «Mi piacerebbe ma non vorrei andarci allo sbaraglio. Serve un progetto musicale impor- 9mm* tante». Il tuo inedito La vita e la felicità è stato scrìtto da Tiziano Ferro: continuerà questa collaborazione anche per il nuovo disco? «Se Tiziano o anche Morgan volessero darmi una mano ne sarei felice. Tiziano è stato molto carino, si è complimentato per l’esito. Morgan è stato unico. Dopo questa settimana dovrò cominciare a confrontarmi con la casa discografica». E che cosa non vorresti mai perdere? «La libertà di esprimermi. E ho tanto da dire»