Michela Quattrociocche: Ed ora mi concedo il bis

Presentazione Film Scusa ma ti chiamo amore

In memore delle notti insonni (e non trascorse a peccare). Delle urla fotoniche che arrivano dal fondo della culla. Dei dentini che spuntano. Delle colichette in agguato (colichette un cavolo, poi!). Degli scaldalatte accesi a qualsiasi ora. Dei capricci. Delle macchie di biscotto, pastina, omogeneizzato, vitamina D, banana schiacciata, pappa di mais e tapioca, che spuntano ovunque, tranne che sul bavaglino. Immemore di tutto, Michela Quattrociocche bissa. A tre anni dalla prima figlia, è al quarto mese. Presto, renderà padre per la seconda volta il marito Alberto Aquilani. E ha già quella luce negli occhi che la rende ancora più bella, quasi angelica. Domanda. Ma si è scordata proprio tutto, di già? Risposta. «Sì, altrimenti non ne avrei mai fatto un altro». D. Sa già di che sesso sarà? R. «È femmina. E io sono felicissima. Il padre un po’ meno. Ma io sono per le donne, Alberto, invece, ha sempre sognato di avere un maschio. Ora è felice, ma appena gliel’hanno detto, ecco… è sceso il silenzio». D. Il pallone può attendere. Senta, dicono che lei sia molto mamma: è vero? R. «Oddio, Aurora l’ho avuta a 23 anni. E davvero non sapevo dove mettere le mani. Ancora adesso io mi sento anche molto figlia: mia madre ha 47 anni e molto ben portati, quando va in giro con mia figlia sembra lei la madre. Comunque, l’istinto materno, sì, mi è venuto con la mia prima bimba e da lì. Lo sa? Non l’ho mai lasciata. L’ho portata anche in viaggio di nozze». D. Dice spesso che con i figli ha rallentato sul lavoro. Perché? R. «L’ho voluto io, volevo chiudere la “pratica gravidanze”. Lo so, sono molto fortunata, ho potuto scegliere. E, avendo già un marito che non c’è mai, levare ai figli anche la mamma non mi sembrava il caso». D. Però il passo indietro lo fanno sempre le donne. R. «Beh, la mamma è la mamma. E, poi, nel mio caso ad Alberto che dici? Rallenta?». D. Come va con il corpo che cambia? R. «Con Aurora avevo preso 23 chili, vivevo nel frigo. Con la seconda, per ora, va meglio, metto ancora i jeans e non ho tanta fame. Vedremo se gli ultimi tre mesi mi sfondo». D. Nell’educare la seconda. R. «Una cosa sola sarà diversa, la questione nanna: dovrà andare a letto presto. Mia figlia fa anche mezzanotte e non va bene. Con la prossima, alle otto si mangia, alle nove si dorme». D. In bocca al lupo. Senta, Michela, lei con chi si confida? R. «Con nessuno: si sbaglia benissimo da sole. Sì, sono un po’ maldestra, ma va bene così». D. Si ferma qui o rilancia? R. «Non so, magari fra dieci anni. ma la famiglia di quattro persone per me è l’ideale». D. Ma questi nove mesi sono sul serio i più belli della vita di una donna? R. «Che?! La gravidanza è una gran rottura: sono sempre stanca, ho sempre sonno. E la nausea dei primi tre mesi? E poi devo stare attenta a tutto quello che mangio, ma io il prosciutto me lo sogno di notte. La nascita è bella, la gravidanza, no». D. Il nome? L’ha già scelto? R. «Oggi scherzavo con Alberto: gli ho detto “se l’Italia vince, la chiamiamo Italy”. Comunque, vorrei che il nome avesse a che fare con la Nazionale». D. Dicono che fratelli e sorelle siano la più grande eredità che ci lasciano i nostri genitori. R. «È proprio così. Vede, io questo secondo figlio l’ho fatto proprio per Aurora. A me una bambina bastava, ero già contenta così. Ma una sorella è un bene prezioso».